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BARI BDM Bdm Banca, slitta a fine settembre il termine per le offerte

Secondo quanto riferito da diverse fonti finanziarie, sarebbero quattro i soggetti interessati alla privatizzazione della banca

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
12 Settembre 2026
Bari // Economia //

BARI – Slitta a fine settembre il termine per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisizione di Bdm Banca, l’istituto nato dalle ceneri della Popolare di Bari. La scadenza, inizialmente fissata al 18 settembre, sarebbe stata posticipata alla fine del mese.

Secondo quanto riferito da diverse fonti finanziarie, sarebbero quattro i soggetti interessati alla privatizzazione della banca: la cordata composta da Iccrea e Banca Popolare Puglia e Basilicata, Credem, Crédit Agricole e UniCredit.

Si profila dunque una competizione tra proposte differenti, che saranno esaminate dall’advisor e, in ultima istanza, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista dell’istituto. La decisione definitiva sull’operazione dovrebbe arrivare entro la fine del 2026.

Occupazione, redditività e ruolo di Bari

La valutazione delle offerte non dipenderà esclusivamente dal valore economico delle proposte. Tra i criteri destinati ad avere un peso nella scelta finale figurano, secondo le fonti, la massimizzazione del valore dell’operazione, la tutela dei livelli occupazionali e il mantenimento a Bari del centro decisionale della banca.

Si tratta di elementi che potrebbero essere valutati diversamente dai quattro potenziali acquirenti e sui quali il governo e le strutture tecniche del Mef dovranno stabilire quale importanza attribuire nella fase conclusiva della procedura.

La vicenda presenta inoltre alcune analogie con quella relativa a Mps, anche se con differenze significative. Nel caso del Monte dei Paschi di Siena, l’esecutivo ha più volte ribadito la propria posizione di neutralità, pur esprimendo l’auspicio che l’istituto non venga smembrato. Lo Stato, tuttavia, detiene oggi una quota residuale della banca senese.

Per Bdm Banca, invece, il quadro tiene conto anche del percorso compiuto negli ultimi anni: l’istituto è tornato all’utile dopo un oneroso piano di ristrutturazione e controlla anche Cassa di Orvieto.

Proprio per questo, nella scelta del futuro acquirente potrebbero assumere rilevanza anche le istanze provenienti dai territori, sia sul piano politico sia su quello economico, con particolare attenzione alla necessità di preservare un presidio bancario nel Mezzogiorno e mantenere un ruolo significativo per Bari.

Lo riporta ansa.it.

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