Cronaca

Salvataggio capidoglio. Rizzi (Cns): scelte, errori, abbagli del Ministero dell’Ambiente


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Salvataggio cetacei(foto M.Caldarella)

Salvataggio cetacei(foto M.Caldarella)

Foggia –  CONTINUANO i controlli all’indomani del caso dei sette capodogli che si sono spiaggiati nel tratto di costa compreso tra Capojale e Foce Varano nello specchio acqueo a ridosso della battigia ad una distanza di circa 5 – 10 metri dalla stessa. Fra i primi operatori intervenuti le Sale Operative della Capitaneria di porto di Manfredonia e dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste. Dalle prime ore di ieri la motovedetta CP 880 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste ha infatti “costantemente monitorato” la zona in questione, al fine di censire tutti i capodogli spiaggiati. La zona è stata costantemente presidiata da alcune pattuglie dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste al fine di consentire agli esperti del Centro Studi Cetacei nazionale, del Ministero dell’Ambiente e dell’Università di Bari e Padova di effettuare i rilievi del caso. L’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste ha istituito alcuni tavoli tecnici in collaborazione con l’Assessorato all’ambiente della Provincia di Foggia, i comuni di Ischitella e Cagnano Varano, l’Asl e la protezione civile per decidere le azioni da intraprendere nella giornata di domani. L’area sia a terra che a mare è tutt’ora presidiata dal personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste che riporta costantemente la situazione alla Direzione Marittima di Bari. Il Ministero dell’Ambiente attraverso il Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto sta supervisionando l’intera situazione. Stando alle indicazioni contenute nel protocollo internazionale per i grossi cetacei (fonte: Repubblica.it), la procedura di salvataggio prevede di “imbracare” ogni animale al fine di sollevarlo e trascinarlo delicatamente al largo. Per portare a termine questa operazione è però necessario rimuovere tutti i cumuli di sabbia che bloccano lo stesso cetaceo, cercando naturalmente di evitare che il peso dell’animale provochi lo schiacciamento dei polmoni. Tecnici del settore hanno già affermato come in Italia non esistano mezzi necessari per compiere l’operazione di spiaggiamento citata. “I 7 esemplari di capodoglio (Physeter macrocephalus) che si sono spiaggiati nel tombolo di Varano in un tratto di costa di circa 3 chilometri – dice Vincenzo Rizzi, del Centro Studi Naturalistici – sono di una lunghezza pari almeno a 12 metri circa” (tutti gli esemplari erano giovani e non erano malati. Per Vincenzo Olivieri, veterinario Cns per cetacei, “la morte di un intero branco è differente da quella di un singolo soggetto” e dunque si potrebbe ipotizzare “un   disorientamento dovuto all’inquinamento causato dalle interferenze delle apparecchiature di navi da guerra con il biosonar dei cetacei”. Tuttavia non è stato chiarito se in zona siano state fatte delle esercitazioni militari” ndR). “Come Centro Studi Naturalistici – dice Rizzi – siamo stati allertati da l Direttore del CNR (ISMAR) di Lesina”. Dopo una nottata movimentata passata al telefono a sollecitare e avvisare i vari enti, la mattina di venerdì 11 tre esemplari risultavano ancora vivi mostrandosi relativamente vitali dopo circa 24 ore in una condizione di spiaggiamento. Gli altri erano purtroppo deceduti. Le varie telefonate effettuate, sia dal Csn che dalla Capitaneria di porto, avevano avuto successo e tutte le autorità locali erano presenti sul sito dello spiaggiamento. Dopo una breve consultazione si è deciso “forse sbagliando – dice Rizzi – di aspettare l´arrivo degli esperti del Ministero dell´Ambiente che, solo in seguito, abbiamo scoperto essere dei volontari del Centro Studi Cetacei, “privi di mezzi e dell´autorità necessaria per intraprendere le eventuali operazioni di recupero di grossi cetacei che, nel caso specifico, potevano pesare dalle 10 alle 20 tonnellate.  Insomma, per farla breve – dice Rizzi – abbiamo scoperto che il Ministero dell´Ambiente non ha protocolli, non ha attrezzature, non ha personale preparato per emergenze di questo tipo“. “La morale di questa giornata nefasta – dice Rizzi- è stata che malgrado la ferma volontà, sia nostra che delle centinaia di pescatori locali, di tentare di recuperare i tre esemplari, le istituzioni nazionali da Roma (e sottolineo da Roma, telefonicamente) hanno deciso che gli animali dovevano morire”. A peggiorare la situazione è utile sottolineare l´immediatezza della risposta: il responso dei saggi ministeriali è arrivato dopo 24 ore dallo spiaggiamento. “Mi rendo conto che le probabilità di successo di un´operazione delicata come questa poteva essere sicuramente bassissima, ma è anche vero che la mancanza di dati non ci permette di escludere la possibilità di un eventuale recupero – dice Rizzi –  Inoltre gli esemplari si presentavano, esteriormente, in un buono stato fisico e lasciarli agonizzare sulla battigia significava ovviamente morte sicura”. In ogni caso l’operazione avrebbe aumentato “sicuramente” le conoscenze sulla stessa specie, in considerazione del fatto che “questo spiaggiamento, per il numero di esemplari coinvolti, è per il momento un evento unico in Italia”, secondo quanto dichiarato da Rizzi. Difatti, “nella serata di ieri due giganti erano ancora vivi, a testimoniare le inesattezze dei presunti tecnici ministeriali”. A conclusione di quanto avvenuto Rizzi rivolge “un caloroso invito al Ministero dell´Ambiente a pubblicare un po’ meno iconografie e ad operare concretamente in difesa del nostro patrimonio ambientale. Intanto, l’unica cosa che siamo riusciti ad ottenere è quella di recuperare tutti e sette gli scheletri (magra consolazione)”.

Salvataggio capidoglio. Rizzi (Cns): scelte, errori, abbagli del Ministero dell’Ambiente ultima modifica: 2009-12-12T15:39:05+00:00 da Girolamo Romussi



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