Economia
Sempre più investitori in tutto il mondo hanno cambiato i loro obiettivi

Pensioni in Italia e nel mondo: il terzo pilastro in soccorso alla pensione sociale 

In Italia, invece, la situazione del sistema pensionistico, pur essendo critica, non ha provocato un trend di investimento nei confronti delle forme integrative


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Roma/Foggia. Se il 2017 passerà alla storia nel mercato italiano per essere stato l’anno dei PIR, nel mondo si è registrato il grande successo dei fondi pensione istituzionali globali. Sempre più investitori in tutto il mondo hanno cambiato i loro obiettivi, focalizzandosi principalmente del proprio futuro e riservando una parte del loro patrimonio a “regalarsi” una vecchiaia più agiata. Secondo le stime di Willis Towers Watson, gli investimenti nei fondi pensione hanno fruttato un guadagno complessivo del 13% per un ammontare di 4,8 trilioni di dollari. Sfruttando l’andamento del mercato finanziario, gli investitori internazionali ne hanno approfittato per arricchire i propri patrimoni, superando anche la percentuale di Prodotto Interno Lordo delle nazioni di riferimento, come è accaduto nel 2017 nel Regno Unito, in Olanda, ma anche in Australia, Svizzera e Stati Uniti.

In Italia, invece, la situazione del sistema pensionistico, pur essendo critica, non ha provocato un trend di investimento nei confronti delle forme integrative. Su territorio nazionale, la previdenza integrativa sembra essere ancora limitata e, non essendo obbligatoria, è stata scelta nel 2017 solo da un italiano su 100, che affida in gestione “appena” 84 miliardi di dollari. Cifre irrisorie, che accomunano l’Italia al non certo florido Messico e che rendono insormontabile il divario nei confronti dei Paesi capofila dell’evoluzione finanziaria internazionale. Sono ancora i numeri a lanciare l’allarme in Italia: le forme complementari erano state sottoscritte nel 2017 da 8 milioni e 341mila italiani. Non si tratta però di un mercato poco florido, bensì di un prodotto che non ha ancora colpito le corde giuste e non ha abbattuto il muro di sfiducia che gli investitori continuano ad avere all’indomani dei numerosi scandali che hanno colpito il sistema bancario tradizionale.

La situazione del primo pilastro previdenziale in Italia appare satura e appesantita da una serie di variabili che non consentono di migliorare i piani pensionistici, ma la politica non ha ancora dato la spinta giusta verso i sistemi complementari e integrativi che potrebbero generare vantaggi anche al consumatore finale. La cronica mancanza di fiducia, di trasparenza e i costi troppo elevati dei sistemi di gestione del patrimonio hanno provocato un progressivo allontanamento degli investitori, che invece potrebbero trovare terreno fertile proprio nelle forme integrative di pensione e in particolare nei cosiddetti PIP – Piani Individuali di Risparmio.

Essendosi spostata la soglia di rischio verso il basso, il risparmiatore cerca di sottoscrivere prodotti finanziari che siano in grado di garantirgli un certo profitto, e la soluzione non può che essere rivolta verso orizzonti temporali più lunghi. Di qui, la crescita, seppur lenta e non certo paragonabile a quella delle altre nazioni, della previdenza integrativa: i fondi pensione investono in altri strumenti finanziari all’insegna della prudenza e del lungo periodo. Al termine del periodo lavorativo, il cliente riceverà quanto maturato dal fondo, erogato sia in forma di rendita che in una quota prelevabile per intero fino al 50%. Il vantaggio non trascurabile della deducibilità fiscale e della personalizzazione dell’investimento anche in base alle “tasche” dell’investitore fanno delle pensioni integrative un’arma importante a disposizione del consumatore, che dopo l’introduzione delle nuove normative può destinare alla previdenza integrativa anche una parte del Tfr maturato durante gli anni di lavoro. In questo scenario, le forme alternative di previdenza sono destinate a crescere in maniera sempre più elevata, fornendo ai cittadini un’opzione in più al sempre più esiguo assegno statale.
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Pensioni in Italia e nel mondo: il terzo pilastro in soccorso alla pensione sociale  ultima modifica: 2018-04-13T18:07:23+00:00 da Redazione



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