Editoriali

Il Comunismo è morto? No, rinasce


Di:

Elezioni, partita comunista (lettera43.it image@)

C’E’ una cosa che manca su tutta la stampa nazionale, il racconto di cosa significhi “crisi economica” per le persone. Si racconta e disquisisce su episodi tragici, anche loro significativi, come i suicidi di operai e piccoli imprenditori strangolati dai debiti, delle abitazioni messe all’asta per poche migliaia di euro di rate non pagate alle banche ( e magari sono solamente la “quota interessi” maturata negli anni). Resta sempre nella zona d’ombra il racconto della povertà quotidiana, in quella zona che è difesa dalle persone per salvaguardare un minimo di dignità.

Svolgendo “attività politica” tra la gente mi capita spesso di vedere cosa vuol dire “vivere in povertà con dignità”. Non si può rimanere indifferenti di fronte alle persone che possono avere un tetto sulla testa solamente grazie agli affitti pagati dal comune di Foggia come non si può rimanere indifferenti di fronte a chi vive nelle baracche vicino al campo della FIGC.

Di fronte a queste persone bisogna porsi una domanda: perché questa società ha permesso che molte persone possano vivere solamente ricorrendo a sotterfugi e piccole illegalità?

Capita anche di incontrare persone che “cercano la raccomandazione” per avere un lavoro, anche precario, anche pagato poco, ma che dia quel minimo che permette di “vivere con dignità”. Anche per queste situazioni bisogna porsi una domanda: com’è possibile che ci si debba raccomandare per trovare un lavoro? Su queste sacche di povertà economica c’è solo una riflessione da fare: se non ci fossero questo impropri ammortizzatori sociali la protesta sarebbe dilagata datempo.

Per me, che sono comunista, il comunismo non è un’ideologia ma è un ideale e un modo di vivere nella “comunità”. Per me, che sono comunista, è possibile trovare una risposta che vada oltre la semplice denuncia sociale o dell’indignazione di fronte alle “clientele politiche” e alle piccole illegalità diffuse perché riesco a capire da dove traggono origine e chi ci guadagna nel continuare a farle prosperare.

L’ideologia del “self made man” che va alla grande tra chi afferma che non ci sono differenze sociali da abbattere perché è sempre possibile la scalata sociale, è alla base di questi fenomeni sociali perché nello stesso concetto di “scalata sociale” vi è l’affermazione delle differenze sociali e dell’ineguaglianza delle persone. Questa ideologia, perché tale è, si esemplifica nell’affermazione “uno su mille ce la fa”, affermazione che constata l’insuccesso degli altri novecentonovantanove facendoli cadere nel dimenticatoio.

Come sia vero che l’ideale, e non ideologia, comunista sia in difficoltà lo si capisce dall’aumentare delle differenze sociali, da quanto siano differenti i soldi a disposizione dei più poveri (economicamente) rispetto ai più ricchi (sempre economicamente). Lo si capisce anche dal fatto sempre più spesso la comunicazione associa la povertà, o la ricchezza, economica alla povertà, o alla ricchezza, di idee. E’ paradossale ma la pochezza di questi tempi la si misura dai modelli comportamentali proposti dai media (i “tronisti” ne sono un esempio)oppure basta pensare a figure come Lapo Elkan che viene spesso proposto come modello da seguire promuovendone le “stravaganze” sorvolando sulle sue “disavventure”.

Altri nomi di “esempi del self made man” gettonati dai media & co.? Briatore, Tronchetti Provera e ultimo, nel senso all’apice, Berlusconi che da intrattenitore sulle navi da crociera è diventato capo del governo e il “più ricco in Italia”. Si può soprassedere dal commentare le storie di questi “self made man”? In questo caso voglio solo ricordare che tutti questi hanno goduto di appoggi impensabili per chi “vive la povertà della vita quotidiana. Senza questi appoggi non penso che sarebbero arrivati dove sono ora.

L’analisi marxista della società mi permette di capire che le povertà economiche sono quelle che permettono l‘accumulo di enormi capitali, tanto enormi da poter mantenere per molti secoli le persone che li detengono. C’è solo da rimanere sbigottiti di fronte a redditi di molti milioni di euro l’anno tanto difficile è da comprendere l’assurdità di tale accumulo. Quanto questo eccessivo accumulo sia percepito come assurdo anche in paesi capitalisti, come sono la Norvegia e altri paesi del nord Europa, lo dimostra la tassazione al 75% praticata sui redditi oltre i 300.000 euro. Questi paesi capitalisti vivono nel benessere anche perché l’ideale capitalista è calmierato e da vita a sistemi che vengono definiti “socialdemocratici”.

