Foggia
"E' profondamente pentito - dice il legale - e per questo chiede scusa a tutti"

Foggia. Aggressione vicepreside,genitore si scusa

"Il mio assistito - ha dichiarato l'avvocato Antonietta de Carlo - è pentito e chiede scusa a tutti"


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(ANSA) – FOGGIA, 13 FEB – Si è scusato tramite il suo avvocato e fa sapere di essere pentito l’uomo che sabato scorso ha aggredito e picchiato il vicepreside della scuola Murialdo di Foggia che aveva rimproverato il figlio, procurando al professore lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. “Il mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Antonietta de Carlo – è pentito e chiede scusa a tutti. Non aveva intenzione di colpire il professore; non sa cosa gli sia accaduto”. “E’ profondamente pentito – conclude – e per questo chiede scusa a tutti. E lo faremo anche ufficialmente con una lettera”.

Foggia. Aggressione vicepreside,genitore si scusa ultima modifica: 2018-02-13T19:11:05+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    LO SDEGNO DI MDP PER L’AGGRESSIONE AL VICEPRESIDE DELLA MURIALDO

    Articolo Uno – Movimento democratico e progressista della provincia di Foggia esprime sdegno e preoccupazione per l’aggressione che ha provocato il ferimento del vicepreside della Scuola Media Murialdo di Foggia, ad opera del genitore di un alunno.
    L’episodio – si legge in una nota – è sintomatico di una sottocultura intrisa di familismo amorale, di prevaricazione e di palese rifiuto dei valori educativi trasmessi dalla scuola. Quanto accaduto alla Murialdo, purtroppo, non costituisce più l’eccezione, ma è la spia di comportamenti sempre più diffusi e di atteggiamenti che vedono nei docenti non già insostituibili alleati dei genitori nella educazione dei giovani, ma controparti da contestare.
    Alla scuola deve essere per intero riconosciuta la sua funzione di comunità educante e di fondamentale strumento di formazione della coscienza civica e di educazione alla legalità. Per far questo, occorre anche rivedere le politiche che negli ultimi anni hanno eccessivamente enfatizzato la trasformazione delle scuole in aziende, costringendole a “stare sul mercato” e ad aumentare la propria attrattività per incoraggiare le iscrizioni, spesso a scapito del rispetto dei reciproci ruoli di docenti, genitori, alunni.
    Una scuola non deve attrarre i propri iscritti, se non per la qualità della sua offerta formativa, per la serietà del suo corpo docente, per la sua capacità di formare persone libere e cittadini responsabili.
    Nell’esprimere solidarietà al professore vittima di violenza, al dirigente scolastico e all’intero corpo docente della Scuola Media Murialdo e di tutte le altre scuole di Foggia e provincia, Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista si impegna ad operare, in tutte le sedi politiche ed istituzionali, perché alla scuola e ai docenti possano essere restituite la centralità, la stima, la fiducia che le disinvolte riforme degli ultimi anni hanno messo in crisi.

    Con preghiera di cortese diffusione o pubblicazione, grazie.


  • Redazione

    La Cattiva Scuola

    L’aggressione violenta di un genitore a un docente, avvenuta sabato in una scuola di Foggia è sintomatica di un malessere generale del paese che va ben oltre il caso singolo.
    Il genitore ha ascoltato la versione del figlio e l’ha ritenuta sufficiente.
    Non era interessato a capire le ragioni del rimprovero, ammesso che si debbano pretendere spiegazioni per ogni rimprovero verbale che rientra nel normale compito educativo della scuola: educare al rispetto delle regole e degli altri, prima di tutto.
    La reazione esagerata fa pensare a un rapporto tra famiglia e scuola già pesantemente incrinato, e questo è ancora più emblematico.
    La scuola è una comunità educante e come tale può funzionare soltanto con la partecipazione corretta e rispettosa dei ruoli di tutti i soggetti coinvolti.
    Eppure, nonostante i tanti strumenti di informazione e partecipazione che la scuola mette in atto quotidianamente, la distanza aumenta ogni giorno: incomprensioni, insofferenza, diffidenza, arroganza, contenziosi, violenza.
    Sempre più isolata e attaccata su più fronti, è un miracolo che la scuola riesca ancora ad assolvere alla propria funzione educativa, ultimo fastidioso baluardo alla barbarie che avanza.
    Evidente risultato di anni di campagne denigratorie nei confronti della classe docente, colpevole di resistere a riforme inutili se non dannose, nel tentativo sempre più disperato di non assecondare e blandire, ma di educare e formare cittadini consapevoli.
    Tra le pieghe della riforma permanente di questi decenni, oltre il taglio costante delle risorse al settore, si annida lo smantellamento della scuola pubblica, della sua capacità di formare le menti attraverso la conoscenza, la consapevolezza, il pensiero critico.
    La ministra adesso vuole ‘rilanciare la figura dell’insegnante’, magari con un’accurata operazione di marketing, come quella ‘lanciata’ per la ‘buona scuola; ridare a questa figura “la dignità e il valore” che le sono state tolte dalla classe politica stessa, complici sedicenti esperti e compiacenti organi di informazione.
    Rimettere “la scuola al centro del processo di crescita civile dell’Italia”, di un paese la cui deriva economica si è trasformata in un’evidente deriva culturale e sociale, può significare soltanto riportare tutti a scuola !
    Ci auguriamo che le riflessioni contenute nella lettera dei genitori della Murialdo se pur evidentemente legate alla gravità del momento, accompagnino questi genitori per tutto il percorso scolastico dei loro figli.

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