Oggi ho vissuto un’esperienza intensa e rigenerante: una splendida uscita in mountain bike insieme all’amico Nicola Gambuto, immersi nei paesaggi autentici del Parco del Gargano. Una mattinata di sport, natura e amicizia che merita di essere raccontata e condivisa, per la bellezza straordinaria del nostro territorio e per luoghi poco menzionati, conosciuti e valorizzati.
Il percorso, molto breve, di pochi chilometri, inizia appena fuori Manfredonia.
Punto di partenza: località Ciminiera, lungo via Foggia – contrada Bissanti, una zona che i biker conoscono bene per la sua bellezza selvaggia e per i suoi tratti tecnici.
Il tutto in un contesto ambientale fatto di: rocce, macchia mediterranea, silenzi profondi, panorami che cambiano a ogni curva.
Un territorio che non regala nulla, ma ripaga tutto. Una volta arrivati a un piccolo piazzale, si apre una vista straordinaria su tutto il golfo di Manfredonia, nonostante le condizioni meteo non permettessero riprese fotografiche capaci di evidenziarne i colori e i contorni della vegetazione circostante. Dal punto di vista emozionale è straordinario: guardi su e dici “ora vengo a prenderti”. Allora liberi la mente e parti per andare a conquistare la tua “vittoria”, la tua rivincita contro il tuo peggior nemico: te stesso, che cerca in ogni modo di ostacolarti.
Affrontarla è un rito per chi ama la MTB. Superarla è una piccola conquista personale.
La ricompensa. Una volta in quota, il Gargano si apre in tutta la sua forza: vallate scolpite dal vento, profumi di macchia mediterranea, silenzi che rimettono in ordine i pensieri, panorami che valgono tutta la fatica. Proprio in questa zona si trova una delle salite più iconiche del Gargano: la celebre “Salita del Dolore”, quella che si stacca sulla destra della strada che conduce verso Pulsano. Un tratto breve ma feroce, un vero muro che negli anni si è guadagnato soprannomi epici come “salita della morte”.
La pendenza è brutale, la progressione è tutta di testa: ogni metro è una prova, ogni pedalata è una scelta.
Perché è famosa: pendenza elevata, fondo irregolare, zero tregua, richiede ritmo, forza e determinazione. Una mattinata semplice, autentica, piena di energia positiva. Di quelle che ti fanno tornare a casa stanco, ma con il sorriso e tanta soddisfazione condivisa in amicizia.
A cura di Mauro Lagattolla




