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Marino a Emiliano: a chi paura di uscire regaliamo un casco?


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San Severo – “DICIAMOLO, noi siamo prigionieri di una omertà strisciante. La criminalità è diventata più forte e arrogante soprattutto perché la politica è debole. La democrazia è debole, quando si ha paura di parlare, quando domina l’illegalità, quando si afferma la cultura dell’intimidazione e della violenza”. Si apre così la riflessione del consigliere regionale Pd, Dino Marino, sull’escalation criminale a San Severo.

Per Marino “occorre accendere le luci su San Severo, per guardare lo stato di degrado in cui siamo finiti, per vedere le ferite e i punti nevralgici conquistati dalla criminalità. Non dobbiamo avere paura di parlare. Non possiamo immaginare che la lotta alla criminalità debba essere delegata solo alle forze dell’ordine e alla magistratura. Serve bonificare il territorio attraverso una diffusione di cultura della legalità, per riappropriarci della nostra città”. E proprio sul tema della legalità il consigliere regionale Pd non risparmia una dura stoccata all’assessore al ramo del Comune di San Severo, Michele Emiliano: “Possiamo anche discutere sulla bontà dell’iniziativa del casco. Potremmo anche considerarlo un buon incentivo per far crescere la cultura della legalità tra i giovani. Ma a chi ha paura di uscire di casa e trovarsi nel bel mezzo di una disfida a colpi di pistola che cosa diciamo? Gli regaliamo il casco? Per noi, per il Pd di San Severo, questa è una risposta tardiva e parziale. La lotta alla criminalità si fa con il controllo del territorio e cercando di dare risposte concrete alle varie emergenze sociali della città, soprattutto, in riferimento a quelle sacche di povertà e di emarginazione che costituiscono la linfa vitale e il terreno privilegiato di reclutamento per la criminalità organizzata. Da un lato abbiamo l’obbligo di rendere la città più bella e vivibile migliorandone la qualità della vita, dall’altro, di concerto con le forze dell’ordine, ci deve essere tolleranza zero verso qualsiasi fenomeno di criminalità, microcriminalità o che più semplicemente mini la sicurezza e la legalità della città”.

Bisogna costruire un rapporto fertile con le tante associazioni capaci di dare risposte anche occupazionali nei quartieri periferici. Apriamo un dialogo con quella parte della gioventù che non si riconosce nello stato e hanno come unica autorità il capo clan”, ancora Marino che ricorda come “in campagna elettorale, in materia di sicurezza e legalità, avevamo lanciato un pacchetto di proposte concrete: nomina di un ex ufficiale dei carabinieri ad assessore alla Sicurezza; istallazione in città di almeno 200 telecamere (fondi europei); più massiccio utilizzo dei vigili urbani per il controllo del territorio,anche attraverso l’impiego degli ausiliari del traffico e la sinergia con le associazioni del volontariato l’istituzione del vigile di quartiere; cooperazione Comune di San Severo-Forze dell’Ordine (fondi Pon) prevedendo la possibilità di usare una parte del personale comunale per disbrigare le pratiche amministrative delle Forze dell’Ordine in modo da avere più risorse disponibili per il controllo del territorio. A breve – anticipa Marino – lanceremo l’idea degli Stati generali sulla sicurezza.

Per valutare insieme, a tutte le associazioni (e in particolare con quelle di rappresentanti di polizia, carabinieri e guardia di finanza in pensione) e le forze dell’ordine, quali sono gli strumenti da attivare a breve, a medio e lungo termine, per far prevalere la cultura della tolleranza e del rispetto reciproco. In questo momento la politica deve avere pensieri lunghi e imprimere alla città, in modo persino pedagogico, la cultura della legalità. Riteniamo che solo una collaborazione forte tra gli attori istituzionali, le associazioni e le forze dell’ordine possa produrre risultati concreti”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Marino a Emiliano: a chi paura di uscire regaliamo un casco? ultima modifica: 2014-09-12T23:15:07+00:00 da Redazione



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Commenti


  • carlo

    Egregio Sig.Marino, sono 40 anni che si sentono sempre le stesse cose, che non fanno altro che allargare ancora di piu’ questa micro e macro delinguenza che ci sta’ soffocando. L’unica prevenzione per eliminare tale fenomeno, resta l’aumento della pena, eliminando gli arresti domiciliari, e nuove strutture carcerarie dove il detenuto deve lavorare, per potersi guadagnare quello che mangia, e non a spese dello Stato.

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