A poco più di quattro mesi dall’avvio dei piani sperimentali per il recupero delle liste d’attesa, il sistema sanitario regionale registra risultati significativi: sono 206.151 i cittadini complessivamente contattati per anticipare prestazioni sanitarie prenotate oltre i tempi previsti dai codici di priorità.
Secondo i dati diffusi dagli enti del Servizio sanitario regionale, sono stati effettuati 188.671 recall per visite ed esami specialistici e altri 17.480 per ricoveri ospedalieri. Le prestazioni effettivamente anticipate hanno raggiunto quota 116.318.
Oltre 100 mila visite ed esami già recuperati
Nel dettaglio, sono state anticipate ed erogate 101.463 prestazioni di specialistica ambulatoriale. I risultati più rilevanti riguardano le prestazioni urgenti e brevi: per i codici U (urgenti), pari a 3.143 prestazioni recuperate, l’anticipo medio è stato di 142 giorni; per i codici B (brevi), che rappresentano la quota più consistente con 51.750 prestazioni, l’anticipo medio si è attestato a 132 giorni.
Per le prestazioni differibili (codice D), pari a 26.022, il recupero medio è stato di 89 giorni, mentre per quelle programmabili (codice P), 15.211 in totale, l’anticipo medio ha raggiunto anch’esso gli 89 giorni.
Tra le attività di recupero figurano inoltre 5.337 prestazioni prive di codice di priorità, ma considerate essenziali per la stadiazione e il follow-up delle malattie oncologiche o per il completamento di percorsi diagnostico-terapeutici relativi a patologie croniche.
Anticipato il 51% delle prestazioni previste nel 2026
Uno dei dati più significativi riguarda le prenotazioni fissate nel 2026: il 51% delle visite e degli esami già programmati per il prossimo anno è stato anticipato ed erogato. In termini assoluti, si tratta di 51.426 prestazioni.
L’attività di recupero ha interessato prioritariamente le prestazioni con codice di priorità U e B, che rappresentano il 58% del totale delle prestazioni erogate, ma ha coinvolto anche quelle classificate come D e P.
Analizzando le tipologie di prestazioni anticipate, emerge che circa una prenotazione su cinque riguarda la diagnostica per immagini, comprendendo radiografie, ecografie, TAC e risonanze magnetiche. Ancora più elevata la quota delle prime visite specialistiche, che rappresentano il 38% del totale.
I motivi dei rifiuti
Non tutti i cittadini contattati hanno accettato l’anticipo della prestazione. I rifiuti registrati sono stati complessivamente 51.892, di cui 45.490 riferiti a visite ed esami specialistici.
Tra le motivazioni prevale la scelta di mantenere l’appuntamento già fissato, che riguarda il 63% dei casi (23.279 utenti). Il 23% (8.351 persone) ha invece comunicato di aver già effettuato la prestazione attraverso altri canali, mentre il 13% (4.878 cittadini) ha dichiarato che la visita o l’esame non erano più necessari.
Prosegue il monitoraggio per ridurre i tempi d’attesa
Parallelamente all’attività di recupero, la Regione continua il monitoraggio del sistema con l’obiettivo di elaborare interventi strutturali per la riduzione delle liste d’attesa.
I dati consolidati di aprile mostrano che le prescrizioni con codici di priorità U e B, sui quali si è concentrata la campagna di recall, non hanno registrato aumenti rispetto al mese precedente. Nei prossimi giorni saranno disponibili anche i dati definitivi relativi a maggio.
Sulla base delle evidenze raccolte, sono già allo studio nuove proposte operative, calibrate per singola tipologia di prestazione e per ciascuna azienda sanitaria, con l’obiettivo di ridurre in modo sistematico i tempi di attesa e migliorare l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari.




Questi numeri riguardano pazienti che, stanchi di aspettare, si sono rivolti a privati a PAGAMENTO, oppure non più necessari perché sono MORTI.