
Il primo attentato al giornalista garganico risale al 2 luglio scorso. Anche allora la sua auto saltò in aria. L’8 luglio il deputato Leoluca Orlando presentò un’interrogazione parlamentare a Berlusconi e al ministro dell’interno Maroni. Dopo aver premesso che le voci libere ed incondizionabili come quella di Lannes sono sempre più preziose per esprimere, pur nella diversità di opinioni e contenuti, il libero pensiero democratico, Orlando chiedeva al Governo «se non ritenesse opportuno intervenire con strumenti e misure adeguate al fine di combattere seriamente questi fenomeni che stanno sempre più spargendo terrore nella provincia foggiana, e non solo, e per garantire immediatamente a tutti i cittadini ed alla stampa, in particolare, sicurezza e massima protezione personale (inclusa quella per le loro famiglie) ». Nessuna risposta.
Il 23 luglio, “ignoti” pedinarono per tutta la giornata il direttore di Terra Nostra. Lo stesso giorno i freni della sua auto furono sabotati, mettendo in serio pericolo la sua vita. Ora questo nuovo attentato.
Lannes si batte da anni contro le mafie di ogni latitudine; attualmente con la testata online www. Italiaterranostra.it ha intensificato sua azione di informazione democratica e di impegno civile. Freelance specializzato in inchieste in scottanti inchieste sul traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi, attualmente è impegnato in delicate inchieste giornalistiche a carattere nazionale e internazionale.


