Editoriali

Elezioni Taranto, trappola delle primarie


Di:

Un intervento del consigliere regionale Idv, Patrizio Mazza.

I meccanismi della democrazia implicano che il giudizio insindacabile su qualunque scelta di carattere politico appartenga al popolo, del resto la scelta di un sindaco è sicuramente appannaggio della volontà popolare. Le primarie, alla stregua delle elezioni presidenziali americane, nell’ottica di chi le propone, sono uno strumento di democrazia affinché il popolo restringa la scelta su un leader ove riversare il consenso più ampio possibile, ma va sottolineato che, mentre negli Stati Uniti le primarie eseguite stato per stato rappresentano un processo lungo e corredato da una perfetta conoscenza dei progetti o programmi che si vogliono attuare in Italia ruotano attorno al candidato e non ai suoi programmi.

Per come sono concepite da noi le primarie non si realizza una campagna come negli Stati Uniti, capillare ed incentrata sulla divulgazione dei programmi, tanto che la organizzazione delle primarie è affidata o ai partiti, che hanno in animo uno specifico candidato, oppure alla influenza di un candidato scaturente dal suo pregresso in tema di connubi già consolidati, per lo più lobbistici, o comunque riguardanti “interessi”.

Credo che le primarie effettuate in una città come Taranto così come si prospettano siano un vero autogol per la democrazia, in quanto la gente già è demotivata dai risultati che la politica fino ad oggi ha prodotto, ed è superfluo ricordare in lungo ed in largo quante disgrazie ci assillano in ogni settore, seppure si possano presentare eccezioni. Le eccezioni si verificano quando vi sono candidati che nell’ambito di un gruppo o di un partito esprimono la medesima idea progettuale e occorre sceglierne uno che meglio la rappresenti; in tal caso è corretto che si scelga colui che ha più appeal o carisma all’interno del gruppo medesimo. Pertanto, in tale contesto possono nascere quegli accordi trasversali, sottobanco, che vedono un candidato di sinistra votato da una componente di destra, secondo crismi che disattendono le regole di partito o consueta consultazione elettorale.

Reputo necessario che i candidati che si offrono all’elettorato siano quanto più limpidi possibile nell’esporre il proprio progetto e desidero che la gente si sforzi di scegliere al meglio secondo le modalità della proiezione futura auspicata per sé come cittadini e per gli interessi veri della città. Vorrei dire, a quel tavolo della sinistra che si affanna negli innumerevoli incontri senza decidere cosa sia giusto fare, che le primarie così come si prospettano sono anacronistiche e fuori luogo, men che mai rappresentative di una intera sinistra. Si suppone che il 10% dei cittadini che di solito vanno a votare partecipino alle primarie, ma si suppone anche meno, ne deriva che per Taranto sarebbero dai 2 ai 4 mila coloro che andrebbero a votare. Distribuire questi voti fra i 5 o 6 candidati possibili significherebbe che con 500 o 600 voti possa venir fuori il candidato della sinistra che accetta le primarie, ma il risultato non rappresenterebbe nulla in termini di democrazia compiuta proprio perché non significativo dell’entità numerica dei cittadini di Taranto. Se i candidati a sindaco sono molteplici si sottopongano tutti al vaglio popolare, proprio in virtù della possibilità di ballottaggio, per il quale è più difficile in poco tempo fare giochi sotterranei.

(Patrizio Mazza è consigliere regionale Idv)

Elezioni Taranto, trappola delle primarie ultima modifica: 2012-01-12T16:55:37+00:00 da Redazione



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