Manfredonia
Delegazione della società "Produttori ittici Manfredonia"

Canone demaniale Mercato Ittico. Protestano i pescatori di Manfredonia

"Questo fenomeno negativo lo ha subito di riflesso anche la cittadinanza in quanto la capacità di consumo da parte delle famiglie dei pescatori si è ridotta più del 40%"


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Manfredonia. Stamani, 12 gennaio 2018, la marineria di Manfredonia ha dichiarato lo stato di agitazione per la problematica del Mercato Ittico nei confronti dell’Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale.

Alcuni delegati della società “PRODUTTORI ITTICI MANFREDONIA SOC. COOP.” , che ha fatto richiesta ufficiale al Comune di Manfredonia per poter gestire ai sensi dell’art. 45 bis del codice della navigazione il predetto Mercato Ittico, si sono recati presso l’autorità per chiedere urgentemente un incontro con il Presidente Patroni Griffi per chiarire definitivamente la problematica del canone di concessione demaniale da applicare al Mercato Ittico che secondo i produttori dovrebbe essere un canone ricognitorio annuale di euro 10.717,20 e non di € 113.726,55 come pretende l’Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale.

Infatti le Cooperative di produttori ittici rientrano nella fascia di quei soggetti a cui si può applicare il canone ricognitorio non avendo scopo di lucro.
Inoltre la delegazione ha fatto presente all’Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale che il nostro Mercato Ittico è un mercato alla produzione e non al consumo come i Mercati generali ittici, infatti i diritti di mercato che pagavano i produttori servivano a coprire le spese di gestione e non a conseguire utili.

Infine si è fatto rilevare che la chiusura del Mercato Ittico ha recato e sta ancora recando un grande danno economico alla categoria dei pescatori, che si è vista ridurre notevolmente i propri guadagni, non essendovi un Mercato dove i commercianti e i produttori possono contrattare il prodotto ittico in regime di massima trasparenza e concorrenza.

Questo fenomeno negativo lo ha subito di riflesso anche la cittadinanza in quanto la capacità di consumo da parte delle famiglie dei pescatori si è ridotta più del 40%.

Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

Canone demaniale Mercato Ittico. Protestano i pescatori di Manfredonia ultima modifica: 2018-01-12T20:44:44+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Pulcino pio

    Ma andate a quel paese!!!!!!!!
    Siete solo dei -ignoranti!
    Forse l’autorita Portuale sa che volete fare solo e ancora i vostri -comodi!
    E poi,Chi sarebbero i componenti di questa cooperativa????Forse quelli che hanno disertato il mercato per decenni!
    Ripeto,andate a quel paese,questo è quello che vi meritate!
    Il prossimo passo sarà la carestia,avidi come siete a pescare anche le pietre!


  • Pescatore

    La foto e bella 4 gatti e solo due di quelli frequentava il mercato l’anno fatto prima chiudere


  • Anonima

    Sono pochissimi, d’ altronde la flotta si riduce sempre più prima era la prima economia di Manfredonia adesso è la quarta dopo l’ agricoltura il libero professionismo ed il co.mercio di materie prime.Detto ciò vorrei dire dopo aver osservato per decenni il decorso marinaro ed ittico di Manfredonia che i giovani emergenti del settore non possiedono titoli di studi e perciò carenti nel dibattere e nel discutere chi invece dietro di loro possiede titoli ed attestati è ben defilato e se ne guarda bene da assumere responsabilità in prima persona anche perché essendo anch’ egli del settore anche senza mai conferire il prodotto al defunto mercato muove sapientemente le fila del gioco,che purtroppo per loro gioco non e.Adesso prendere la gestione del mercato comporta oneri che quelli sono è inutile girare per trovare leggi sotterfugie, se siete in grado mettetevi in gioco altrimenti obbligate il comune a rivestire la struttura.


  • Anonima

    Rigestire la struttura.


  • Cittadino

    Vittime e carnefici di loro stessi,troveranno il politico giusto che vorrà cambiare le carte in tavola?Mercato alla produzione? Che produzione? Nessuno portava il prodotto al mercato quello non è più un mercato alla produzione, quello è un mercato di cooperative.La terra dei cachi,utenze attaccate bollette pagate da chi?Non era più semplice pagare tutti anche chi portava i pesci fuori? Visto che avete bisogno solo di sapere il prezzo d’ asta fate un asta sulle barche cosi non pagate Patron Griffi.


  • Marco

    Bisogna capire cosa hanno messo nello statuto. In linea di massima, visti i personaggi che si candidano a gestire la nuova realtà, prevedo un fallimento in circa 2 anni. Avete bisogno di persone che sappiano realmente gestire le cose.


  • Amico sincero

    👍Marco sono d’accordo con te, devono far vedere lo statuto . Tenere come al solito i pescatori all’oscuro di tutto è controproducente e quelle altre carte che hanno firmato è tutta carta igienica.
    Non hanno capito che la chiave di volta del mercato ittico sono i pescatori e i commercianti cioè ,per chi è ancora ottuso, sono coloro che producono e coloro che acquistano.
    Sono stati raggirati da tutte le federazioni e le associazioni per prendere soldi dai finanziamenti per le loro tasche , mentre i pescatori ora vanno con le toppe al sedere.
    Però non si abbattono ,sono ancora autonomi, sanno che hanno il coltello dalla loro parte ; finché c’è il prodotto l’acquirente non manca.
    Quindi non cedete a false lusinghe di chi vi vuole promettere che le cose ora andranno bene con il nuovo (consorzio) perché dietro ci sono sempre coro che vi hanno portato prima al fallimento del consorzio e poi alla chiusura del mercato.
    Ma voi questo lo sapete cari pescatori , stringete ancora un altro poco i denti vedrete che le cose cambieranno.
    In fin dei conti avete, come ho detto , il coltello dalla vostra parte.


  • Amico sincero

    Volevo dire il manico del coltello dalla vostra parte.

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