Manfredonia

L’ideologia democristiana esiste ancora a Manfredonia?


Di:

L'avv. Berardino Tizzani (St)

L'avv. Berardino Tizzani (St)

A Manfredonia oggi è stata sostanzialmente superata l’ideologia democristiana. Infatti anche a Manfredonia nel dopo guerra la chiesa locale era spesso interventista nella politica e le associazioni cattoliche si schieravano nettamente da una sola parte, identificandosi totalmente nella democrazia cristiana. Successivamente a partire soprattutto dal Concilio Vaticano II ed in particolare con la guida di Monsignor Vailati della Diocesi Sipontina c’è stato un grande processo di rinnovamento, elaborazione e assimilazione di una cultura e di una concezione pluralistica dell’impegno politico da parte del cattolicesimo locale, che ha contribuito fortemente a dare nuova ed universale forza morale alla chiesa locale. Essa oggi mantiene, quindi, un grande ruolo per l’etica che propone e per il valore forte che da’ alla necessità di un impegno sociale e politico sui problemi della città in modo autonomo e pluralistico, senza etichette e pregiudiziali che la fede e l’ispirazione cristiana deve essere in grado di animare, e non essere chiusa tra le quattro mura. A tal fine sono fondamentali le iniziative continue di formazione alla cultura e all’etica dell’impegno politico da essa promosse, attraverso cui ci si rivolge alla coscienza delle persone per una loro crescita e responsabilizzazione.

In tal modo ci si è positivamente inseriti dentro il processo di superamento della concezione di un partito espressione “unica” e storica di una determinata fede, fondato e spinto da collateralismi stretti con la Chiesa ed il suo associazionismo religioso, poiché le scelte politiche sono personali, autonome e riguardano il “mondo fragile” terreno ed umano. Questa è una concezione ormai diffusa e dominante nella coscienza dei cattolici e nella chiesa stessa, che ha consentito di salvaguardare il grande valore dell’ispirazione cristiana come dono in più, stimolo e spinta ad un impegno personale pubblico nel sociale e nella politica dalla parte ed a favore dei più deboli, che così profondamente il Concilio Vaticano II° ha delineato. Non è casuale d’altra parte, che nella sinistra tradizionale ed attuale di Manfredonia molti dirigenti siano stati e siano cattolici, credenti e praticanti, dimostrando così di fatto che si può buttare solo l’acqua sporca, salvaguardando il bambino “pulito” della buona politica. Tuttavia ciò non basta.

Per un rilancio di tale prospettiva va recuperata la profondità delle analisi e del ruolo “rivoluzionario” che ha avuto il movimento cattolico, soprattutto alle origini, a partire dal partito popolare di Don Sturzo, partito di massa che ha contribuito profondamente al superamento della società liberale, diseguale e valorialmente arretrata. Occorre anche riprendere un approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa, con particolare riferimento alle prime encicliche sociali rivedute e corrette da Papa Giovanni Paolo II, e alla luce della “rivoluzione” del messaggio evangelico e cristiano rilanciato nella sua profonda e spirituale radicalità dell’attuale Papa Francesco. Ovviamente non si tratta di riproporre un nuovo collateralismo e temporalismo; è centrale sempre il “date a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio”, e la distinzione dei due livelli, quello della politica e quello della fede, distinzione che non è, tuttavia, separatezza ed indifferenza poiché è, comunque, importante testimoniare il valore dell’ispirazione cristiana, anche attraverso l’impegno personale socio-politico-culturale.

Di Vittorio/Michele Magno (statoquotidiano)

L’ideologia comunista è stata superata a Manfredonia? Anche l’originaria ideologia comunista è totalmente superata poiché se ne sono superate le falsità e le deformazioni nella realtà storica dei paesi “cosiddetti comunisti”, che, a partire dalla Unione Sovietica si sono dimostrate tutt’altro che comunisti, marxianamente produttori del massimo sviluppo delle forze produttive e costruttori di quella società di eguali in cui fosse possibile “da ciascuno secondo le proprie possibilità ed a ciascuno secondo i propri bisogni”. Tali paesi comunisti si sono dimostrati tutt’altro che eliminatori di disuguaglianze e produttori di benessere per tutti, ma semplici Stati governati in modo dittatoriale con oligarchie e nuovi feudatari e, quindi, di fatto oppressori di masse e popoli. La storia ha svelato il grande inganno di tale ideologia comunista ed i relativi Stati sono stati spazzati via dalla storia. È da tenere presente che il suddetto processo è stato ben assorbito nella sinistra a Manfredonia, con una specifica evoluzione e storia.

