Manfredonia – Gli anni Ottanta restano, per molti, una stagione irripetibile: anni di progresso, musica, modernità, amicizie sincere e sogni condivisi. Un tempo in cui bastava poco per sentirsi felici, come racconta Claudio Castriotta attraverso il ricordo di una fotografia scattata in un lontano giorno di settembre.
L’immagine ritrae tre amici seduti sull’erba, in villa comunale, accanto a una piccola pianta. Un passante, su loro richiesta, fermò quell’attimo con uno scatto destinato a diventare memoria. “Volevamo rendere eterna quell’immagine – racconta Castriotta – con il pensiero che un giorno potesse parlare ai giovani delle nostre radici”.
Nella foto, da sinistra, compare Donato Telera, in arte Donatello, pittore manfredoniano che oggi ha uno studio in via San Lorenzo, nei pressi della Cattedrale. Al centro c’è Gino Marinaro, pittore, chitarrista, arrangiatore e autore di canzoni, conosciuto artisticamente come MarLewis. A destra, lo stesso Claudio Castriotta, chitarrista, poeta e cantastorie, soprannominato Respighi proprio da Gino.
“Vivevamo di cultura e d’arte – ricorda Castriotta – ma anche di grande spensieratezza, pur accompagnata da un senso di responsabilità”. Erano giornate intense, fatte di musica, arpeggi, composizioni, incontri, scherzi e impegno sociale. I tre amici facevano parte di un gruppo giovanile legato a un partito cittadino e vivevano la politica, la musica e l’amicizia come parti di uno stesso percorso di crescita.
Castriotta, il più giovane del gruppo, aveva appena vent’anni. Ricorda quelle giornate come interminabili eppure sempre troppo brevi, trascorse soprattutto con Gino tra chitarre, canzoni, viaggi reali e sogni da inseguire.
Quella fotografia, oggi, non è soltanto un ricordo personale. È il frammento di una Manfredonia giovane, creativa e piena di energia: una testimonianza degli anni ’80, quando l’amicizia, l’arte e la semplicità bastavano a costruire un mondo intero.
A cura di Claudio Castriotta.




Gli anni 60/70 ancora più belli, genuini e romantici degli anni 80 e a seguire.