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LA situazione di criticità del villaggio turistico Ippocampo, situato lungo la riviera Sud di Manfredonia (strada provinciale 141, ex delle Saline, area nella quale sono compresi gli altri villaggi della periferia sud di Manfredonia, dunque: Scalo dei Saraceni, Sciale degli Zingari, Sciale delle Rondinelle), è stata esaminata nel corso di una conferenza di servizi convocata dal sindaco di Manfredonia Paolo Campo che aveva già disposto una ricognizione da parte degli Uffici tecnici comunali dei luoghi disastrati per determinare lo stato dell’arte della situazione. Per fronteggiare l’emergenza il sindaco Campo ha messo a disposizione dei fondi del Comune, interessando al contempo anche alcuni tecnici dell’Università degli studi di Bari per uno studio-progetto finalizzato a porre in sicurezza l’intero territorio. A conclusione della riunione, il sindaco Campo ha chiesto al Prefetto di Foggia la convocazione di un tavolo con la partecipazione dell’Amministrazione provinciale di Foggia e della Regione Puglia specificamente gli Assessorati all’ambiente e alle opere pubbliche per definire un percorso che porti alla individuazione delle risorse per la definitiva soluzione del problema.
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L’INONDAZIONE DEL 3 GENNAIO – CAMPO: UNA CRITICITA’ MAI SANATA – si ricorda che lo scorso 3 gennaio una famiglia di turisti del villaggio Ippocampo è stata costretta ad evacuare dalla propria abitazione, a causa della rottura degli argini provocata dall’acqua del mare circostante che, nell’occasione, raggiunse diverse villette di viale Azzurro nelle borgate. Ingenti i danni alle abitazioni, tutte invase dal mare. La zona è al momento invasa dalle acque riversatesi da mare dopo che le onde della mareggiata hanno abbattuto le barriere costituite da dune di sabbia e da quelle piovane provenienti dal retroterra e che si riversano nella depressione formatasi nei pressi. “La situazione che si verifica sul litorale sud in corrispondenza dei dintorni del canale Peluso – ha rilevato il sindaco Campo – si ripete con cadenza ormai annuale e dunque con crescente gravità. Non si tratta di fronteggiare una emergenza occasionale, bensì il degrado cronico di un’area demaniale con gravi ripercussioni su aree comunali”.
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RUCHER: GIA’ SPESI DAL COMUNE 200 MILA EURO, ATTENDIAMO FONDI DALLA REGIONE – “In un recente passato – annota Matteo Rucher, delll’Ufficio tecnico comunale – la civica amministrazione ha speso oltre 400 milioni di vecchie lire per interventi di contrasto alle mareggiate: oltre a ricostituire le dune di sabbia, furono posizionati gabbioni di sassi a supporto della scogliera”. Interventi che non sono valsi a scongiurare i pericoli. “E’ dal 2005 – rivela Rucher – che il Comune chiede fondi alla Regione Puglia per intervenire, ma non abbiamo mai avuto neanche una risposta”.
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MARASCO: NECESSARIE LE DUNE – “Il problema alla base delle forti mareggiate nel villaggio Ippocampo – disse a Stato A.Marasco dalla Prefettura di Foggia, in qualità di delegato provinciale della Protezione Civile – è stato originato principalmente dall’assenza di dune (collina di sabbia ndR) nell’area”. Se una parte dell’area del villaggio Ippocampo sarebbe stata colpita proprio per l’assenza degli argini suddetti, in altri tratti, dove invece la presenza delle dune limiterebbe l’impeto delle acque marine, la zona sarebbe stata rimasta protetta dalle forti mareggiate dei giorni passati. “Penso a Margherita di Savoia – dice ancora Marasco – o in altri tratti compresi tra Zapponeta e la città delle Saline, dove la presenza delle dune ha evitato le conseguenze derivante dalle mareggiate verificatesi nel villaggio Ippocampo (che rappresenta quindi un unicum, in negativo, fra gli altri villaggi turistici dell’area ndR)”. “Il problema va avanti almeno dal dicembre 2008 – dice ancora Marasco – abbiamo già inoltrato una lettera, per conoscenza, al sindaco di Manfredonia Campo, per la tutela dell’area da un punto di vista igienico-sanitario”. Per le spese sostenute dal Comune di Manfredonia: “onestamente non sono a conoscenza di quale siano reali le somme spese dall’amministrazione sipontina – dice Marasco – alla quale spetta la gestione dell’area da un punto di vista della tutela della incolumità fisica- continua il delegato provinciale alla Protezione civile – le somme sono state erogate dalla Regione a seguito del problema verificatosi nel dicembre del 2008. Credo che al Comune di Manfredonia stiano ancora aspettando il termine del procedimento iter burocratico”.


