Manfredonia
"Gli unici soldi che per ora sta utilizzando sono i 700.000 euro lasciati in cassa dal precedente CdA"

Rotice duro su Gelsomino “Le mistificazioni del grande benefattore”

"Una verità che si può camuffare ma che nessuna magia può cancellare”


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Manfredonia, 13 febbraio 2019. “Alle preoccupazioni espresse da me e condivise da tutti quelli che hanno realmente a cuore il futuro del nuovo porto turistico di Manfredonia, ci si aspettava che Damiano Gelsomino rispondesse con notizie chiare e rassicuranti.

In particolare, non volendo né potendo smentire di aver ricevuto la notifica dell’atto di avvio da parte della Regione del procedimento volto alla revoca della concessione demaniale marittima, ci si aspettava che dicesse che tale procedimento sarebbe stato sospeso grazie all’immissione di risorse finanziarie e di garanzie proprie da parte del nuovo socio di maggioranza (Finappula S.r.l.) volte a scongiurare tale evenienza.

Così come, a fronte dei legittimi dubbi espressi nei confronti di chi, versando solo 150.000 euro, ha con scaltrezza raggiunto l’obiettivo di impossessarsi della governance di una società proprietaria di un’infrastruttura costata 56 milioni di euro (oltre IVA), ci si aspettava che chiarisse finalmente in che modo, con quale progetto e soprattutto con quali reali risorse finanziarie intendesse salvare la Gespo, come si vanta di voler fare, per ora solo a parole.

Ed invece Damiano Gelsomino (Finappula S.r.l.), da consumato illusionista, ha preferito ancora una volta intorbidire l’acqua con una serie di affermazioni intrise di fiele, sciorinando cifre, eventi e situazioni ricostruiti in maniera a dir poco farneticante”.

E’ quanto ha dichiarato Gianni Rotice rimandando al mittente le accuse deliranti e offensive espresse da Damiano Gelsomino nei confronti di chi, oltre al merito di aver contribuito a realizzare il nuovo porto turistico, ha, insieme a pochissimi altri, quello di averlo gestito nonostante il venir meno dei due soci di maggioranza, Mucafer e Moteroc (che insieme raggiungevano quasi il 70% delle quote).

“Le affermazioni sull’entità e sulle responsabilità dei debiti della Gespo cercano di fare leva sulla mancanza di conoscenza nell’opinione pubblica delle ragioni e della composizione dei debiti di questa società, che però Gelsomino (Finappula S.r.l.) conosce bene, perché ne è socio sin dall’inizio, sebbene solo con una somma pari allo 0,18% del capitale sociale (rispetto ai tanti altri soci iniziali, tutti imprenditori, e non solo di Manfredonia, che in misura maggiore hanno creduto e contribuito alla realizzazione dell’opera, rischiando ben altre somme)”.

 

Come vengono chiamati nel gergo comune quelli che anziché all’inizio, quando occorre rischiare e garantire anche con il proprio patrimonio personale il successo di un’iniziativa imprenditoriale, preferiscono intervenire nella fase di crisi, comprando le quote dal fallimento del socio di maggioranza, senza rischiare pressoché nulla, ed anzi continuando a far leva sulle garanzie fideiussorie date da altri?

 

Di sicuro non vengono chiamati salvatori della Patria e nemmeno benefattori.

 

Eppure Gelsomino, senza aver fino ad oggi versato soldi veri né prestato garanzie in favore di Gespo, si sente un benefattore, ed anzi, è così convinto di essere l’unico in grado di salvare le sorti del nuovo porto turistico, da voler far fuori tutti gli altri soci, nei confronti dei quali (come nei confronti dei precedenti amministratori e sindaci della società), ha già preannunciato azioni legali, allo scopo di fare cassa e annullare i loro crediti verso la società.

