Manfredonia
Il corpo della vittima era stato ritrovato il 3 aprile in agro di San Giovanni Rotondo

Omicidio Nicola di Tullo. Gip “Disporre giudizio contro l’imputato”

Il Gip Dello Iacovo ha ritenuto la sussistenza di "fonti indiziarie" a carico dell'interessato, tali da "rendere l'accusa a suo carico sostenibile in giudizio"


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Foggia/Manfredonia, 13 aprile 2018. Omicidio Nicola di Tullo: all’esito dell’udienza del 19 marzo 2018, “fissata sull’opposizione del padre della vittima (..)“, difeso dall’Avv. Gianfranco Di Sabato, il Gip del Tribunale di Foggia, dr. Armando Dello Iacovo, ha disposto che il Pm del procedimento, dr.ssa Rosa Pensa, “formuli a carico” di un indagato “l’imputazione per i reati oggetto di iscrizione (…)” nella causa. Il legale dell’indagato, Avv. Raoul Pellegrini, si era associato alla richiesta di archiviazione interessante il proprio assistito.

Così da un provvedimento del 12 aprile 2018.

La richiesta di archiviazione Pm
Con precedente provvedimento, dello scorso settembre 2017, il Pm Pensa, nell’ambito del procedimento penale nei confronti di 3 indagati, aveva chiesto al Gip di disporre l’archiviazione del procedimento. Difatti, per il Pm non erano emersi “idonei e sufficienti elementi per sostenere l’accusa in dibattimento” a carico di 3 persone.

L’omicidio
Nicola di Tullo, 46enne artigiano di Manfredonia, fu colpito da un colpo di fucile”calibro 12″, lo scorso 02 aprile 2016. In relazione ai fatti risulta indagato Guerra Giuseppe, classe 1989, originario del centro sipontino.

Le indagini
Le indagini sono partite in seguito al ritrovamento del cadavere di Nicola Di Tullo in agro di San Giovanni Rotondo, località Miscillo, la sera del 3 aprile 2016. La vittima fu ritrovata in un’intercapedine di un muro di un casolare abbandonato. Sarebbero stati dei ragazzi di passaggio nell’area ad effettuare la segnalazione al 112.

Controlli CC in seguito al ritrovamento del corpo della vittima (ph enzo maizzi)


La denuncia
Il padre dell’uomo ne aveva denunciato la scomparsa alle ore 20 del 02 aprile 2016. Al Commissariato, il papà di Nicola aveva riferito che “il pomeriggio del 2 aprile era stato avvisato” da due amici del figlio dell’impossibilità di rintracciare Nicola, dopo che lo stesso “gli aveva telefonato per chiedere di mandargli i Carabinieri e l’ambulanza nei pressi di un’autocarrozzeria“.

La richiesta del Gip Dello Iacovo
Il Gip Dello Iacovo ha ritenuto “puntuali le osservazioni” svolte dalla difesa dell’opponente in merito al “movente dell’omicidio”, alla “compresenza di indagato e vittima nello stesso tempo e luogo dell’omicidio (..)”, alla “disponibilità di un fucile in capo all’indagato“.

Da qui il Gip ha ritenuto la sussistenza di “fonti indiziarie” a carico dell’interessato, tali da “rendere l’accusa a suo carico sostenibile in giudizio”.

L'AVVOCATO GIANFRANCO DI SABATO (FORO DI FOGGIA)

L’AVVOCATO GIANFRANCO DI SABATO (FORO DI FOGGIA)

Il legale del padre della vittima “Prendiamo atto della richiesta del Gip”
“Prendiamo atto del fatto che il Gip abbia stigmatizzato i rilievi effettuati da questa difesa”, dice a StatoQuotidiano l’Avvocato Gianfranco Di Sabato, “e che gli abbia ritenuti sufficienti a giustificare l’imputazione coatta a carico dell’indagato”. “E’ evidente che un fatto di tale gravità meriti una risposta da parte dello Stato”, conclude il legale.

Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

Omicidio Nicola di Tullo. Gip “Disporre giudizio contro l’imputato” ultima modifica: 2018-04-13T19:43:07+00:00 da Redazione



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