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LUCERA Lucera celebra i Mosaici di San Giusto: restituiti alla città 1.400 anni di storia e bellezza

Un tesoro archeologico di rara bellezza, testimone di oltre quattordici secoli di storia, torna finalmente visibile e fruibile dalla comunità e dai visitatori

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
12 Luglio 2025
Cronaca // Cultura //

LUCERA – Un tesoro archeologico di rara bellezza, testimone di oltre quattordici secoli di storia, torna finalmente visibile e fruibile dalla comunità e dai visitatori. Venerdì 11 luglio, con una cerimonia partecipata e fortemente sentita, è stata inaugurata la nuova struttura che ospita i preziosi Mosaici di San Giusto, autentico capolavoro dell’arte musiva paleocristiana scoperto nel cuore del territorio dauno.

L’apertura ufficiale della teca che custodisce i mosaici segna una tappa fondamentale per Lucera, città eletta Capitale della Cultura della Puglia 2025. A sottolineare l’importanza dell’evento, la presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, accanto al sindaco Giuseppe Pitta e all’assessore alla Cultura Maria Angela Battista. Un appuntamento storico per la città e l’intera regione, che punta sempre più sulla cultura come volano di identità, sviluppo e attrattività turistica.

“È un giorno storico per Lucera e per la Puglia,” ha dichiarato con entusiasmo il sindaco Pitta. “Stiamo riconsegnando alla città luoghi simbolici del nostro patrimonio. Dopo Piazza delle Terme Romane, Piazza San Giovanni, e il Teatro Garibaldi, presto toccherà anche all’Anfiteatro Romano. I Mosaici di San Giusto sono uno dei lasciti più significativi di questo percorso.”

La nuova sede museale, realizzata nell’area dell’ex Convento del SS. Salvatore – che già ospita la biblioteca “R. Bonghi” e la Pinacoteca comunale – si colloca a pochi passi dalla Villa comunale, integrandosi in un polo culturale vivo e accessibile. La struttura, concepita come una teca leggera e trasparente, sorge sulle stesse dimensioni planimetriche dell’antica chiesa paleocristiana in cui i mosaici furono originariamente posati. Un attento lavoro di ricomposizione ha permesso di restituire l’unitarietà e la leggibilità dell’opera, valorizzandone le geometrie, le simbologie e il contesto liturgico.

L’intervento è stato finalizzato non solo alla conservazione e protezione, ma anche alla piena accessibilità e fruizione pubblica, con l’inserimento di supporti esplicativi, pannelli didattici e spazi dedicati all’accoglienza, il tutto nel rispetto dei più moderni standard museali.

“Grazie alla collaborazione con l’Archeoclub di Lucera,” ha ricordato l’assessora Battista, “i mosaici saranno visitabili ogni giorno, inclusi i fine settimana. Questo rappresenta un valore aggiunto straordinario per l’offerta culturale della città.”

A suggellare la giornata, in Piazza Duomo gremita di pubblico, si è tenuto il suggestivo concerto “Sakamoto & Me” del pianista Danilo Rea, accompagnato da Martux_m: una serata di musica e bellezza nel cuore della Lucera storica, che ha voluto festeggiare con orgoglio un evento destinato a lasciare il segno.

“Lucera ha dimostrato di saper valorizzare le proprie radici con visione e concretezza,” ha sottolineato il presidente Emiliano. “La scelta della Capitale regionale della Cultura si è rivelata vincente, e i Monti Dauni stanno diventando sempre più un punto di riferimento nel panorama culturale pugliese.”

I Mosaici di San Giusto: un ponte tra mondi e culture
Il rinvenimento dei mosaici risale al febbraio 1995, durante i lavori di completamento di una diga sul torrente Celone, nella località di San Giusto, nei pressi di Lucera. Gli scavi portarono alla luce i resti di una villa rustica di epoca tardo-imperiale, successivamente trasformata in un complesso paleocristiano comprendente due chiese.

I pavimenti musivi, databili tra la fine del V e gli inizi del VI secolo d.C., testimoniano una straordinaria sintesi tra influenze adriatico-egee e tendenze ravennati-africane, offrendo un raro esempio di dialogo artistico nel bacino mediterraneo tardoantico.

L’apparato decorativo si articola in tappeti geometrici policromi, distribuiti lungo le navate laterali e la navata centrale. Quest’ultima è arricchita da uno pseudo-emblema centrale con croce greca inscritta in uno scudo circolare, segno evidente della funzione liturgica e della centralità dell’area presbiteriale. Lo spazio antistante l’ingresso è invece decorato con un unico grande tappeto musivo a motivi circolari che si intersecano formando ottagoni, esagoni, triangoli e quadrilateri.

Il complesso, distrutto in seguito a un incendio intorno alla metà del VI secolo, ha conservato intatti i pavimenti grazie al crollo del tetto che ha sigillato l’interno. Oggi, dopo trent’anni di attese e restauri, queste opere tornano alla luce con una nuova veste e un nuovo spazio espositivo all’altezza del loro valore storico e artistico.

Un nuovo orizzonte culturale per Lucera
La restituzione dei Mosaici di San Giusto rappresenta non solo un traguardo per gli addetti ai lavori, ma un punto di ripartenza per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale di Lucera e dei Monti Dauni. Il sito diventa parte attiva di un progetto che guarda al turismo sostenibile, all’educazione, e al rilancio del Mezzogiorno attraverso l’arte.

La scelta di accogliere i visitatori tutti i giorni, comprese le domeniche, è un chiaro segnale della volontà di fare della cultura una presenza costante e aperta, non solo una vetrina occasionale. L’allestimento e la narrazione dell’intero complesso, infine, mirano a rendere l’esperienza non solo visiva, ma anche emotiva e conoscitiva, adatta a un pubblico vasto e trasversale.

“Questa non è una semplice inaugurazione,” ha concluso il sindaco Pitta, “ma l’inizio di una nuova stagione per Lucera: una città che, con orgoglio e tenacia, torna a raccontare se stessa partendo dalle sue radici millenarie.”

📍 Visitabili tutti i giorni, inclusi sabato e domenica
📍 Sito: Area ex Convento SS. Salvatore, Lucera (FG)
📍 Informazioni e orari: a cura dell’Archeoclub di Lucera

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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