MANFREDONIA – Un’interrogazione urgente indirizzata al Prefetto di Foggia, al sindaco Domenico La Marca e agli organi istituzionali del Comune riaccende il dibattito sul tema dell’accoglienza in città.
A firmarla è il consigliere comunale Giuseppe Marasco, che contesta duramente le modalità con cui l’amministrazione avrebbe gestito la decisione relativa alla riconversione dell’ex Cara e alla previsione di nuovi Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), con l’arrivo di circa 100 richiedenti asilo.
Secondo Marasco, la scelta sarebbe stata assunta “in condivisione con Prefettura e Regione”, ma senza alcun coinvolgimento del Consiglio comunale. “Il Consiglio è stato completamente scavalcato – si legge nel documento – come se non esistesse”.
Il consigliere critica anche le motivazioni fornite dall’amministrazione, che ha parlato di “responsabilità e senso civile” per superare i ghetti. “La prima responsabilità – afferma – è verso i cittadini e le istituzioni rappresentative. La prima forma di civiltà è il rispetto delle regole democratiche”.
Nel testo si evidenziano inoltre le criticità già presenti sul territorio: servizi ritenuti insufficienti, periferie in difficoltà e problematiche legate alla sicurezza. Da qui la netta contrarietà a nuove decisioni “calate dall’alto”.
Marasco utilizza toni decisi: “Basta alle scelte a porte chiuse. Basta a fare di Manfredonia una ‘discarica sociale’ della provincia. Basta a un’idea di comunità che esclude il confronto istituzionale”.
Tre le richieste avanzate: il blocco immediato di qualsiasi atto relativo alla vicenda fino al passaggio in Consiglio comunale; la convocazione urgente di un Consiglio monotematico, con trasmissione pubblica; la presentazione di dati dettagliati su costi, durata, ubicazione delle strutture, piano sicurezza e impatto sui quartieri. “Se si parla di un’esigenza che riguarda l’intera comunità – conclude Marasco – allora la comunità va coinvolta davvero, alla luce del sole. Diversamente si tratta dell’ennesimo schiaffo ai cittadini”. Il consigliere chiede infine una risposta urgente, sia orale che scritta, nel corso di un Consiglio comunale dedicato.




E pó c batt mbitt inde i chìse. Manzegnore, càccele !