Se ne faccia una ragione chi vuole sperare che il comunismo sia stato battuto perché l’idea comunista è sempre pronta a riprendere vigore tra le persone che continuano a credere in una società più giusta, dove a ogni persona sia permesso di vivere senza doversi preoccupare dei bisogni primari (mangiare, vestirsi, un tetto sotto cui vivere, etc.) mentre l’idea capitalista dimostra sempre i suoi limiti quando può disvelarsi senza controlli dimostrando quanto siano nefasti gli effetti di un capitalismo senza regole che produce ingiustizie e, alla lunga, rivolte. Per questo non si può quantificare la diffusione dell’idea comunista dai piccoli risultati elettorali di Rifondazione e/o dei Comunisti Italiani perché, per quanto organizzati, rappresentano solo una parte del “movimento comunista” che non si può fermare che, come in America Latina, dove è più forte l’affermazione del capitalismo più forte è la ribellione alle ingiustizie.

Questo è l’assillo che circola tra gli industriali italiani, la paura di una ribellione di massa contro le ingiustizie generate dalla crisi e se non è paura di un movimento comunista questo, ditemi voi cos’è.

(A cura di F.Giorgio Cislaghi – segretario Rifondazione Comunista di Foggi)

Il Comunismo è morto? No, rinasce ultima modifica: 2013-06-12T20:21:10+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



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Commenti

  • Il comunismo è una gran cosa, se togli l Stato. Ma il comunismo senza lo Stato si chiama anarchismo.


  • Foggia comunista

    Ma cosa ha fatto e, soprattutto, fa Cislaghi per la sezione di Foggia, ormai, ridotta al lumicino e composta, unicamente, dallo stesso. Parlare di comunismo, oggi, senz’altro, fa apparire radical. Parlare! Tradurre in pratica quei dettami, pero’?! vabbe’ giorgio, scrivi gli articoli. Continua a farlo.


  • Giorgio Cislaghi

    Antonio, il comunismo senza stato non è comunismo. Lo stato è l’elemento di mediazione tra le classi e la mediazione è direttamente proporzionale ai rapporti di forza, oggi favorevoli al capitale (aumentano le differenze sociali e peggiorano le condizioni di vita dei lavoratori con una diminuzione delle garanzie sul lavoro), negli anno ’60 e’70 erano favorevoli ai lavoratori (statuto dei lavoratori, contratti nazionali, aumenti salariali, mgliori condizioni di lavoro, etc.).
    Per chi si firma Foggia Comunnista e non ha il coraggio di “farsi vedere” identificandosi, se ne faccia una ragione ma il circolo Che Guevara ha 28 tesserati, di cui 23 iscritti ai gionai comunisti, ha una struttura leggera con due “portavoce” , o meglio segretari uno del circolo Che Guevara e l’altro dei giovani comunisti Vladivostok. Che sia io a scrivere i comunicati stampa è solo una scelta di comunicazione, che l’elaborazione sia collettiva è una realtà.

    Ps. hai mai partecipato a una manifestazione degli studenti? penso di no perchè avresti potuto vedere le bandiere rosse del PRC e i compagni giovani comunisti.

  • Giorgio, non voglio farti la lezioncina: ti stimo troppo par farla. Ma dovresti sapere che lo stesso Marx ritiene lo Stato una cosa da abolire, dopo la fase transitoria della dittatura del proletariato. Sto leggendo adesso l’ultimo di John Holloway, “Crack Capitalism” (DeriveApprodi). Te lo consiglio. Holloway è un sociologo irlandese che insegna in Messico ed è molto vicino al movimento zapatista. Nel suo libro dice che la rivoluzione non può consistere nel conquistare lo Stato, poiché lo Stato è tutt’uno col capitalismo; e si tratta piuttosto di chiedersi come possiamo disfare il capitalismo dal basso, con le nostre pratiche quotidiane.


  • Antonello Scarlatella

    Giorgio,bellissimo editoriale complimenti.

    Sono d’accordo con te però solo nella prima parte.

    Nel mondo nessun paese comunista è mai stato un paese ne ricco ne civile.

    Il comunismo ha generato solo povertà ed invece di Berlusconi e altri personaggi che hai citato, vi erano i Ceausescu, i Brezenv e tanti altri come loro.

