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Deposito Energas, tutti i politici del territorio dicono NO

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
13 Gennaio 2023
Ambiente // Manfredonia //

Statoquotidiano.it, Manfredonia, 13 GENNAIO 2023 – Questo il testo del documento di opposizione all’insediamento dell’impianto Energas, firmato e sottoscritto dai rappresentanti politici del territorio: 

Il giorno 13 gennaio 2023, nell’aula consigliare del Comune di Manfredonia, su invito del Sindaco, i sottoscrittori del presente documento:
Visto
– l’esito della Conferenza dei Servizi istruttoria, del 22/10/2015 tenutaSI presso il Ministero dello Sviluppo Economico indetta nell’ambito del procedimento autorizzatorio, ai sensi degli artt. 57 e 57 bis della L. 35/2012, nella quale il Comune di Manfredonia ha espresso il proprio parere di non conformità urbanistica a firma del dirigente protempore del 7° settore;
Rilevato
– che l’area sulla quale si vuole insediare lo stabilimento, è interessata dalla presenza di SIC/ZPS per le quali è stata nel passato avviata una Procedura di Infrazione Comunitaria, poi archiviata e che nell’area DI/49 non è possibile installare l’impianto proposto poiché in contrasto con le vigenti NTA del PRG;
– che in data 28/10/2015, prot. 38307, su richiesta del Servizio Rischio Industriale della Regione Puglia, il Comune di Manfredonia relazionava sulla non verificata compatibilità territoriale ed ambientale del progetto rispetto alla strumentazione urbanistica vigente;
– che in data 13 novembre 2016 si sono tenute le operazioni di voto referendarie a seguito delle quali è prevalsa la volontà della popolazione che con un netto si è espressa contro l’ENERGAS;
– che in data 13 aprile 2017, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuta la seconda riunione della Conferenza di Servizi decisoria, all’interno della quale è stato depositata la deliberazione del Consiglio Comunale n. 39 del 30 novembre 2016 recettiva delle risultanze negative del referendum consultivo tenutosi in data 13 novembre 2016;
– che sotto il profilo paesaggistico, allo stato non risulta definito quanto richiesto dal Comune circa l’accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell’art.91 delle NTA del PPTR, già richiesto con nota prot. n.23947 del 01.07.2015.
– che sotto il profilo della sicurezza il Comune ha depositato agli atti della Conferenza citata il verbale n.1 del 25.01.2017 del CTR nel quale il CTR stesso ha fatto presente che, ai sensi dell’art.2 del d.lgs. n. 105/2015, l’analisi ai fini del rilascio del NOF è stata condotta solo sul “deposito di stoccaggio”;
– che in data 05/12/2018 nella terza seduta della Conferenza dei Servizi istruttoria, nell’ambito del procedimento autorizzatorio, il Comune ha fermamente ribadito la sua contrarietà alla realizzazione del deposito costiero sul suo territorio ed ha rappresentato che nel corso della precedente conferenza dei servizi del 13.04.2017, il responsabile del procedimento del Comune aveva chiesto “alla società proponente di presentare idonea documentazione al Comune di Manfredonia affinché esso potesse esprimere all’interno del procedimento il parere paesaggistico;
– che a fronte di tale richiesta la società proponente non ha presentato idonea istanza di autorizzazione paesaggistica ex d.lgs. n.42/2004, poiché riteneva il procedimento già assorbito dal Decreto VIA del Ministero dell’Ambiente;
– che il Comune di Manfredonia, pur in assenza della documentazione già richiesta nella precedente conferenza dei servizi, conduceva l’istruttoria sotto il profilo paesaggistico consegnando agli atti della conferenza gli esiti negativi della valutazione condotta dalla Commissione Locale per il Paesaggio nella seduta del 04.12.18;
– che la Regione confermava i pareri tecnici espressi dal Servizio Assetto dal Territorio con nota prot. n.145/10107 del 21 ottobre 2015 e con DGR n. 1361 del 5 giugno 2015 acquisiti nell’ambito della Conferenza dei servizi del 22 ottobre 2015, rimarcando la forte preoccupazione per la decisa ostilità del territorio nei confronti del progetto e ribadiva che non si possano fare impianti contro la volontà delle popolazioni locali;
– che la Regione Puglia, nella conferenza sopra detta, dichiarava di non esprimere in modo definitivo il parere;
– che il Ministero dello Sviluppo Economico, anche alla luce della richiesta del Comune di
Manfredonia, chiedeva alla Regione Puglia di esprimere l’Intesa positiva o negativa ivi compresi gli aspetti paesaggistici, come previsto dall’art. 57, comma 2 del decreto legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito nella legge 4 aprile 2012, n. 35, in merito al procedimento;
