Foggia
Critiche anche dalla maggioranza alle gestione del sindaco Landella

Marasco “Sbeffeggiati dal sindaco sul piano di riequilibrio”

All’Ataf, dopo le dimissioni di Ferrantino, “un amministratore unico”


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Foggia. La rimodulazione del piano salva-enti è passata in consiglio comunale con il voto favorevole di undici consiglieri, in seconda convocazione. Sono i numeri risicati della maggioranza a Palazzo di città per un atto che segna i prossimi cinque anni della vita amministrativa. Confermata la durata per un decennio, ma le rimostranze dell’opposizione e della stessa maggioranza ci sono, eccome, anche se al momento il sindaco, e quel che resta dei suoi fedelissimi, non si pronunciano sugli sviluppi di una crisi che ha sfaldato il gruppo uscito vincitore nel 2014. Non solo le rimostranze della Lega nel post voto, ma di due consiglieri di Forza Italia, Pasquale Cataneo e Nicola Russo, di Fi, il primo capogruppo alla provincia del partito del sindaco, il secondo forzista, il terzo, Pertosa, indipendente ma, nei comunicati critici verso l’amministrazione, allineato con i primi due.

De Pellegrino (Pd): “La maggioranza ritiri la fiducia”
Alfonso De Pellegrino, consigliere del Pd, parla di “inaffidabilità politica di Landella: “Per la rimodulazione del piano di riequilibrio il sindaco aveva promesso il coinvolgimento di tutti, tenendo presente che il 15 gennaio noi avevamo garantito la nostra presenza in aula rendendo valida la seduta che l’ha rimandato. Invece se l’è impacchettato da solo. Ora naviga a vista con una maggioranza risicata in cui pure c’è malessere. I consiglieri che lo criticano siano consequenziali. Che significa che se ne vanno dall’aula? Trovino il coraggio di staccare la spina, altrimenti sono corresponsabili dell’azione amministrativa, o stanno alzando il prezzo politico per chiedere qualcosa”. E sulle dimissioni del presidente di Ataf Ferrantino, siglate “per motivi personali” mentre l’azienda comunale è sotto la lente dei magistrati, aggiunge: “Non intervengo nelle questioni personali e giudiziarie, ma l’Ataf non può stare un giorno in più senza guida, c’è bisogno di una persona che sappia gestire come amministratore unico, e non con il cda che allunga i tempi”.

Marasco: “Io candidato sindaco? Chissà…”
Augusto Marasco, capogruppo el Pd, riprende la seduta del 15 gennaio e l’annunciato coinvolgimento della minoranza sul piano di riequilibrio. A tal proposito, sia De Pellegrino che Marasco, contestano che sulle economie derivanti si basi la spesa del personale, cioè di assunzioni: “E se servissero per le strade e per l’illuminazione?”. Marasco è netto: “Siamo stati sbeffeggiati dal sindaco e dai capigruppo di maggioranza, siamo stati spogliati delle nostre prerogative, i numeri sono risicati e ad aprile ci sono atti importanti come il bilancio di previsione”. Alla domanda se Marasco pensa a ricandidarsi a sindaco l’anno prossimo, come nel 2014, rispnde con altrettanto quesito: “Chi lo può dire?”.

Cataneo (Fi): “Incalzeremo il sindaco nel rispetto delle delibere”
Le critiche vengono anche dalla maggioranza. Pasquale Cataneo, capogruppo di Fi in Provincia, non ha fatto il passaggio al gruppo al comune perché “aveva chiesto 8 mesi fa un percorso condiviso ma non c’è stato, nemmeno siamo stati ascoltati”. Seguono altri motivi: “Non siamo stati coinvolti a livello provinciale per le candidature alle politiche, alla fine è scattato il seggio per una candidata del Molise. Ma di queste poltrone non mi interessa più di tanto. Sul nodo intermodale e sulla seconda stazione avevamo deliberato in un modo, ma le direttive non sono state eseguite. Il gabbiotto, che è costato 5mila euro, non si doveva fare, c’era un locale a disposizione, le nostre mozioni per discutere in aula delle relazioni della Corte dei conti non sono state recepite”. E il bilancio di previsione lo votate?: “Non stiamo parlando di questo, dico che non voterò gli atti a favore se il sindaco non applica gli indirizzi stabiliti in consiglio, lo incalzeremo sulle delibere approvate e il rispetto del programma elettorale, non torno indietro con gli impegni presi con i cittadini. Ci sono delibere che danno indirizzi, se il sindaco non lo fa la responsabilità è sua”.

Sulla carta la minoranza conta otto consiglieri in meno, sommando, a Mainiero (Fdi) e Ursitti (con Fitto), anche i tre della Lega, due di Fi, e un indipendente. La Lega ha detto che si regolerà a seduta, i forzisti pongono altre condizioni, dai consiglieri di maggioranza si attendono i prossimi sviluppi, contando magari sulla seconda convocazione, o che quel giorno qualcuno decida di farsi sostenitore della sua maggioranza. Sulle contestazioni della Lega, nessun comunicato ufficiale dell’amministrazione. Si sta valutando che “la Lega vive un momento di riassestamento politico e un’eventuale uscita dalla maggioranza andrebbe discussa con le segreterie politiche e non attuata senza consultare nessuno, sconfessando l’alleanza per le politiche”. Che già guarda al voto per le comunali, “ma siamo un Comune di 150mila abitanti per organizzarci in liste civiche”.

A cura di Paola Lucino,
Foggia 13 marzo 2018

Marasco “Sbeffeggiati dal sindaco sul piano di riequilibrio” ultima modifica: 2018-03-13T17:27:53+00:00 da Paola Lucino



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