    Il giudizio su questi ultimi due comunisti li lascio a te.

    La Svezia non è un paese comunista come non lo è la Norvegia e tutti gli altri paesi avanzati sia civilmente che economicamente.

    I danni che ha creato il comunismo nel mondo sono di gran lunga superiori di quelli del fascismo.

    Per non parlare dei giorni nostri.
    Mi fai un rapporto dell’attività di Governo di Nichi Vendola?
    Tante parole ed i fatti?

    Io personalmente non credo alle posizioni politiche, la destra e la sinistra sono delle invenzioni delle pure cazzate.
    A mio avviso esiste solo la razionalità.
    Io credo nell’equità sociale, ci possono essere ricchi e meno ricchi i poveri vanno aiutati, sostenuti e mai deve mancargli il sostentamento per garantirgli una vita dignitosa.

    Considera che un operaio in Italia è povero a causa dello stato Italiano e della politica Italiana.

    Io ad un mio dipendente in busta paga gli do oltre 2200 euro al mese.

    Peccato che tolte le tasse diventano 1050, puoi gentilmente chiedere agli Onorevoli del tuo partito che fine fanno i rimanenti 1150 euro?

    Ma indipendentemente da tutto, io apprezzo molto persone come te che sono legate alle ideologie, che credono in qualcosa.

    Sono certo di una cosa, se l’estrema destra e l’estrema sinistra la smettessero di farsi la guerra su cazzate ideologiche ci sbarazzeremmo di tante nefandezze che esistono solo per servire le lobby di potere.

    Certo non mi dirai che il Pd è un partito di sinistra, come io non ti dirò mai che personaggi che hanno militato nel MSI e che oggi fanno i dipendenti di Berlusconi, o meglio i dipendenti servi di Berlusconi possono essere identificate come persone di destra.

    Non immagini caro Cislaghi che darei oggi, come cittadino italiano per avere due esponenti di partito come Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante o Mario Capanna.

    Quanto mi mancano giornalisti come Indro Montanelli e Valentino Parlato

    Potrai mai paragonare questi illustri giornalisti alla monnezza che abbiamo oggi?

    Domanda, secondo te come giudicherebbe Berlinguer il Pd o Rifondazione Comunista e come giudicherebbe Almirante la destra di oggi.

    Quanta merda è stata gettata addosso agli estremi per renderli deboli e pericolosi agli occhi del popolo,

    A sinistra le Brigate Rosse a destra i Nar.
    Ma siamo sicuri che erano espressione di estrema destra o estrema sinistra, o entrambi i gruppi armati e sovversivi erano invenzione di uno stato occulto che usava la strategia della tensione per gettare merda su gruppi estremisti e per fare tranquillamente i cazzi loro terrorizzando il popolo Italiano?

    Concludo se no Giuseppe mi dirà prima o poi di essere più sintetico.

    Giorgio, ti faccio presente che in Italia oggi i CAPITALISTI sono solo o politici, la criminalità organizzata, i proprietari di grandi multinazionali.

    Credo sia inutile ricordarti che molti capitalisti politici appartengono al tuo Partito. Perchè in nome del partito non si tassano il loro stipendio del 75%?

    C’e’ una parte dell’Italia che riconosce in Nichi Vendola la responsabilità politica del fallimento delle ultime elezioni. Magari se avesse appoggiato Renzi alle primarie invece di Bersani……..chissà. Ora ne Vendola fa il Ministro ne Bersani il Premier e siamo tutti nella ….concludi tu.

    Un saluto Compagcamerata!

  • Montanelli chi, il pedofilo?


  • Redazione

    Moderazione Antonio, grazie; Red.Stato

  • Redazione, Indro Montanelli in Etiopia ebbe una relazione di “madamato” con una bambina di dodici anni, come può verificare facilmente anche solo dando uno sguardo alla pagina di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli
    Avere rapporti sessuali con una bambina di dodici anni significa essere pedofili.


  • Alfredo Mazucchelli

    Il giochetto della fase transitoria al comunismo appartiene al romanticismo del socialismo e non alla storia. L’analisi di Marx sullo Stato è giusta e questo anche per ciò che riguarda il cosidetto stato socialista e la dittatura SUL proletariato! CHI POSSIEDE LE COSE HA IL DOMINIO SUGLI UOMINI, e chi possiede le cose è uno sfruttatore o se volete un capitalista di Stato.

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