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Cogea, interdittiva antimafia, Consiglio Stato conferma revoca appalto


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Una discarica di rifiuti (statoquotidiano)

Foggia – DOPO il Tar Lecce, il Consiglio di Stato di Roma ha bocciato la richiesta di risarcimento formulata dalla Cogea srl che, il 3 marzo 2012, ha subito la revoca dell’appalto per la gestione dell’appalto dei rifiuti urbani a Casarano – aggiudicato poi a Igeco costruzioni spa – perché colpita da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Lecce. Dopo la sentenza della terza sezione del Tar di Lecce, il Consiglio di Stato ha stabilito che “ad un primo e sommario esame proprio della presente fase cautelare, l’appello non appare dotato del prescritto fumus boni iuris, tenuto conto della documentazione in atti e della situazione esistente al momento dell’adozione dell’interdittiva”. “Rilevato, sotto il profilo del danno, nella specie lamentato con riferimento agli effetti della medesima interdittiva sull’intera attività d’impresa, che ben potrà l’attuale appellante sollecitare la definizione dell’istanza di riesame presentata il 3 agosto 2012”.

Cogea si era rivolta al Consiglio di Stato per ottenere la riforma della sentenza con cui lo scorso 29 marzo il Tar Lecce bocciava la richiesta della stessa società di annullare la revoca dell’appalto in questione del Comune di Casarano nonché la stessa interdittiva antimafia emessa l’1 marzo 2012: quest’ultima, di fatto, aveva procurato la revoca dell’appalto.

Nel ricorso al Tar, la Cogea aveva chiesto l’annullamento tra l’altro della determinazione n° 29 del 3 Marzo 2012 con la quale il Responsabile del Settore Servizi Tecnici del Comune di Casarano aveva confermato la revoca della precedente determinazione n° 21 del 10 Febbraio 2012, di aggiudicazione provvisoria alla Società ricorrente della gara relativa all’affidamento dell’appalto per la gestione dei servizi integrati di igiene urbana indetta con bando del 7 Novembre 2011, per effetto della informativa interdittiva antimafia della Prefettura di Lecce, e ha aggiudicato in via definitiva detti servizi alla controinteressata IGECO Costruzioni S.p.A. e (…) dell’informativa interdittiva antimafia prot. n° 1147/2012/Area 1/O.S.P. del 3 Marzo 2012 emessa dalla Prefettura di Lecce e della relativa nota di comunicazione (…) e della nota del 1° Marzo 2012 con la quale la Prefettura di Foggia ha declinato la propria competenza territoriale e della nota del 14 Febbraio 2012 del Comando Provinciale dei Carabineri di Lecce.

In giudizio si erano costituiti il Comune di Casarano e l’Avvocatura erariale per le Prefetture di Lecce e Foggia.

LA SENTENZA DEL TAR LECCE.
Nel merito dell’interdittiva, il Tar Lecce ha, poi, motivato la bocciatura in quanto il Tribunale ha ritenuto “sufficiente osservare – sinteticamente – da un lato, che sussiste certamente la competenza territoriale della Prefettura di Lecce all’emanazione dell’informativa interdittiva antimafia (..:) in ragione della sede operativa effettiva (ubicata nel Comune di Gallipoli) della COGEA S.r.l. e, dall’altro, che la natura dei reati di cui Rosafio Gianluigi (soggetto a cui la Società ricorrente viene ragionevolmente e motivatamente ricondotta dai puntuali accertamenti investigativi compiuti da tutti gli organi di P.S.: nota D.I.A. Sezione Operativa di Lecce 20 Agosto 2012 evidenziante che, a seguito dello scioglimento del contratto di cessione, le quote di COGEA S.r.l. sono tornate nella titolarità diretta e indiretta di Rosafio Gianluigi; note 21 Febbraio 2012 prot. n° 0097662/12 e 5 Settembre 2012 prot. n° 0457247/12 della Guardia di Finanza di Lecce; nota del Comando Provinciale dei Carabineri di Lecce 21 Febbraio 2012 prot. n° 0118006/6503-3; nota della Squadra Mobile di Lecce in data 2 Marzo 2012, Div. II Cat. Q2/2.2012) è allo stato imputato – ha osservato il Tar – (con contestazione della circostanza aggravante di cui all’art. 7 del Decreto Legge n° 152 del 1991, per la quale è stato sì, da ultimo, assolto dalla Corte di Cassazione – peraltro in epoca successiva alla data di emanazione dei provvedimenti amministrativi impugnati – , ma con pronuncia di rinvio, per un nuovo giudizio sul punto incentrato essenzialmente sull’approfondimento della questione inerente la cronologia delle prove, ad altra Sezione della Corte d’Appello di Lecce, che lo aveva condannato in secondo grado nell’anno 2011), unitamente al suo rapporto di affinità con soggetto di notevolissimo, accertato spessore criminale (…), alle non ‘limpide’ operazioni societarie compiute quanto alla COGEA S.r.l. (….) e agli ulteriori elementi raccolti dalle Forze di Polizia, cui la Prefettura di Lecce rinvia, sono rilevanti elementi fattuali indizianti e sintomatici, complessivamente denotanti in senso oggettivo il pericolo di collegamenti tra la Società ricorrente e la criminalità organizzata, tali da supportare sufficientemente il giudizio (ampiamente discrezionale) espresso (logicamente, attendibilmente e con adeguata motivazione), ai sensi dell’art. 10 comma 7 lettera c) del D.P.R. 3 Giugno 1998 n° 252 (applicabile “ratione temporis”), nell’informativa interdittiva prefettizia impugnata (informativa c.d. “tipica”), e sfociato nella contestata determinazione di revoca della stazione appaltante (avente carattere rigidamente vincolato)”.

Redazione Stato, g.defilippo@statoquotidiano

Cogea, interdittiva antimafia, Consiglio Stato conferma revoca appalto ultima modifica: 2013-06-12T16:20:34+00:00 da Redazione



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