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RITI Manfredonia. Carnevale 1956 – Amarcord (foto)

I riti del Carnevale Sipontino sono antichi come remote sono le vicende storiche e i reperti archeologici testimonianza di vecchia civiltà

AUTORE:
Franco Rinaldi
PUBBLICATO IL:
12 Febbraio 2024
Manfredonia // Notizie in piazza //

Manfredonia, 9 febbraio 2018. I riti del Carnevale Sipontino sono antichi come remote sono le vicende storiche e i reperti archeologici testimonianza di vecchia civiltà.

Il nostro carnevale, decantato nel corso dei secoli da storici e prelati, dopo la seconda guerra mondiale da vivace e spontaneo esplode per merito di alcuni sipontini. Tant’è che nel 1955 fu istituito a Manfredonia il primo Comitato Carnevale con compiti di potenziare e di coordinare le manifestazioni in programma dei concorsi a premi, quali “Il Corso Mascherato per Adulti”, la “Sfilata di Carri Allegorici” e il “Concorso per mascherine” (Veglioncino dei Bambini) quest’ultimo allestito presso il Cine-teatro Pesante. Quell’anno, nacque di fatto in loco il Carnevale moderno.

Nel 1956 a Manfredonia il Comitato per la programmazione e la gestione del Carnevale Sipontino sotto nome di “Carnevale Dauno” era composto dal rag. Antonio (Tonino) Murgo con nomina di presidente. Questi, brillante public man e animatore promozionale, diede alla manifestazione grande impulso turistico. Il rag. Murgo tenne l’incarico di presidente del Carnevale Dauno dal 1955 fino al 1960. Gli altri componenti del Comitato Organizzatore furono: il rag. Nicola De Feudis; il dott. Mario Garzia; l’avv. Tonino Fatone; Camillo Berlotti; l’intraprendente comandante Felice Bava; il prof. Angelo Salcuni; Tommaso De Feudis; il dott. Michele Troiano; l’orafo Giovanni Bisceglia detto “Menechine”; l’universitario Lorenzo Prencipe; il dott. Giuseppe De Salvia; Giovanni Ricucci; Raffaele Occhionero (musicista e carrista). A questa seconda edizione del carnevale con concorso a premi parteciparono due scuole superiori (gli studenti del liceo Scientifico diretti dal talentuoso pittore e disegnatore prof. Tommaso Adabbo e gli studenti della Ragioneria coordinati da Raffaele Occhionero) con l’allestimento di carri allegorici.

Alla sfilata presero parte altresì in concorso anche gruppi mascherati e maschere singole. Presentatore della sfilata il rag. Filippo De Finis. La kermesse carnascialesca, si svolse sotto il patrocinio dell’Ente Provinciale per il Turismo e con i contributi dell’Amministrazione Provinciale, della Camera di Commercio, del Comune di Foggia, del Comune di Manfredonia e della locale Compagnia Portuale “Felice Muscatiello”.

Luogo di incontri per l’organizzazione delle manifestazioni del carnevale 1956 fu la farmacia Centrale “Murgo” in corso Manfredi. Sempre quell’anno, si tenne a Manfredonia il “Primo Festival della Canzone Sipontina” con motivi in lingua e in vernacolo dediti al nostro Carnevale, scritti da bravi parolieri e musicati da talentuosi musicisti locali. Le bellissime canzoni furono incise dal cantante Lino Trigiani (ugola d’oro sipontina in quegli anni) su un piccolo registratore dell’epoca “Geloso”. La presentazione dei brani musicali fu affidata al rag. Nicola De Feudis. I motivi registrati furono trasmessi in piazza mediante altoparlanti durante il Carnevale. Il Concorso Mascherato per Bambini (poi denominato Veglioncino dei Bambini) che da otto anni veniva organizzato a Foggia, prima presso una sala comunale e poi presso il teatro Umberto Giordano, si tenne anche a Manfredonia al Cine-Teatro Pesante.

Il concorso per Mascherine vide quell’anno come nelle precedenti edizioni protagoniste la famiglia Capurso di Manfredonia, guidata dalla vulcanica signora Annetta Capurso con costumi realizzati dall’indimenticabile sarta “Tinella” e quella della signora Giuva di Foggia, tra le quali c’era grande rivalità nella realizzazione di sfavillanti costumi per bambini. La sfilata dei carri allegorici, gruppi mascherati e maschere singole si tenne il Martedì Grasso alle ore 15, con partenza dalla Rotonda su viale Miramare. Alla sfilata parteciparono alcuni componenti della Banda cittadina in costume da Pulcinella con la simpatica animazione del fioraio locale di origini napoletane Carmine Gagliardi in veste di mazziere. Nei giorni di Carnevale serate danzanti ebbero luogo al cine-teatro Pesante (organizzate dal Circolo Unione con musicisti di fama nazionale), all’Eden Teatro (veglione allestito dalla Camera del Lavoro), e poi presso il salone dell’albergo “Daniele” e il ristorante da “Pastore” con orchestrine musicali e cantanti di Manfredonia e di Foggia. Infine, in numerose case erano allestite le “Socie” (sale da ballo) dove nei tre giorni clou di carnevale si ballava fino al mattino al suono di una radio-giradischi o con qualche improvvisata orchestrina locale. Sempre quell’anno sul carro “Il Ritorno del Satanello” allestito da Raffaele Occhionero con la collaborazione del chitarrista Ciro Ruggiero e gli studenti della Ragioneria, fu riportato in auge l’antico costume del Satanello denominato in loco “u Diavulètte” o “u Satanille”. Il costume, indossato da alcuni studenti era corredato da “u Cumbasse”.

Questo caratteristico strumento artigianale costruito con bacchette di legno a rombi veniva azionato a mano con una apertura a mò di fisarmonica che poteva raggiungere i primi piani delle abitazioni. Numerosi furono i giornali che pubblicarono articoli che esaltarono il Carnevale Dauno del 1956, tra questi vale la pena ricordare: “Il Giornale d’Italia”, “Il Tempo”, “Il Corriere del Mezzogiorno”, “Il Messaggero della Puglia”, “Foto Cronaca di Foggia”. Va ricordato, per la storia, che quell’anno qualche giorno prima di carnevale a Manfredonia ci fu una eccezionale nevicata, che non frenò certamente i sipontini che festeggiarono in massa e in grande euforia mascherandosi come da tradizione nei tre giorni clou del Carnevale. A conclusione del presente articolo vorrei ricordare alcuni protagonisti del nostro carnevale che ci hanno lasciati: Il prof. Giuseppe Sapone (costruttore di carri allegorici); Il cantante Lino Trigiani (che incise i motivi del Primo Festival della Canzone Sipontina durante il Carnevale del 1956); il violista Gino Talamo (prima viola dell’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino), che partecipò nel 1956 in giovanissima età in qualità di violinista all’incisione dei Motivi e Canzoni del Carnevale Sipontino; il costruttore di carri allegorici nonché bravo cuoco Peppino Latronica e Piero (per gli amici Pier) Gelsomino, quest’ultimo per le sue simpaticissime performance tenute nel tempo in occasione del Carnevale Dauno.

FOTOGALLERY FRANCO RINALDI

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A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia

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