– In data 6 dicembre 2018, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta·Andria-Trani e Foggia ha disposto l’annullamento d’ufficio, in autotutela, della nota prot. n. 10288 del 4 dicembre 2018 della stessa Soprintendenza, richiedendo puntuali integrazioni documentali;
– che a seguito delle integrazioni prodotte da Energas, in data 2 febbraio 2020, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta·Andria-Trani e Foggia ha espresso il parere positivo, con prescrizioni, ai fini della autorizzazione paesaggistica;
– che il MISE, con nota in data 29/12/2020 chiedeva alla Regione Puglia di esprimere l’intesa positiva o negativa, ivi compresi gli aspetti paesaggistici ai sensi dell’art. 57 del DL5/2012 convertito nella legge 35/2012;
– che con nota in data 19 gennaio 2021 la sezione regionale Tutela e valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia confermava che il Comune aveva la competenza al rilascio
dell’Autorizzazione Paesaggistica e ribadiva che non poteva essere invocata la deroga dei “territori Costruiti” poiché la stessa deroga, ai sensi dell’art. 109 comma 7 delle NTA del PPTR era scaduta decorso un anno dall’entrata in vigore del PPTR e che, pertanto, per l’intero intervento doveva essere rilasciata l’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 del D.lgs 24/2004 e dell’art 90 delle NTA del PPTR;
– che con deliberazione di G R n. 138 del 27/01/2021 la regione Puglia esprimeva il diniego di intesa ai sensi dell’art. 57 del DL n. 5/2012, convertito nella legge n.35/2012;
– che relativamente alla validità del provvedimento di V.I.A. si rappresenta che il D.Lgs. n. 152/06 stabilisce che i progetti sottoposti a V.I.A. debbano essere realizzati entro cinque anni dalla pubblicazione del provvedimento (salvo diverso termine espressamente indicato) e che, trascorso detto periodo, la procedura di valutazione dell’impatto ambientale debba essere reiterata, pertanto il provvedimento di compatibilità ambientale emanato con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare n. 00295 del 22/12/2015 risulta scaduto;
Preso atto
– delle dichiarazioni rese in sede di conferenza dei servizi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri del 04/03/2022, da parte dei rappresentanti dei ministeri della Transizione ecologica e del MISE, circa la possibile realizzazione dell’iniziativa;
– che tale conferenza si concludeva “senza accordo” e la questione veniva rimessa al Consiglio dei Ministri a cui sarà chiamato a partecipare il solo Presidente della Regione PUGLIA;
– che il Consiglio dei Ministri ha inserito già in una precedente riunione all’Ordine del Giorno, l’esame e l’approvazione dell’iniziativa.
Confermando
– quanto espresso dal Comune con le nota prot. AOO-145/0107del 21/10/2015, con le deliberazioni nn. 27 e 28 del 2015 e 34 e 39 del 2016;
– quanto espresso nelle conferenze di servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico in data: 22/10/2015, 13/04/2017 e 05/12/2018;
Vista
– la deliberazione di G R n. 138 del 27/01/2021 con cui la Regione Puglia non ha concesso l’intesa, anche ai fini paesaggistici, ai sensi dell’art. 57 del DL n. 5/2012 convertito nella legge 35/2012;
Considerato e ribadito
che il modello di sviluppo del territorio di Manfredonia procede nella direzione opposta rispetto a quello proposto da Energas;
– che Manfredonia ha già pagato un duro prezzo con la realizzazione dello stabilimento ANICEnichem, che ha causato una tragedia sociale, sanitaria, ed ecoambientale, di cui non si intravede ancora la fine. Lo sviluppo di questo territorio, invece, deve passare attraverso il potenziamento turistico della città che sta finalmente, raggiungendo un livello di offerta di servizi e di accoglienza turistica di rilievo in ambito nazionale ed internazionale;
l’eccezionale varietà del paesaggio, dell’ambiente, del territorio di Manfredonia e di Siponto consente un’offerta turistica diversificata e nello stesso tempo qualificata, in grado di soddisfare tutte le esigenze. Le materie prime sono il sole, che splende per tutto l’anno (la zona sipontina presenta indici di piovosità tra i più bassi d’Italia), il mare che non conosce ombra di alga o di mucillagine, il litorale che varia dall’immensa e scintillante spiaggia della riviera meridionale, alla costa alta della parte settentrionale. Inoltre, Manfredonia non è solo questo. È arte, è cultura offerte ai turisti da un cartellone di manifestazioni primaverili ed estive di alto livello culturale. È la storia racchiusa nei suoi eccezionali monumenti e nei suoi giacimenti archeologici;
