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Frana di Montaguto, appello istituzioni al Governo, Pepe: De Biase eserciti i suoi poteri. Allarme Legambiente


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Frana_Montaguto (difesagrande.it)

Frana_Montaguto (difesagrande.it)

Foggia – APPELLI dalle istituzioni della Provincia e della Regione Puglia, relativamente alla frana di Montaguto, che da oltre 32 giorni sta isolando la Puglia a livello di collegamenti ferroviari. Il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, ha detto: “non possiamo più aspettare che il governo – dopo quattro settimane di silenzio e di disagi senza precedenti per i passeggeri costretti a viaggi da incubo in treno – si decida ad intervenire per risolvere il gravissimo isolamento che sta mettendo in ginocchio l’economia di una intera regione a causa di una frana”, preannunciando una protesta della Regione a Palazzo Chigi. “Tutto il sistema produttivo – hanno detto in una nota i rappresentanti sindacali della Cgil, Cisl e Uil – risente attualmente della sufficienza con cui questa vicenda continua ad essere trattata, determinando l¨isolamento della Puglia dal sistema dei traffici sulle più importanti direttrici, tenendo conto dei problemi persistenti sulla linea adriatica con il tratto Lesina-Termoli ancora a binario unico”.

DA PALAZZO DOGANA, IL PRESIDENTE PEPE SCRIVE A BERLUSCONI E BERTOLASO – Il presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e al Sottosegretario di Stato Guido Bertolaso in relazione alla frana di Montaguto, in provincia di Avellino. “Da circa un mese ormai il Meridione d’Italia sta vivendo una situazione di emergenza e di eccezionale gravità legata alla frana di Montaguto – scrive il presidente della Provincia – che impedisce i collegamenti tra la Puglia e Roma (oltre che con Napoli ed altre importanti città del Sud Italia) e tiene bloccato anche il traffico sulla Strada Statale 90. Si tratta di una situazione che merita la massima attenzione e che necessita di rapidi interventi. Non soltanto per le conseguenze legate alle difficoltà nei collegamenti – che di fatto tagliano in due l’Italia – e ai disagi cui sono sottoposti i passeggeri che ogni giorno devono recarsi a Roma utilizzando il canale ferroviario, ma anche per i rischi ambientali che ormai rasentano la vera e propria catastrofe. Parliamo infatti di un fronte di fango e detriti largo 400 metri, lungo tre chilometri e mezzo e che si muove a velocità sostenuta, minacciando adesso il fiume Cervaro”. Per Antonio Pepe “è di tutta evidenza che in una situazione di tale gravità sono necessarie azioni decise ed immediate, che mettano il Commissario Straordinario per l’emergenza in Campania, Mario De Biase, nella condizione di esercitare fino in fondo i suoi poteri. Non è possibile, dunque, procrastinare ancora la proclamazione dello Stato di Emergenza e, ove necessario, lo stanziamento di risorse economiche espressamente destinate alla frana. Si tratta di un passaggio non più differibile, che il Governo ha il dovere di compiere con celerità”. “Nonostante la frana ricada in territorio campano e non avendo alcuna competenza amministrativa diretta – aggiunge il presidente della Provincia – l’Amministrazione provinciale di Foggia è pronta a dare tutto il suo contributo – tecnico e politico – per una positiva soluzione di questa emergenza. D’intesa con la Regione Puglia, la Regione Campania e la Provincia di Avellino – conclude Antonio Pepe – la Provincia di Foggia assicura sin d’ora la disponibilità della struttura del proprio Ufficio Tecnico (Servizi Geologici) per tutte le iniziative che sarà necessario mettere in campo”.

Francesco Tarantini (Legambiente-Bari)

Francesco Tarantini (Legambiente-Bari)

LEGAMBIENTE: IL RISCHIO IDROGEOLOGICO AL CENTRO DELLA FESTA DEI PICCOLI COMUNI – “Legambiente Puglia – ha detto Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – auspica l’attivazione immediata da parte del Governo nazionale di un tavolo tecnico-istituzionale e di risorse finanziarie per fronteggiare l’emergenza frana in località Montaguto. La vera emergenza – continua Tarantini – è il superamento della cultura degli interventi post-disastri. Gli enti gestori del territorio devono fare, infatti, un generale ‘mea culpa’, impostando una gestione organica e sistemica del suolo in tutti i suoi aspetti, urbanistici, ambientali, sociali. E’ questa la vera grande opera pubblica da chiedere al Governo, al posto di dannosi e inutili miraggi come il ponte sullo stretto di Messina”. Nella fotografia scattata da “Ecosistema Rischio 2009”, l’indagine di Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile per conoscere la reale condizione dei comuni italiani considerati a rischio idrogeologico e valutare le attività messe in opera dalle amministrazioni locali per la prevenzione e la mitigazione del rischio, la Puglia è la terza regione in Italia per presenza di strutture in aree a rischio idrogeologico. Infatti, nel 88% dei comuni pugliesi monitorati sono presenti abitazioni in aree a rischio idrogeologico, nel 53% interi quartieri, nel 71% fabbricati industriali e nel 35% strutture ricettive. A questo si aggiunge che solo il 12% dei comuni pugliesi monitorati svolge un positivo lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico. Ora l’associazione si auspica un tavolo tecnico immediato, promosso dal Governo nazionale, dato che sono già trascorsi quattro anni dalla frana partita da Montaguto, nell’Irpinia, che ora avanza ancora nel Foggiano. “La campagna Voler Bene all’Italia 2010, la festa dei piccoli comuni che si svolgerà a livello nazionale il 9 maggio prossimo, in Puglia sarà dedicata al tema del rischio idrogeologico e vedrà come protagonista capitale il più piccolo comune pugliese Celle di San Vito, ubicato dall’altra parte della frana di Montaguto. Ci auspichiamo nel frattempo che il Governo ascolti il grido del Sud e la richiesta della Regione Puglia ad un tavolo tecnico, dichiarando anche lo stato di calamità per l’area, altrimenti saremo pronti a manifestazioni di massa accanto ai cittadini”.

Frana di Montaguto, appello istituzioni al Governo, Pepe: De Biase eserciti i suoi poteri. Allarme Legambiente ultima modifica: 2010-04-12T15:18:23+00:00 da Agostino del Vecchio



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