“Quell’ordinanza fu adottata più di dieci anni fa, in uno dei periodi più difficili per la nostra città, durante il quale gli esercizi pubblici erano luogo di attentati ed omicidi – dice Prencipe – Ritenendo che la ratio che ha guidato l’allora amministrazione comunale ad adottare tale provvedimento sia oggi da ritenere decisamente superata, l’associazione Co.Im.Ar. chiede ufficialmente quest’oggi, anche a mezzo stampa, la revoca di quell’ordinanza, per permettere a tutti gli esercenti di poter svolgere il proprio lavoro in tranquillità e nel pieno rispetto delle regole”.
“Dal 24 aprile 1999, gli orari di apertura e di chiusura al pubblico degli esercizi di vendita al dettaglio sono rimessi alla libera determinazione degli esercenti, nel rispetto delle disposizioni dell’art. 11 del d.lgs. n. 114/98, e dei criteri emanati dai comuni. È proprio l’Ente Comunale, in questo caso, ad aver emanato un criterio che da “temporaneo”, è diventato “decennale”, e rischia oggi di compromettere seriamente parte dell’economia della nostra cittadina”.
“Chiediamo all’Amministrazione Comunale di intervenire con estrema urgenza sull’argomento, dato che sono diverse le attività commerciali redarguite dalle forze dell’ordine, e richiamate a rispettare tale ordinanza. Siamo certi che questo ennesimo grido d’allarme da parte dei commercianti non resterà inascoltato. Siamo fiduciosi in un celere intervento specie da parte del Sindaco e dell’Assessore alle attività Produttive, che fino ad oggi hanno lasciato inascoltato questo nostro problema”.
Redazione Stato