– che il territorio di Manfredonia e ricco della storia dell’antica città di Siponto che proprio in questi ultimi mesi sta vivendo una stagione di valorizzazione soprattutto grazie alla campagna di scavi promossi dalle Università di Bari e Foggia;
– che nel mese di settembre 2021 ha avuto inizio la prima campagna di scavi archeologici a Siponto nel quadro di un progetto pluriennale, “Sipontum: archeologia globale di una città portuale”, condotto congiuntamente dalle Università di Bari e di Foggia, in stretta collaborazione con il Parco archeologico di Siponto della Direzione regionale musei della Puglia e in regime di concessione (Decreti DG ABAP rep. nn. 872 e 873 del 4.8.2021 e da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio di Foggia (Ministero della Cultura).
– che lo scavo, che fa seguito a importanti prospezioni geofisiche condotte lo scorso anno, grazie alle quali è stato possibile ricavare informazioni preziose sulla presenza nel sottosuolo delle strutture della città romana e di quella medievale, si concentrerà inizialmente in due aree, una in corrispondenza dell’antico anfiteatro, l’altra coincidente con una porzione di un isolato della città romana, sulla quale si sovrapposero gli edifici di età medievale. Contemporaneamente allo scavo sono proseguite le prospezioni geofisiche con l’obiettivo di disporre di una pianta completa della articolazione della città all’interno del circuito di mura. Siponto, infatti, è stata finora indagata in minima parte e riserva certamente molte sorprese;
– che centro dalle origini mitiche legate alla fondazione di Diomede e scalo portuale di Arpi, Sipontum fu la prima colonia marittima romana, fondata nel 194 a.C. e ripopolata pochi anni dopo nel 185. Nel corso del XIII secolo si consumò l’epilogo dell’esperienza insediativa di Sipontum, abbandonata definitivamente anche per il sopraggiungere di fenomeni sismici, e trasformata in una cava di materiali per la vicina Manfredonia, fondata da Manfredi nel 1263;
– che Siponto rappresenta pertanto un caso esemplare di città antica e medievale abbandonata e consente di approfondire numerosi temi, dalla fisionomia di una colonia romana a quella della città nelle fasi tardoantica e medievale e in particolare al ruolo centrale del porto, oggi interrato ma in antico perfettamente funzionante, base operativa anche dei commercianti di grano apuli.
– che lo scavo intende essere solo una parte di un intervento più ampio di conoscenza, tutela, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Siponto, condotto anche secondo i principi dell’archeologia pubblica, con il pieno coinvolgimento della comunità locale, del mondo delle imprese, dell’associazionismo, della cultura e della scuola;
– che il progetto di Energas, ponendosi in totale contrasto con la vocazione dell’intero territorio ed in particolare con il sito archeologico, prevede che la condotta sottomarina emerga in corrispondenza del litorale sabbioso di Siponto, attraversando, poi, l’area oggetto di vincolo archeologico con le due condotte interrate, con evidente ed irreparabile pregiudizio per lo sviluppo e la valorizzazione futura del Parco Archeologico di Siponto anche in relazione al possibile ampliamento dello stesso;
– che connesso intimamente con questo modello di sviluppo legato al turismo culturale è il porto turistico di Manfredonia che rappresenta una opportunità di rilancio economico per il territorio di Manfredonia e per l’intero comprensorio provinciale;
– che una infrastruttura di tale importanza è indubbio che possa essere strumentale alla crescita turistica dell’intera provincia, in primo luogo favorendo il dialogo con gli altri porti turistici del promontorio a cominciare da Mattinata, Vieste, Peschici e Rodi Garganico ma anche e soprattutto mettendo realmente a sistema e favorendo il dialogo con l’insieme degli operatori turistici provinciali;
– che l’economia del mare potrebbe subire, dopo il tracollo legato alle note vicende del caro gasolio e del decremento dello sforzo di pesca per fattori economico-finanziari di carattere strutturale nazionali ed internazionali, una definitiva battuta di arresto poiché il tratto di mare che bagna Manfredonia e le sue pregevoli zone ad alto valore ambientale sarà interessato da un traffico annuo di 50 navi gasiere da 2000 tonnellate.
Ritenuto
di dover prendere atto della ulteriore determinazione assunta nel Consiglio Comunale di Manfredonia del 17/03/2022 con delibera n.4, di ferma e unanime opposizione all’insediamento discusso.