 

Fatto è che gli unici soldi che per ora sta utilizzando sono i 700.000 euro lasciati in cassa dal precedente CdA (Presidente Gianni Sventurato), da lui tanto vituperato, dai quali sta attingendo anche per l’emolumento che si è assegnato come consigliere di amministrazione, che prenderà insieme agli altri due consiglieri (per complessivi 25.000,00 euro all’anno), vera novità della nuova gestione, prima svolta gratuitamente dai precedenti amministratori.

 

Per il resto, Finappula S.r.l. si sta avvalendo anche delle positive azioni già intraprese dal precedente CdA, che, oltre a garantire la continuità aziendale di Gespo (con il fattivo contributo di Gianni Rotice), aveva già raggiunto accordi transattivi con i vari creditori, funzionali ad un concordato o ad un accordo di ristrutturazione del debito, è definito intese con la Regione per la riduzione e la dilazione del canone demaniale (le cui scadenze vanno comunque rispettate).

 

In ordine ai debiti della Gespo, Gelsomino sa, ma finge di aver perso la memoria, che il nuovo porto turistico è costato 56 milioni (oltre IVA ) di euro ed è stato realizzato grazie ad un contributo pubblico di 19,5 milioni di euro e ad un finanziamento privato di 36,5 milioni di euro, tra mutui bancari, garantiti solo da alcuni soci, ed il resto da risorse degli stessi soci (non certo da Finappula S.r.l.).

 

All’indomani dell’ultimazione dei lavori, avvenuta nel 2014, la società (con la presidenza dell’ing. Botticelli, espresso dalla maggioranza Mucafer-Moteroc) ha iniziato la sua attività di gestione del nuovo porto turistico con un debito di 30 milioni di euro.

 

Le ragioni e la composizione di tale situazione debitoria, prevista nel piano finanziario iniziale, trova evidentemente un riflesso nei bilanci, aggravati annualmente dal peso degli ammortamenti, pari a 2 milioni di euro all’anno, e da un canone concessorio di 510 mila euro annuo (triplicato dal Governo con la costruzione in corso), oltre che dalla difficoltà di raggiungere le percentuali di utilizzo programmate dei posti barca in un periodo di generale crisi economica. Per non dire dei debiti della MUCAFER di cui Gespo si è dovuta far carico.

 

Trasformare questi dati di bilancio in pietre da scagliare nei confronti degli ex amministratori e degli altri soci, come Gelsomino ha fatto sin dall’inizio per giustificare e legittimare agli occhi dell’opinione pubblica il proprio ruolo di “benefattore” e di “salvatore della patria”, significa mistificare la realtà e approfittare in maniera ingiusta e con metodi poco corretti della situazione di vantaggio nella quale è convinto di trovarsi.

 

Da una parte ci sono quindi i fatti, le cifre realmente investite e le garanzie realmente date da alcuni soci, dall’altra solo parole, come quelle relative all’aumento del capitale sociale, per ora solo ipotizzato, annunciato in 8,5 milioni di euro per pagare tutti i debiti, senza però specificare che avverrebbe in parte non con nuova finanza ma con l’utilizzo del finanziamento infruttifero dell’ex socio  Mucafer, pari a circa 2,7 milioni di euro, acquistato all’asta da Finappula con soli 10.000 euro. Altro grande affarone !!”.

 

“Sia chiaro, – conclude Rotice – da parte mia, continuo a fare il tifo per il nuovo porto turistico ed a sperare che le preoccupazioni da me espresse (e condivise da tanti altri) siano infondate e che i Gelsomino non si rivelino, loro sì, dei dilettanti allo sbaraglio, con la sola differenza che, mentre gli altri soci ci hanno rimesso o ancora rischiano di rimetterci l’osso del collo, loro continuano a rischiare sulla pelle altrui.

 

E’ questa la differenza che passa tra rischio imprenditoriale e speculazione.

 

Una verità che si può camuffare ma che nessuna magia può cancellare”. 

