L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione

Accadde Oggi: 75 anni fa l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

La vita si fermò, quel 12 agosto 1944, quando reparti delle SS, grazie all’aiuto di fascisti versiliesi, compirono uno degli eccidi più efferati della seconda guerra mondiale


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Bruciò tutto, quella mattina di 75 anni fa, a Sant’Anna di Stazzema. La vita si fermò, quel 12 agosto 1944, quando reparti delle SS, grazie all’aiuto di fascisti versiliesi, compirono uno degli eccidi più efferati della seconda guerra mondiale. Bruciarono le case e la chiesa, le stalle e gli animali. Bruciarono gli esseri umani, donne, anziani e bambini.

All’inizio dell’agosto 1944 Sant’Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco come “zona bianca”, ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell’estate, aveva superato le mille unità. Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi. Nonostante ciò, all’alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna, mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati, mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro in quanto civili inermi, restarono nelle loro case.

In poco più di mezza giornata vennero uccisi centinaia di civili, di cui solo 350 poterono essere in seguito identificate; tra le vittime 65 erano bambini minori di 10 anni di età. I nazisti li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano, colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni (23 luglio-12 agosto 1944). Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante la sorella maggiore Cesira (Medaglia d’Oro al Merito Civile) miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell’ospedale di Valdicastello. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone. Non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini della procura militare di La Spezia, infatti, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

Oggi, a ricordo di quel tragico evento, vi è il silenzio del Parco Nazionale della Pace, dove ogni anno si ricordano le innocenti vite spezzate. Il Parco, connubio ideale tra ambiente, storia e memoria, sorge sul colle di Sant’Anna ed è luogo di diffusione di una cultura di pace, attraverso iniziative, manifestazioni, mostre, convegni, a livello nazionale ed internazionale. Insegnando alle nuove generazioni che, ciò che è stato, mai più dovrà ripetersi.

Fonte: Wikipedia

 

Accadde Oggi: 75 anni fa l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema ultima modifica: 2019-08-12T12:44:46+00:00 da Redazione



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