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La metodica secondo Karman, rappresenta la tecnica più utilizzata anche nel 2016 (52.2% dei casi)

Aborti in calo, ma sempre più «invisibili». Aumentano in Puglia

Sono in diminuzione i tempi di attesa tra rilascio della certificazione e intervento (possibile indicatore di efficienza dei servizi)


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Roma. Prosegue l’andamento in diminuzione del fenomeno, anche se in entità minore rispetto al 2014 e, in particolare, 2015; nel 2016 il numero di IVG riferito dalle regioni è stato pari a 84˙926, con una diminuzione del 3.1% rispetto al 2015, anno in cui la riduzione delle IVG rispetto all’anno precedente è stata sensibilmente maggiore (-9.3%). E’ quanto emerge dalla Relazione del Ministro della Salute sull’attuazione Legge 194/78, che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG).

Per il terzo anno di seguito il numero totale delle IVG è stato inferiore a 100˙000, più che dimezzato rispetto ai 234˙801 del 1982, anno in cui si è
riscontrato il valore più alto in Italia. Considerando solamente le IVG effettuate da cittadine italiane, per la prima volta il valore scende al di sotto di 60˙000: la riduzione dal 1982 ha subìto un decremento percentuale del 74.7%, passando da 234 ̇801 a 59˙423 nel 2016.

Tutti gli indicatori confermano il trend in diminuzione: il tasso di abortività (numero di IVG per 1000 donne tra 15 e 49 anni), che rappresenta l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza del ricorso all’IVG, è stato 6.5 per 1000 nel 2016, rispetto a 6.6 nel 2015, con una riduzione dell’1.7%. Il dato italiano rimane tra i valori più bassi a livello internazionale.

Il rapporto di abortività (numero delle IVG per 1000 nati vivi) nel 2016 è risultato pari a 182.4, con un decremento pari a 1.4% rispetto al 2015, anno in cui questo valore è stato pari a 185.1. E’ da considerare che in questi due anni i nati della popolazione presente sul territorio nazionale sono diminuiti di 7.910 unità.

Aborti ripetuti
La percentuale di IVG effettuate da donne con precedente esperienza abortiva è risultata pari al 26.4% (26.9% nel 2014), valore simile a quello rilevato negli ultimi 10 anni. Le percentuali corrispondenti per cittadinanza nel 2016 sono 22.1% per le italiane e 37.0% per le straniere (erano 20.8% e 37.7%, rispettivamente, nel 2012). La percentuale di aborti ripetuti riscontrata in Italia è più bassa rispetto a quella degli altri Paesi.

Modalità di svolgimento dell’IVG
La metodica secondo Karman, rappresenta la tecnica più utilizzata anche nel 2016 (52.2% dei casi). È in aumento l’uso dell’aborto farmacologico: nel 2016 il mifepristone con successiva somministrazione di prostaglandine è stato adoperato nel 15.7% dei casi, rispetto al 15.2% del 2015 e al 12.9% del 2014. Il ricorso all’aborto farmacologico varia molto fra le regioni. Si riscontra una tendenza all’aumento della percentuale di IVG oltre le 12 settimane di gestazione: 5.3% nel 2016, 5.0% nel 2015, 4.7% nel 2014, rispetto al 3.8% nel 2012. Una percentuale che rimane comunque fra le più basse a livello internazionale. Le donne straniere vi ricorrono per il 2.9%, mentre le italiane per il 6.4%, probabilmente per il minore accesso delle straniere alle analisi prenatali.

Continua la tendenza all’aumento del ricorso alla procedura d’urgenza: è avvenuto nel 17.8% dei casi rispetto al 16.7% dei casi nel 2015, l’11.6% del 2011. Percentuali superiori alla media nazionale si sono osservate, come negli anni passati, in Puglia (33.6%), Piemonte (31.9%), Lazio (29.4%), Emilia Romagna (24.0%) e in Toscana (22.6%). Anche per il 2016 il consultorio familiare ha rilasciato più documenti e certificazioni (42.9%) degli altri servizi.

Tempi di attesa
Sono in diminuzione i tempi di attesa tra rilascio della certificazione e intervento (possibile indicatore di efficienza dei servizi). La percentuale di IVG effettuate entro 14 giorni dal rilascio del documento è infatti aumentata: è il 66.3% nel 2016, era il 65.3% nel 2015 e il 59.6% nel 2011. È diminuita la percentuale di IVG effettuate oltre le 3 settimane di attesa: 12.4% nel 2016 rispetto a 13.2% nel 2015 e 2014, e al 15.7% nel 2011

La Puglia è, in generale, tra le prime due regioni con il maggior numero di aborti nel 2016. Qualche dato: sono 8 gli aborti ogni mille donne tra i 15 e i 49 anni, 243 le interruzioni di gravidanza volontarie ogni mille bambini nati, 639 ragazzine tra i 13 e i 19 anni che, nel 2016, hanno deciso di non diventare mamme dopo aver scoperto di essere incinte“, come riporta https://www.borderline24.com

fonte http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2686

Aborti in calo, ma sempre più «invisibili». Aumentano in Puglia ultima modifica: 2018-01-13T10:51:58+00:00 da Redazione



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