Manfredonia, 11 febbraio 2019

Rotice duro su Gelsomino “Le mistificazioni del grande benefattore” ultima modifica: 2019-02-13T15:53:58+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Lucio

    Scusate perchè chi di dovere non inizia ad indagare un pò su questi fatti e non solo il porto turistico ma anche su tutti i Commercialisti e Ingegneri che hanno gestito il contratto D’area vedrete scopriremo delle belle.


  • sind sind

    speriamo che vi perseguono legalmente a gelsomino e a te che entrambi avete mangiato con la politica vecchia e nuova che ci ha reso indebitati come stiamo oggi tu, gelsomino e tutti i presidenti delle società sportive, presidenti delle copertaive, dei vari parchi, voi siete il male e spero arriverà il giorno della vostra distruzione avete mangiato e state continuando a mangiare via da manmfredonia avete avuto dalla vostra la politica e la delinquenza che vi ha aiutato creando un popolo più ignorante più affamato e più corrotto.


  • Il germano reale del Sardone

    Avete distrutto, cancellato una splendida scogliera secolare posta in pieno centro urbano x costruire un porto turistico che poteva poteva essere ideato e costruito all’interno del porto commerciale! Abete negato la possibilità di usufruire del beneficio del mare a migliaia di cittadini, di respirare l’aria profumata e romantica di quei luoghi. Nulla di personale, la colpa principale e dei politici al potere dal 2000 in poi! Comprendo lo spirito imprenditoriale dei Rotice e quant’altri ma non ho mai compreso il cinismo lo scarso amore per le bellezze naturali della città da parte di omuncoli che si spacciano x politici.


  • Don Filippo Maria Deogratias

    A sentire queste polemiche tra radical chic, si prova solamente pena e tristezza.
    E poi si parla di crisi e povertà: qui i milioni piovono come polpette.
    Pensate di più ai vostri fratelli meno fortunati di voi che non hanno nulla e hanno la dignità di tacere del loro stato di indigenza. Un giorno sarete giudicati da l’Onnipotente.
    Pace e bene


  • Peter

    Cari imprenditori è meglio sedersi è chiarire perché la guerra porta la guerra e così non si va da nessuna parte!


  • ant

    l antimafia farà giustizia


  • dirittoapplicato

    Analizziamo un pò:

    1) Gelsomino entra sin dall’inizio con una quota di partecipazione pari al 0,18%;

    Con una partecipazione così esigua si deduce che i Gelsomino non hanno avuto alcun interesse né all’opera né allo sviluppo del territorio in buona sostanza non hanno creduto in questo progetto. Mente altri soci hanno investito enormi capitali tanto che il capitale sociale era di 14 milioni di euro…. quindi quel 0,18% son bazzecole …..

    2) Gelsomino detiene ora la maggioranza delle quote avendo acquistato le quote da MUCAFER ad un presso di soli 150 milaeuro + 10 mila per il finanziamento soci che sarebbe oltre 2 milioni di euro… quindi Gelsomino ha comprato le quote Mucafer diciamo ai saldi…. praticamente ad una cifra irrisoria.

    3) Gelsomino vuole rilanciare il porto.

    Non si è ben capito se lo vuole rilanciare con i soldi suoi o quelli degli altri; perché al di là dei proclami ( gli 8,5 milioni di euro) a quanto pare nelle casse della GESPO ad oggi Gelsomino non avrebbe versato un euro…

    Allora io mi chiedo…. come lo si rilancia il porto?


  • mariul

    rilanciare per modo di dire, qua le nomine vengono dal comune, o da qualche tavolino di un bar in centro storico o in siponto. questi decidono quando uscire ed in complicità decidono chi mettere. adesso rotice ha fatto gli anni suoi. viene gelsomino al quale hanno promesso qualcosa in cambio di sedersi al porto.


  • miclo

    ridicoli entrambi sotto ogni aspetto sapete fare -degli altri


  • famiglia

    e tutta una famiglia, la gestione del porto, dell’ase, dei tributi. quella dei tributi molto di più è famiglia. rotice è entrato in famiglia con uno dei tributi.

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