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ALLARME Manfredonia, il mare torna balneabile ma resta l’allarme sul sistema degli scarichi: un litorale sotto scacco

Il mare rappresenta da sempre il patrimonio più prezioso di Manfredonia, una risorsa fondamentale per il turismo e per l’economia locale

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
12 Luglio 2026
Cronaca // Manfredonia //

Il mare di Siponto e Manfredonia è tornato balneabile dopo i giorni di apprensione legati alla presenza di colibatteri rilevati in seguito alla fuoriuscita di liquami dalla condotta fognaria cittadina. L’emergenza, almeno per il momento, è rientrata grazie ai nuovi campionamenti effettuati dagli enti competenti e alla naturale capacità di autodepurazione del mare, ma la vicenda ha riportato al centro dell’attenzione una questione che da anni interessa il territorio: la fragilità del sistema degli scarichi e la tutela di una delle principali risorse economiche e ambientali della città.

Il mare rappresenta da sempre il patrimonio più prezioso di Manfredonia, una risorsa fondamentale per il turismo e per l’economia locale. Una ricchezza che, tuttavia, negli anni è stata spesso messa a dura prova da episodi di sversamenti e criticità ambientali che hanno riacceso periodicamente il dibattito pubblico.

L’ultimo episodio ha provocato una forte reazione politica e istituzionale, con numerosi interventi che hanno puntato il dito contro le responsabilità nella gestione della rete fognaria. A finire sotto osservazione è stato soprattutto il ruolo di Acquedotto Pugliese, gestore del servizio idrico e fognario cittadino, chiamato a chiarire la propria posizione sulla vicenda.

Non si tratta, però, di un caso isolato. Negli anni diversi amministratori comunali si sono trovati nella necessità di emanare ordinanze di divieto di balneazione a seguito di episodi di sversamento di liquami in varie zone della città. Situazioni che, nella maggior parte dei casi, sono state affrontate con interventi d’emergenza per ripristinare la funzionalità degli impianti, senza però arrivare a una soluzione strutturale definitiva.

Una problematica più volte segnalata anche da cittadini, associazioni e ambientalisti. Tra questi, il consigliere comunale e comandante degli Ispettori Ambientali Forestali Territoriali Giuseppe Marasco, che in diverse occasioni aveva evidenziato le criticità del sistema e il rischio di arrivare a una situazione limite.

Sul fronte delle responsabilità, Acquedotto Pugliese ha respinto ogni addebito diretto sull’inquinamento del mare sipontino, spiegando che i punti di rottura della condotta fognaria si trovavano a circa tre chilometri dalla costa e che l’area interessata dagli effetti dell’inquinamento è caratterizzata anche dalla presenza di canali e scarichi non gestiti dall’azienda.

AQP ha inoltre comunicato l’avvio di importanti interventi strutturali per la sostituzione del tratto di condotta danneggiato, con investimenti superiori a 1,2 milioni di euro. Tra le opere previste anche il raddoppio della condotta premente “Porto”, attraverso una nuova infrastruttura lunga circa sei chilometri.

Interventi considerati necessari per mettere in sicurezza il sistema, ma che allo stesso tempo alimentano il rammarico per una manutenzione strutturale che, secondo molti osservatori, sarebbe dovuta arrivare prima.

Il problema, però, non riguarda soltanto la rete fognaria urbana. A rappresentare una minaccia costante per il litorale sipontino è anche la presenza della foce del fiume Candelaro, un corso d’acqua che attraversa numerosi territori e raccoglie lungo il suo percorso scarichi e residui provenienti da diverse aree della provincia.

Un fronte già noto da tempo e che in passato ha provocato conseguenze pesanti. Nel 2018, infatti, un episodio di inquinamento costrinse alcuni stabilimenti balneari della zona a sospendere temporaneamente le attività proprio nel pieno della stagione estiva.

Oggi, dopo l’ultima emergenza, resta aperto il grande interrogativo: quali interventi saranno messi realmente in campo per proteggere il golfo di Manfredonia e garantire che una risorsa così importante non continui a essere esposta a rischi ambientali?

La speranza è che l’episodio appena superato non venga archiviato come l’ennesima emergenza temporanea, ma diventi l’occasione per affrontare definitivamente le criticità di un sistema che da troppo tempo attende soluzioni strutturali.

6 commenti su "Manfredonia, il mare torna balneabile ma resta l’allarme sul sistema degli scarichi: un litorale sotto scacco"

  1. Nell’articolo si legge che il mare “torna balneabile”, ma a quale recente specifica ordinanza di divieto o a quale temporaneo superamento dei limiti ci si riferisce?
    In quale giorno è capitato “l’episodio appena superato”?
    Grazie.

  2. L’amministrazione dovrebbe vergognarsi!una città completamente abbandonata..un turista per quale motivo dovrebbe trascorrere le vacanze qui?ci fate vergognare!!!il turista serve anche per l’economia delle varie attività ma a voi cosa importa??tutti gli anni la stessa storia..volete continuare a prenderci in giro con questi lavori inutili che fate?volete continuare a giocare con la salute di adulti e bambini??dovrebbe essere un nostro diritto poter usufruire del nostro mare!!!e il vostro è un dovere!!!ogni anno speriamo nella vostra coscienza e regaliamo soldi agli stabilimenti balneari per poi tenere i nostri bambini in casa!!Che bella città e soprattutto rendiamoci conto in che mani siamo!!Svegliamociiiii!

  3. L’ignaro concittadino lo sa che scaricando nella fogna di casa pezze stracci salviette assorbenti ecc. ecc. contribuisce a far saltare a compromettere il buon funzionamento degli impianti fognari.

  4. Meno male… ora si che arriveranno turisti dagli USA, Germania, Croazia. Inghilterra etc etc…
    Mai visto un turista a Manfredonia che non sia un emigrato che torna a casa x trovare amici e parenti…
    Il mare più brutto della puglia sta a Manfredonia.

  5. Il mare di Manfredonia/Siponto potrebbe essere una ricchezza per tutti eppure quasi nessuno si fa sentire. È da anni e anni che va avanti questa storia e mai nessuno è riuscito a risolverla definitivamente. La gente ovviamente si sposta e va a spendere i suoi soldi in altri centri balneari, arricchendoli e impoverendo il tessuto manfredoniano. Moneta sonante che potrebbe entrare nelle casse della città di Manfredi va invece nelle casse delle altre città marittime. Ogni estate. Mai vista tanta ingenuità mescolata alla più totale infingardaggine.

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