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Nessun dato ufficiale al momento può essere prodotto

Donne sottopagate? Discriminazione di genere? L’attenzione resti alta

Quella che è prospettata come una ‘soluzione’, nasconde forse un articolato modo per porre la donna in una condizione subalterna rispetto al ‘sesso forte’


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Il fenomeno che vede le donne ricevere un compenso minore rispetto a quelli degli uomini nonostante svolgano la stessa mansione può essere considerato un problema dei nostri giorni?
Soprattutto negli ultimi anni, da quando l’emancipazione lavorativa femminile è evidentemente un dato di fatto.

Nessun dato ufficiale al momento può essere prodotto ma il vocìo sommesso al riguardo sembra non essere mai cessato così come il monitoraggio continuo per intervenire in maniera repentina nel caso in cui ci fossero rilevamenti o denunce che dimostrino un trattamento lavorativo contrario alla legislazione di garanzia paritaria.

Tempo fa, un articolo di Vittorio Feltri, direttore del giornale ‘Libero’, fece scalpore per le forti e assai discutibili affermazioni: “…purtroppo succede che le ragazze, a un certo punto della vita, si sposino e mettano al mondo dei figli, pertanto rimangano a casa in maternità… Cosicché per un anno o due esse si assentano dall’azienda e automaticamente la loro retribuzione scende ai livelli più bassi…che si può fare onde rimediare a questo gap? Nulla. Bisognerebbe dotare gli uomini di utero e le donne di pene, cosa assai difficoltosa per non dire impossibile…Le donne che pretendono di avere lo stesso stipendio degli uomini hanno una sola via di uscita: evitino di sposarsi e di diventare madri ad ogni costo “.

Quella che è prospettata come una ‘soluzione’, nasconde forse un articolato modo per porre la donna in una condizione subalterna rispetto al ‘sesso forte’, un modo per porla di fronte ad una scelta che di certo semplice non è; ed inoltre è giusto ricordare che il periodo della maternità, fondamentale nella vita di una donna, dispone di un complesso normativo ad hoc che ne tutela i momenti salienti.

Nella giornata del 10 ottobre 2018, un incontro tra l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Foggia/ Area Vigilanza nella persona della dott.ssa Antonella Di Modugno e la consigliera di Parità della Provincia di Foggia, l’avv. Antonietta Colasanto ha voluto riporre l’attenzione sul Protocollo stipulato a Roma il 6 giugno 2007 e ripreso poi nel triennio 2016-2108 relativo alla promozione dell’occupazione femminile: “Fondamentale è la riconferma dei presupposti alla base del Protocollo del 2007 quali la promozione dell’occupazione femminile, la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, il rispetto del principio della parità di trattamento tra uomini e donne nell’accesso al lavoro, la formazione e la promozione professionale”, dice l’avv. Antonietta Colasanto.

L’obiettivo del Protocollo è quello di sensibilizzare gli Ispettorati territoriali per garantire la comunicazione tempestiva di eventuali situazioni discriminatorie di genere con la successiva trasmissione dei dati inerenti ai possibili squilibri nella posizione tra uomini e donne rilevata in azienda sempre in fase ispettiva.

“Ad oggi non ci sono dati ufficiali che riportino l’esistenza di questa realtà disparitaria.

Il quadro normativo di riferimento,però, rimane sempre quello in tema di parità, pari opportunità e discriminazioni di genere, oltre che di vigilanza sulla esecuzione delle leggi in materia di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale” ha affermato la dott.ssa Antonella Di Modugno.

Dall’altro canto, le Consigliere provinciali hanno l’obbligo di segnalare le violazioni di norme antidiscriminatorie che disciplinano il rapporto di lavoro ai competenti ispettori interregionali o territoriali. Entrambe le parti si impegnano a raccordarsi ed informarsi sui rapporti relativi alla situazione del personale per le aziende che occupano più di 100 dipendenti (ex art.46, D.Lgs n.198/2006) così da poter valutare ognuno i propri profili di competenza.

I dati rilevati dalla Relazione sulle Pari opportunità 2017/2018 sono preoccupanti:

-852 casi di lavoro nero, di cui 69 donne nel 2018 e 215 nel 2017;
-21 dimissioni delle donne lavoratrici nel periodo maggio 2017-2018;
-59 provvedimenti di astensione obbligatoria dal lavoro;
-35 provvedimenti di diniego per il periodo considerato.

Libera Maria Ciociola

Donne sottopagate? Discriminazione di genere? L’attenzione resti alta ultima modifica: 2018-10-12T16:51:25+00:00 da Libera Maria Ciociola



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