Cronaca

Pitbull ‘da combattimento’: longa manus mafia


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Pitbull da combattimento, 'immagine tratta da media.photobucket.it

Foggia –  IL Comando Provinciale della Polizia Ecozoofila dell’Anpana di Foggia ha ritrovato, ieri pomeriggio, un cane di razza pitt bull, impiegato molto probabilmente in combattimenti di tipo clandestini. Ad un primo impatto, il povero animale mostrava, infatti, sul lato destro della faccia, ma anche in varie parti del corpo, numerose cicatrici localizzate, in particolar modo, nella zona delle orecchie  Quest’ultime erano state tagliate (operazione vietata dalla legge effettuata spesso per impedirne la presa negli scontri) e una parte di esse si presentava strappate a causa dei cruenti scontri ai quali l’animale era stato costretto da gente senza scrupoli. Inoltre, il cane si presentava molto deperito, oltre al fatto che molto probabilmente lo stesso animale non sarebbe stato nutrito per diversi giorni.  Dopo il ritrovamento dell’animale, una guardia eco zoofila ha avvertito subito il comando della Forestale dello Stato e il 112. Dopo le numerose telefonate sono intervenuti i militari della Stazione locale dei Carabinieri di Stornara che, contattando il servizio veterinario della ASL di Cerignola, hanno affidano il cane al canile dell’area. Si presume che i combattimenti clandestini siano avvenuti nel territorio dei 5 Reali Siti o di Cerignola, dato che il cane è stato rinvenuto nel circondario di Stornara. Secondo la LAV, “almeno 775 milioni di euro ogni anno vengono spesi in scommesse su combattimenti di cani. Ogni puntata va da un minimo di 250 euro a migliaia di euro se a combattere sono cani campioni. Le razze impegnate in questo combattimenti sono le razze, così dette “pericolose”: Pitt Bull, Rottweiler, Bull Mastiff e altre ancora. Questi cani sono vittime di criminali senza scrupoli, ed a causa loro ogni anno ne muoiono migliaia e migliaia. La gestione dei cani in molti casi passa in mano a organizzazioni come la camorra o la Sacra Corona che gestiscono gli allevamenti all’estero e importano gli animali in Italia per organizzare le lotte”. Secondo l’Osservatorio nazionale Zoo mafia della LAV, i sequestri più recenti di allevamenti clandestini di cani da combattimento sono avvenuti proprio in Puglia. Una delle attività illecite tipicamente gestite dalla mafia pugliese è quella del gioco d’azzardo, nelle sue diverse espressioni: dalle bische al video poker, dal totonero alle scommesse clandestine sulle corse di cavalli, fino alle scommesse sui combattimenti tra cani. Per ciò che attiene la cinomachia sono giunte alla LAV segnalazioni fin dal 1992 che hanno riguardato tutto il territorio regionale. In provincia di Foggia i casi più frequento si sono registrati a Cerignola, Lucera, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli. Nel giro delle scommesse illegali sono implicate anche bande di extracomunitari e persone vicine al mondo del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, nonché ai clan locali. Secondo alcune segnalazioni in provincia di Foggia, inoltre, alcuni anni fa sarebbero stati importati dal Messico anche galos de briga (galli da combattimento). Sempre nella provincia di Foggia, infine, secondo un’informativa del SISDE, appartenenti a cosche locali organizzerebbero, in“collaborazione” con malavitosi napoletani, combattimenti tra animali. Lo scorso 25 novembre l’Aula della Camera ha approvato pressoché all’unanimità il disegno di legge che recepisce la convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Le nuove regole vietano tassativamente di mutilare gli animali tagliando loro la coda o le orecchie, salvo in alcuni limitati casi che saranno individuati da un regolamento del ministero della Salute. Le nuove norme comprendono, tra l’altro, la reclusione da 3 mesi a un anno e condanna ad una multa da 3.000 a 15.000 euro per chiunque introduca in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) o, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve. La pena è aumentata se gli animali hanno un’età inferiore a 12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. Sanzioni sono previste anche per i trasportatori degli animali. E prevista, inoltre, la  reclusione dai 3 ai 18 mesi per chi uccide un animale da compagnia. Non sarà più necessario il requisito della crudeltà ma con le nuove regole, potrà essere condannato chiunque cagioni, senza necessità, la morte di un animale. Chi maltratta, o peggio, uccide un cane è il vero animale e chi parla di razze “pericolose” inventa solo una scusa per lavarsi la coscienza.

Pitbull ‘da combattimento’: longa manus mafia ultima modifica: 2009-12-11T03:44:35+00:00 da Agostino del Vecchio



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