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Grano, Cinque Reali Siti: la stagione peggiore. Non solo per gli agricoltori

AUTORE:
Daniela Iannuzzi
PUBBLICATO IL:
12 Luglio 2023
5 Reali Siti // Cronaca //

Statoquotidiano.it, 12 luglio 2023.- Animi infuocati anche tra i produttori di grano dei Cinque Reali Siti, che vedono quotata al ribasso la loro produzione.

Sono tempi duri, bisogna dirlo, per tutta la filiera: per il  coltivatore, per gli stoccatori/gestori dei magazzini di raccolta del grano, per le industrie e i mulini, per i consumatori che vedono aumentare i prezzi di pane e pasta.

Oggi, intanto, è partita, presso la Camera di Commercio, la protesta voluta da CIA-Agricoltori, nella quale i produttori hanno fatto sentire la loro voce.
Punti all’ordine del giorno: soprattutto le quotazioni al ribasso dei prezzi del grano, appunto; le importazioni senza controllo di grano estero; le problematiche relative all’intera filiera.

Lievi segnali di rialzo del prezzo sono arrivati a fine giornata dalla Borsa Merci di Capitanata: le quotazioni per il grano duro, mercantile e fino, sono infatti passate dai circa 30 euro dei giorni scorsi ai 35/40 euro nel listino emesso nel pomeriggio.

Ma i tempi, si sa, rimangono ancora duri e che la situazione fosse  ormai insostenibile era evidente già da un po’.

Le condizioni climatiche sfavorevoli, per esempio, con eccessi di piogge e temperature al di sotto delle medie stagionali nell’ultimo scorcio di primavera, e proprio nei mesi in cui il grano va maturando, non avevano affatto lasciato spazio a grandi aspettative.

A raccontarlo, Gustavo Petti, alla guida del deposito/granaio sulla strada provinciale 81, e Michele Ciccone, timoniere del noto magazzino omonimo di Stornarella.

Quali sono stati i principali problemi in questa campagna del grano 2023, signor Gustavo Petti?All’inizio, la campagna si presentava favorevole e questo fino al mese di aprile.
Poi le cose sono peggiorate a causa delle piogge continue, arrivate proprio a maggio che è un mese decisivo nel processo di sviluppo del grano.
E la principale conseguenza è stata una particolare diminuzione della produzione, sia in termini quantitativi che in termini qualitativi.

Ci potrebbe spiegare ulteriormente?
Il cosiddetto peso specifico, o peso elettrolitico del grano duro, si considera come indicatore di buona qualità del grano se si attesta al di sopra dei 78kg/hl, invece quest’anno si è mantenuto al di sotto dei 70kg/hl.
I mulini, quindi, generalmente hanno incontrato difficoltà a recepire un tipo di grano con caratteristiche simili.

E questo ha fatto sì che le quotazioni diminuissero. Giusto?
Sì. I prezzi sono scesi aggirandosi intorno ai 30 euro a quintale.

E questo ha rappresentato un danno per gli agricoltori che avevano acquistato il seme a circa 85-90 euro a quintale al momento della semina. È corretto?
Sì. Le difficoltà però sono anche di chi dovrà commercializzarlo quel grano.

Soluzioni lei ne vede?
La situazione è difficile al momento.
Forse le cose potrebbero cambiare quando si comprerà il grano dall’estero e si potrà miscelare con quello italiano la cui qualità al momento non è così alta.
Probabilmente, potrà aumentare il prezzo del grano fino, cioè quello di qualità buona.

Intorno a quanto si attesta la diminuzione della produzione?Intorno al 20% in meno rispetto allo scorso anno.

E secondo lei, signor Michele Ciccone, come è andata la campagna di grano 2023?
È stata la peggiore che memoria umana possa ricordare. In taluni casi il peso specifico è arrivato anche intorno ai 60kg/hl.
Solo un 20-25% della produzione ha raggiunto una qualità accettabile.

Quali sono state le conseguenze, a suo avviso?
Pensi che noi che gestiamo i magazzini di raccolta del grano incontriamo difficoltà nell’interfacciarci con le industrie, perché il grano prodotto non presenta gli standard di qualità richiesti. Oggettivamente la qualità è bassa.
Bisognerebbe anche considerare che gli agricoltori almeno sono riusciti a piazzare il loro grano nei nostri magazzini.

Quali soluzioni vi aspettate?
Noi siamo tra l’incudine e il martello: da una parte ci sono i produttori e dall’altra i mulini delle industrie di trasformazione.
Sappiamo comunque che queste ultime stanno abbassando gli standard di qualità richiesti e accettano così grano dal peso specifico intorno ai 76/hl piuttosto che 78kg/hl.
Forse sarebbe il caso che intervenissero anche il governo e le autorità.

Un’idea, quella di Michele Ciccone, che sembra collimare con quella espressa da Gennaro Sicolo, presidente Cia Puglia e vicepresidente nazionale di Cia – Agricoltori Italiani, che oggi, 12 luglio 2023, a Foggia ha portato davanti alla sede della Camera di Commercio i cerealicoltori di tutta la Puglia: “Il Governo, se vuole mantenere realmente la nostra sovranità alimentare, deve prendere seriamente atto di quello che sta accadendo e prendere in considerazione le nostre proposte”.

Daniela Iannuzzi, Professoressa di Italiano e Storia, I.I.S. “A. Olivetti” , Orta Nova (Fg) | 2 aprile 2020
Daniela Iannuzzi, Professoressa di Italiano e Storia, collaboratrice StatoQuotidiano.it

A cura di Daniela Iannuzzi, Orta Nova.

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