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D'ANELLI ATTACCA Sanità sul Gargano, d’Anelli attacca la Regione: “Pentassuglia non ascolta e non ha visione del territorio”

Al centro della polemica c’è il servizio di Guardia Medica Turistica

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
12 Giugno 2026
Gargano // Manfredonia //

RODI GARGANICO (FOGGIA) – La sanità estiva sul Gargano rischia di andare in tilt prima ancora dell’avvio ufficiale della stagione. A denunciare con forza la situazione è il sindaco di Rodi Garganico, Carmine d’Anelli, che punta il dito contro la Regione Puglia e, in particolare, contro l’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia.

Al centro della polemica c’è il servizio di Guardia Medica Turistica, ritenuto insufficiente rispetto alle esigenze del territorio. L’ultimo bando avrebbe prodotto un risultato giudicato fallimentare: appena 18 medici reclutati sui 40 necessari per garantire una copertura adeguata nei comuni garganici durante i mesi estivi.

Una situazione che, secondo d’Anelli, era ampiamente prevedibile. Il primo cittadino rilancia anche la denuncia dell’avvocato Raffaele Sciscio, sindaco di Vico del Gargano e presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Socio-Sanitario 53.

“Rassicurazioni sciolte al primo sole”

D’Anelli ricorda l’ultimo incontro da remoto tra i sindaci del Distretto 53 e l’assessore Pentassuglia, durante il quale erano state rappresentate le criticità del territorio.

“Eravamo certi che l’assessorato avesse recepito il disagio espresso dai primi cittadini. Non abbiamo chiesto nulla di trascendentale, ma la copertura delle guardie mediche e il potenziamento dei mezzi di soccorso, soprattutto considerando che il 30 giugno scadranno i contratti degli autisti”, dichiara il sindaco di Rodi Garganico.

Secondo d’Anelli, però, gli impegni assunti non avrebbero prodotto risultati concreti. “Quelle rassicurazioni si sono sciolte al primo sole, traducendosi in un totale nulla di fatto. Oggi ci troviamo di fronte a un clamoroso voltafaccia istituzionale”, afferma.

Il nodo principale riguarda il mancato stanziamento, da parte della Regione, dei fondi per i compensi integrativi destinati ai medici. Una scelta che, secondo il sindaco, avrebbe reso poco attrattivi gli incarichi, lasciando scoperta una parte consistente dei turni.

“La Regione non ha stanziato i compensi aggiuntivi, creando le condizioni affinché nessun professionista accettasse l’incarico sul Gargano. Il risultato è che l’80% dei turni resta scoperto, fatta eccezione per pochissime località”, denuncia d’Anelli.

Il sindaco parla apertamente di una sanità discriminatoria, nella quale il diritto alla salute rischia di dipendere dalle disponibilità economiche dei singoli comuni.

“Siamo arrivati all’assurdo per cui il diritto alla salute dipende dalle fortune del bilancio comunale. Solo le zone tutelate da norme speciali o i pochissimi comuni che potranno pagare gli incentivi ai medici con fondi propri avranno una copertura”, sostiene.

Per d’Anelli, la salute pubblica non può essere trasformata in una questione di bilancio locale. “La salute non è un lusso privato né una scommessa economica: è un diritto universale e spetta alla Regione garantirlo ovunque, senza creare territori di serie A e territori di serie B”.

La critica del sindaco riguarda anche la presunta scarsa conoscenza, da parte dei vertici regionali, delle reali dinamiche del Gargano durante la stagione turistica.

“Le nostre località balneari passano in pochi giorni da poche migliaia di residenti a centinaia di migliaia di presenze. Privare queste persone dell’assistenza di base significa decretare il collasso programmato dei pochi Punti di Primo Intervento”, afferma.

A questo quadro si aggiungono le criticità già note del sistema di emergenza-urgenza, con carenza di mezzi e personale nei punti 118. “I Pronto Soccorso più vicini sono a San Giovanni Rotondo, San Severo o Foggia. Costringere residenti e turisti a percorrere chilometri per ricevere un minimo di assistenza è da irresponsabili”, aggiunge d’Anelli.

Nella sua doppia veste di sindaco di Rodi Garganico e presidente del Patto Associativo “Città Gargano”, d’Anelli annuncia una mobilitazione al fianco del sindaco di Vico del Gargano, Raffaele Sciscio.

“Le singole proteste non bastano più. Se Pentassuglia e il presidente Decaro pensano di usare il nostro promontorio solo per fare gastronomia o statistica sui dati del Pil turistico, salvo poi lasciarci con i presidi sanitari al collasso, si sbagliano di grosso”, dichiara.

Poi l’avvertimento: “Il tempo della diplomazia è scaduto. Ora si passa ai fatti”.

D’Anelli preannuncia dunque una mobilitazione della città di Rodi Garganico e dei territori del Gargano, chiedendo alla Regione Puglia interventi immediati per garantire il servizio di Guardia Medica Turistica, potenziare il 118 e assicurare livelli minimi di assistenza sanitaria durante la stagione estiva.

“Ad ognuno le proprie responsabilità”, conclude il sindaco.

1 commento su "Sanità sul Gargano, d’Anelli attacca la Regione: “Pentassuglia non ascolta e non ha visione del territorio”"

  1. Fino a tre mesi fa eri alla corti di Raffaele a Piemontese e non hai fiato. Adesso tutto questo coraggio?
    Avete escluso Vieste (vera regina del Gargano in termini turistici) dal patto “città Gargano” e adesso provi a fare il paladino?
    Lascia perdere è tempo perso. Sei irrilevante tu e quelli con cui ti sei seduto fino ad ora.

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"Perché nasca una prateria bastano un trifoglio, un'ape e un sogno." – Emily Dickinson

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