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Quick Invoice: il futuro è GIà QUI


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Paolo Gabriele e Vittorio Caliò al Convegno di Roma 'Documento Digitale'

Paolo Gabriele e Vittorio Caliò a Convegno di Roma 'Documento Digitale'

Manfredonia – MAGGIO 2008, Palazzo dei Celestini, pieno centro di Manfredonia. Due trentenni dal cervello “fino”, come si suol dire, colleghi di lavoro in un’azienda elettronica del Contratto d’area, partecipano al convegno di presentazione del Bando della Regione Puglia “Principi Attivi-Giovani idee per una Puglia migliore”. La volontà della Regione di finanziare progetti creati da giovani come loro li affascina e partono subito alla ricerca di un’idea. Due anni dopo li andiamo a trovare nella loro sede operativa: quell’idea è diventata “Quick Invoice”. I protagonisti di questa storia si chiamano Vittorio Caliò, ingegnere elettronico, e Paolo Gabriele, commercialista.

Ragazzi, che cos’è Quick Invoice?
– Dopo il convegno, Paolo ed io discutevamo del bando regionale, seduti a bere un aperitivo, quando Paolo si ricordò di aver letto, proprio quella mattina, sul Sole24ore, un articolo che parlava di dematerializzazione cartacea e informatizzazione documentale. In parole povere, la crescente (ed inarrestabile) sostituzione della documentazione cartacea di un’azienda o ente pubblico con il documento digitale. A interessarlo fu soprattutto il riferimento alla forte crescita di servizi in outsourcing alle imprese per la gestione degli archivi. Trovata l’idea “giusta”, bisognava mettersi al lavoro per presentarla al meglio e sperare in tal modo di vincere il bando. Così è stato: quando il 20 dicembre 2008 fu pubblicato l’elenco dei progetti vincitori, c’eravamo anche noi con “Quick Invoice”.

Cosa ha significato vincere il bando “Principi Attivi”?
– Chiaramente c’è stata una grande soddisfazione, perchè risultare tra i circa 430 progetti vincenti significava che la nostra idea veniva reputata interessante e meritevole quindi del finanziamento regionale ( 23.600 euro). D’altra parte aver vinto ha significato per noi anche l’assunzione di un impegno serio con la Regione, la quale ci ha sì finanziato ma pretende, com’è giusto che sia, rendiconti semestrali sui progressi raggiunti nel concretizzare il progetto, un resoconto finale, insomma è un contratto che impegna ambo le parti a tener fede alle proprie promesse.

– E infatti vi siete impegnati a terminare il progetto entro il prossimo aprile.
– Sì, e siamo certi di riuscirvi. Il nostro progetto (il software di archiviazione digitale) è ormai completo all’80-90 %, ce la stiamo mettendo tutta. Paolo si occupa della parte amministrativa, io di quella tecnica. Il finanziamento regionale ci ha permesso di costituirci come soggetto giuridico, creando un’associazione culturale, Quick Invoice per l’appunto, che ci vede sviluppare un programma di archiviazione digitale dei documenti delle piccole e medie imprese. Vogliamo sottolineare il fatto che non abbiamo al momento finalità commerciali, ma stiamo sviluppando un’idea che si spera poi possa interessare le aziende.

– A chi vi rivolgete?
– Viste le ridotte dimensioni del nostro organico, il nostro futuro mercato di riferimento è rappresentato dagli studi professionali (avvocati, commercialisti, contabili, …) , dalle attività commerciali, in generale dalle PMI. Vogliamo offrir loro un servizio esternalizzato che li liberi dalla massa documentale cartacea da cui sono normalmente inondati, soprattutto quella di natura amministrative e contabile-fiscale. I vantaggi del documento digitale, cioè incorporeo, dematerializzato, sono molteplici: minori costi innanzitutto, una migliore gestione dei tempi di ricerca, e, da non sottovalutare, un’attenzione maggiore all’ambiente. Non ha idea di quanta carta venga sprecata negli uffici. Il nostro obbiettivo è quello di ridurre tale utilizzo spropositato, magari giungendo ad eliminarlo del tutto. Insomma vogliamo fornire il modo per ottenere una gestione sicuramente più efficace, efficiente, economica ed ecologista della documentazione aziendale. D’altronde il futuro è questo, non si può essere competitivi restando ancorati a tecnologie e metodologie obsolete.

– In questo settore l’Italia come si pone rispetto ad altri Paesi?
– Purtroppo abbiamo notato un ritardo notevole, possiamo dire che in Italia siamo 10 anni indietro rispetto, per esempio, ai Paesi del Nord Europa, che si sono mossi molto prima. Da noi solo le grandi aziende hanno capito e sfruttato le potenzialità del documento digitale. Le piccole e medie imprese, invece, nonchè le amministrazioni pubbliche, hanno ancora una “forma mentis” sbagliata. Occorre un cambiamento di mentalità, bisogna aprire i propri orizzonti mentali, aprirsi al nuovo, altrimenti si resta tagliati fuori oppure si offre un servizio scadente (basti pensare alle lentezze e agli enormi spese di ogni ufficio pubblico).La stessa normativa italiana sul tema è scarsa oppure estremamente frastagliata, mentre l’Unione europea è più lineare nello “spingere” in quella direzione con direttive e risoluzioni varie.

– La Regione Puglia, finanziandovi, ha dimostrato di voler investire risorse nella valorizzazione dei giovani del suo territorio. Siete quasi alla fine del progetto, e dunque del rapporto con l’amministrazione regionale: potete dirvi soddisfatti di tale collaborazione?
– Sicuramente sì, l’Assessorato alle politiche giovanili della Regione Puglia ci ha seguito passo per passo. Siamo grati di quest’aiuto, anche perchè in un periodo di grave crisi economica ed occupazionale, scegliere di investire nelle politiche giovanili non è da tutti. La Regione ha capito, evidentemente, che il terreno fertile c’è: in Puglia ci sono tanti giovani come noi che vanno valorizzati ed aiutati, solo così è possibile far ripartire l’occupazione e l’economia, evitando al tempo stesso la fuga dei cervelli in altre parte d’Italia oppure all’estero.

Infine, cosa vi attendete invece dalla vostra città. Cosa manca a Manfredonia e cosa vorreste la nuova amministrazione faccia per i giovani.
– C’è tanto che manca qui da noi. Sentiamo la mancanza di un centro sportivo polivalente, di un altro cinema, in generale di luoghi di aggregazione giovanile. Il LUC, ad esempio, nelle intenzioni è un luogo che dovrebbe servire proprio a questo, cosa sarà concretamente non lo sappiamo ancora. Speriamo sia un luogo a disposizione di tutti e realmente utile ai giovani manfredoniani.Dalla nuova amministrazione comunale, qualunque essa sia, ci aspettiamo che, per quanto possibile, segua l’esempio della Regione nell’incoraggiare le politiche giovanili, che voglia puntare sul nuovo senza paure. Le idee ci sono, come dimostra l’esperienza di Principi Attivi; occorrono istituzioni pronte a dare fiducia e a scommettere su tali idee.

– Auguri, Paolo e Vittorio, e buon lavoro.
– Grazie. Quick Invoice è una scommessa che abbiamo fatto in primis con noi stessi e ci auguriamo porti buoni frutti.

Quick Invoice: il futuro è GIà QUI ultima modifica: 2010-02-12T02:22:40+00:00 da Lucia Piemontese



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