FOGGIA – Un’insolita alleanza tra politica e calcio, nata nel pieno della guerra in Bosnia. È quella che, nel settembre 1993, mise fianco a fianco Emma Bonino, Zdenek Zeman e il Foggia, allora protagonista della Serie A sotto la guida dell’allenatore boemo.
Bonino, storica esponente del Partito Radicale scomparsa nella mattinata di venerdì 11 settembre, non era conosciuta per una particolare passione per il calcio. Eppure, in quella fase drammatica del conflitto bosniaco, si trovò coinvolta in una vicenda che ebbe come protagonista proprio la società rossonera.
Il Foggia e la richiesta alla Lega
Alla fine dell’estate del 1993, mentre la guerra tra bosgnacchi e serbi-bosniaci attraversava una fase di stallo, il Foggia presentò alla Lega Calcio una richiesta destinata a far discutere.
In vista della prima giornata di Serie A contro la Lazio, disputata il 29 agosto, la società pugliese chiese di poter scendere in campo con la scritta “Pace in Bosnia” sulle maglie.
A spiegare le ragioni dell’iniziativa fu l’amministratore unico Giuseppe Armillotta: «Non è nulla di provocatorio, solo il desiderio di condividere un’invocazione che fa anche il Papa».
Alla base della scelta c’era anche una circostanza particolare: il Foggia non aveva uno sponsor sulla maglia. La Lega, tuttavia, respinse la richiesta, motivando la decisione con la natura politica del messaggio.
«Non è in discussione il valore dell’iniziativa, ma si tratta di una questione politica e non possiamo autorizzare direttamente una scritta del genere. Di una questione di questo tipo si dovrebbe occupare direttamente il Consiglio federale», fu la posizione espressa dalla Lega.
La partita Lazio-Foggia si giocò quindi senza la scritta richiesta, ma la vicenda era tutt’altro che conclusa. Pochi giorni più tardi, infatti, la questione tornò al centro dell’attenzione allo stadio Zaccheria, in occasione di Foggia-Inter del 5 settembre.
Emma Bonino allo Zaccheria con Arrigo Sacchi
I referenti locali del Partito Radicale coinvolsero Emma Bonino nella vicenda e l’esponente politica decise di raggiungere Foggia. Durante la giornata partecipò anche a una conferenza stampa in un albergo cittadino, prima di recarsi allo Zaccheria nel pomeriggio.
Alle 16 Bonino entrò in tribuna insieme alla dirigenza del Foggia, per assistere alla sfida contro l’Inter al fianco dell’allora commissario tecnico della Nazionale, Arrigo Sacchi.
Sugli spalti comparve inoltre uno striscione con un messaggio inequivocabile: “Grazie Foggia, Bosnia libera. Partito Radicale”.
Anche in questo caso ci fu un retroscena legato alla Lega: inizialmente lo striscione avrebbe rischiato di essere bloccato, ma successivamente arrivò il via libera.
Bonino spiegò così la sua presenza allo stadio: «La nostra presenza qui è un atto di solidarietà per il gesto del Foggia».
Fu così che, per un giorno, Emma Bonino, il Foggia di Zeman, Arrigo Sacchi e una battaglia per la pace si ritrovarono insieme allo Zaccheria, in una delle pagine più particolari della storia rossonera e del rapporto tra sport e impegno civile.
Lo riporta gazzetta.it.