All’esito dell’incontro odierno, tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche presenti hanno rinnovato il loro impegno a far valere in ogni sede, comprese quelle ministeriali, la volontà già espressa dalla Città e chiedono:

Al Presidente della Regione Puglia di confermare le ragioni di opposizione della comunità cittadina all’insediamento e di rappresentarle nella riunione alla quale sarà invitato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per la decisione sull’argomento.

Manfredonia lì, 13.01.2023

Il Sindaco di Manfredonia – Giovanni Rotice
Il Presidente della Provincia di Foggia –Nicola Gatta
L’europarlamentare – Mario Furore
L’On. Giandiego Gatta
L’On. Giorgio Lovecchio
La Sen. Gisella Naturale
L’Assessore regionale – Rosa Barone
Il Consigliere regionale – Paolo Campo

3 commenti su "Deposito Energas, tutti i politici del territorio dicono NO"

  1. Babbiùne ! Potete scrivere anche 2500 pagine inutili. Sindaco, convoca un consiglio comunale urgente e ripristinate e vincolate lo stato di origine dei terreni oggetto della mega lottizzazione, terreni di Siponto compresi (capisce a mme, Giuà ….). Voi, pappagalli della opposizione, vigilate e denunciate !

  2. Rotice ma tu sei convinto veramente che noi comuni mortali abitanti di Manfredonia siamo degli scemi ,e tu invece sei intelligente (😂😂😂😂–r…..te ogni volta che parli !!! Tu sei il primo a voler lenergas,tutta la destra vuole lenergas ,perché non vai a Roma con i tre moschettieri,è una volta tanto fai il tartagnan ,ma smettila che sei ridicolo !!! Conosci quel progetto già da prima che nascesse e che i costruttori del opera dovevate — !!! Tanto non ti preoccupare le bugie vanno avanti ,ma le verità dopo un po’ sorpassano tutti …..

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