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ARRESTI Lesioni aggravate e tentata estorsione aggravata a pusher a “Santo Spirito”, 8 ai domiciliari

Bari e Capurso: esecuzione a cura dei Carabinieri di ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
13 Aprile 2024
Bari // Cronaca //

Bari e Capurso: esecuzione a cura dei Carabinieri di ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone per i reati di lesioni aggravate e vari episodi di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un pusher nel quartiere di “Santo Spirito”.

Nella prima mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo e della Stazione CC di Bari Santo Spirito hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto soggetti, emessa dal Gip presso il Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di altrettanti indagati, ritenuti responsabili dei reati di “estorsione continuata aggravata in concorso” “lesioni personali in concorso”, entrambe con l’aggravante del metodo mafioso, nonchè “detenzione e porto abusivo di armi, anche clandestine”.

Secondo l’impostazione accusatoria, accolta dal Gip e fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa, le indagini hanno riguardato innanzitutto il violento pestaggio, non denunciato alle Forze di Polizia e avvenuto nella mattinata del 28 dicembre 2022 nell’affollata marina di Bari “Santo Spirito”, ad opera di cinque soggetti (di cui uno deceduto), contigui al clan “Strisciuglio” articolazione “S.Pio-Enziteto”, ai danni di un 50enne del posto, censurato, responsabile di aver autonomamente avviato un’attività di spaccio nel vicino quartiere di “Santo Spirito” senza il preventivo consenso del clan dominante nell’area territoriale interessata.

I successivi approfondimenti, condotti mediante l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, hanno consentito di far luce su altro agguato a cui il cinquantenne era sfuggito due giorni prima, scongiurato solo grazie all’intervento fortuito di una pattuglia della Stazione di Bari Santo Spirito che, transitando in prossimità dell’abitazione della vittima, aveva messo in fuga i due attentatori, i quali avevano abbandonato sul posto una pistola semiautomatica e un motociclo.

In seguito si è ricostruito che la spedizione punitiva era stata organizzata dagli uomini del clan quando della vicenda era stata informatala moglie del reggente del clan Strisciuglio di “S.Pio-Enziteto” (indagata, sebbene non destinataria di provvedimento cautelare). La delazione acquisita ha dato così avvio alla pianificazione della fallita spedizione punitiva del 26 dicembre 2022 e del successivo agguato di due giorni dopo, condotto con modalità mafiose e mediante utilizzo di una pistola puntata al volto del pusher infedele, alla presenza dei numerosi cittadini che passeggiavano lungo la marina di “Santo Spirito”.

Il successivo arresto in flagranza di uno degli indagati e il fallito agguato ai danni del 50enne hanno alimentato i sospetti di una presunta collaborazione con gli inquirenti della moglie del pusher che, sebbene infondata, ha indotto gli indagati ad estorcere ai due coniugi 20.000 euro per riparare l’affronto subito dal clan, oltre che per pagare le spese legali.

Le richieste estorsive sono state in seguito rivolte anche ai familiari della coppia che hanno deciso di pagare per timore di ripercussioni, costringendo gli stessi coniugi ad abbandonare la propria abitazione per trasferirsi in altra Provincia.

Nel corso delle indagini, il giorno 23 gennaio 2023, i militari della Compagnia Bari San Paolo hanno sequestrato un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e di armi clandestine, tra le quali 2 “AK-47”, nascoste in un seminterrato di un 34enne (destinatario di misura cautelare in carcere) e nella disponibilità – confermata dai successivi esami biologici e dattiloscopici – di diversi indagati, componenti del gruppo armato del clan.

Per i fatti descritti, sette persone sono state ristrette in carcere e una agli arresti domiciliari.

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