Infatti Manfredonia è stata storicamente una roccaforte del PCI, il quale ha saputo esprimere non solo dirigenti di grande spessore politico e culturale, ma anche una continua, forte militanza e partecipazione attiva alla vita della città. Questi dirigenti hanno operato non solo sul campo attraverso i contatti continui, iniziative di convincimento e di adesione ideale al comunismo, ma anche attraverso attività di formazione dei propri quadri che hanno partecipato nel tempo a tanti corsi ed incontri di formazione politica specifica. Il PCI di Manfredonia è stato di per sé una scuola di formazione politica, un luogo di vera e propria istruzione e di approfondimento culturale; in più quadri dirigenti hanno partecipato alla suola nazionale del PCI e della CGIL, allora strettamente collaterale al PCI stesso.

Perciò nel PCI di Manfredonia, nella coscienza dei suoi militanti e di tanti cittadini sipontini l’ideologia comunista era molto diffusa: la parola del PCI era la verità, quasi fosse una seconda chiesa, tanto era la compattezza e granicità. Il superamento, quindi, dell’originaria ideologia comunista a Manfredonia è stato un processo lento e complesso, soprattutto, un riflesso delle scelte e degli indirizzi strategici nuovi del PCI nazionale, non sempre, comunque, così facilmente trasferibili localmente. Il radicamento stori e “fideististico” dei militanti produceva avvolte un qualche trauma personale di coscienza e di non accettazione della nuova politica del PCI, meno ideologica e più fondata sull’analisi della realtà sociale e della collocazione dell’Italia nel mondo occidentale, che a partire dagli anni ’60 si è affermato nel PCI e poi alla fine degli anni ’70 col “compromesso storico” ha avuto uno sbocco ed una elaborazione strategica.

Certo oggi anche a Manfredonia l’originaria ideologia comunista è stata superata, ma è stato un processo lento e faticoso e, forse, politicamente non completamente risolto, se è vero come è vero che hanno tutt’ora una loro presenza il Partito della Rifondazione Comunista ed il PCDI. In conclusione a Manfredonia l’ideologia comunista è superata totalmente in quanto ideologia, ma in quanto politica ha una sua presenza, sia pure limitata.

(A cura di Silvio Cavicchia
Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia”
silviocavicchia@libero.it)

SU RICHIESTA – PER RILASCIARE UN COMMENTO PER QUEST’ARTICOLO E’ OBBLIGATORIA L’IDENTIFICAZIONE CON NOME E COGNOME – GRAZIE

L’ideologia democristiana esiste ancora a Manfredonia? ultima modifica: 2013-06-12T11:35:32+00:00 da Silvio Cavicchia



Vota questo articolo:
5

Commenti


  • sieronegativo


  • Italo La Corda

    Sono ere diverse non è possibile espletare dei confronti.


  • Uno di Voi

    Credo che la politica non esista più in Italia,
    come non esistono più i partiti in Italia,
    come non esiste più l’ideologia in Italia,
    come non esiste più la memoria in Italia,
    come non esiste più la democrazia in Italia,
    come non esiste più la Repubblica in Italia,
    come non esiste più Lo Stato in Italia,
    come non esiste più la Costituzione in Italia,
    come non esiste più il Presidente della Repubblica in Italia.

    Esistono solo i soldi… ed i mass media che ci dicono, costantemente e subdolamente, che tutto ciò che manca “esiste” e che si sta operando seriamente per il benessere del popolo italiano, aiutando addirittura i più deboli, gli ultimi.

    Un nichilismo che dura da 20 anni ben riempito dal vuoto mediatico, tanto caro ai cosiddetti moderati, cioè ai conservatori.


  • Guamo

    (la smetta, non è la prima volta, almeno si firmi, ndr)


  • Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This