Capitanata

Cagnano, “Piazza d’Apolito”, arrestati 8 spacciatori


Di:

Tribunale Lucera

Esterno Tribunale Lucera (ST)

Cagnano Varano, Foggia – I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 8 indagati ritenuti responsabili di concorso in cessione di sostanze stupefacenti (5 in carcere 2 agli arresti domiciliari, 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Lucera, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Ottanta sono i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia che, coadiuvati da personale della Compagnia di Intervento Operativo dell’11° Btg Puglia, un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri di Bari e unità del Nucleo Cinofili di Modugno hanno notificato le misure cautelari a:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

AURELIO Nazario 46enne;
DE SIMONE Michele 31enne;
LEO Antonello 19enne;
LEO Nicola 21enne;
RUTICA Francesco 31enne;

ARRESTI DOMICILIARI

COCCIA Leonardo 21enne;
DI MAGGIO Alexander 20enne;

OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.
POLIGNONE Francesco 43enne.

Controlli carabinieri Ros (statoquotidiano)

L’attività di indagine dei Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo, denominata “PIAZZA D’APOLITO”, è stata diretta dalla Procura della Repubblica di Lucera, ed ha consentito di disarticolare una rete di spacciatori gestita prioritariamente dagli arrestati affiancati da altri 30 soggetti denunciati in stato di libertà.

Gli indagati gestivano l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti con regolarità, quasi quotidiana, tanto da dare parvenza si trattasse di una normale attività commerciale con vendita al dettaglio di hashish e marijuana, proprio nella centrale piazza D’Apolito di Cagnano Varano, vicinissima peraltro a due Istituti Scolastici.

Alcuni degli arrestati risultano già noti per essersi resi responsabili di reati in violazione della normativa sugli stupefacenti, indice che l’illecito perpetrato potrebbe definirsi “la loro principale attività lavorativa”; ancor più sconcertante è la giovane età e l’incensuratezza di alcuni arrestati e di altri indagati.

Le indagini si sono svolte esclusivamente con i metodi classici dell’osservazione, videoregistrazione e controllo, consentendo di individuare anche i diversivi posti in essere da spacciatori e acquirenti per evitare controlli e interventi delle forze di polizia.

I Carabinieri in Cagnano Varano hanno iniziato ad eseguire una serie di videoriprese dell’illecita attività documentandola e registrando come la stessa fosse prevalentemente svolta nella tarda mattina e nel pomeriggio, giorni festivi compresi. Seppure proficuo il dispositivo posto in essere dai Carabinieri, non sono mancate le difficoltà nell’esecuzione dell’attività di indagine resa ardua dai rapidi spostamenti dei soggetti attenzionati, dalla loro presenza sempre negli stessi punti della piazza in modo da poter controllare in ogni momento le vie d’ingresso onde individuare il sopraggiungere dei Carabinieri e prevenire una loro eventuale perquisizione.

Una vera e propria attività di controllo del territorio per il cui esercizio gli indagati godevano dell’appoggio e della connivenza di tossicodipendenti, pregiudicati e non, anche di sesso femminile, alcuni dei quali rivestivano il ruolo di “vedette”, adoperandosi mediante continui richiami, segni convenzionali e prolungati fischi per segnalare l’arrivo dei Carabinieri, transitati i quali ricominciava l’illecito commercio che veniva comunque immortalato dagli investigatori con videoriprese.

Locale ma anche proveniente dai paesi vicini la clientela tra i quali vi erano anche minori degli anni 18.
La spregiudicatezza degli spacciatori li induceva a ritenere “propria” la piazza centrale della cittadina ritenendo di poter operare indisturbati in Cagnano Varano e ciò dava anche “serenità” ai consumatori che sapevano dove trovarli e come poterli contattare.

L’analisi delle riprese video ha evidenziato il ruolo ricoperto dai singoli spacciatori i quali, prima di perfezionare la cessione di stupefacente, attendevano sempre e comunque consensi e indicazioni mediante segni convenzionali.
Oltre una cinquantina gli episodi di spaccio filmati dai Carabinieri che hanno consentito di accertare le responsabilità degli indagati, altrettanti i soggetti segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo in quanto assuntori di stupefacenti. Il quadro probatorio emerso ha consentito all’Autorità Giudiziaria di Lucera l’emissione dei provvedimenti cautelari personali.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Fotosegnaletiche

Cagnano, “Piazza d’Apolito”, arrestati 8 spacciatori ultima modifica: 2013-06-13T10:02:27+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il detenuto drogato va mantenuto in carcere solo se risulta pericoloso per la collettività!

    La Suprema Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni del Tribunale di Catania che aveva negato la sostituzione per un tossicodipendente dal regime di custodia cautelare in carcere a quello agli arresti domiciliari.

    Gli ermellini hanno infatti stabilito il principio che esclude il mantenimento della misura della custodia cautelare in carcere per il tossicodipendente in assenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza che si traducano in un consistente pericolo per la collettività.

    Sottolineano i giudici, infatti, come il mantenimento della misura custodiale sia imposto da esigenze cautelari di eccezionale rilevanza che non coincidono con una normale situazione di pericolosità, ma si identificano in una “esposizione al pericolo dell’interesse di tutela della collettività di tale consistenza da non risultare compensabile rispetto al valore sociale rappresentato dal recupero del soggetto tossicodipendente, valutato anche in termini di probabilità”.

    In altre parole l’arrestato rimane in carcere e non ai domiciliari quando questa condanna rappresenta l’unica possibilità visto che il soggetto rappresenta un pericolo per la società e questo è più rilevante della sua possibilità di recupero dal dipendenza da sostanze stupefacenti.

    Nel caso in esame la sostituzione della misura carceraria con quella domiciliare era stata negata ad un tossicodipendente trovato in possesso di 47 involucri di marijuana. La Corte ha ritenuto che dal provvedimento del Tribunale, di conferma dell’ordinanza del primo giudice che aveva disposto la misura della custodia cautelare in carcere per il ricorrente, non si enucleava alcun parametro inquadrabile nell’ordine concettuale-nomativo indicato, richiedente un considerevole pericolo per la collettività, limitandosi detto provvedimento alla mera considerazione che il soggetto era stato trovato in possesso di 47 involucri di marijuana e che egli era stato in precedenza condannato per analoghi fatti.

    Il tutto omettendo ogni rilievo circa le prospettive di recupero del medesimo, espressamente considerate, quale aspetto discriminante, nel Testo Unico sugli stupefacenti. Insomma i giudici catanesi avevano, secondo la Suprema Corte, non preso nella giusta considerazione e peso quanto prevede la normativa sull’aspetto del valore sociale del recupero del tossicodipendente.

    Per gli ermellini quindi (quando un soggetto non è ritenuto socialmente pericoloso) è possibile sostituire la misura dal carcere agli arresti domiciliari anche perché la detenzione alternativa favorisce, anche sotto il profilo delle probabilità, il recupero del tossicodipendente. Un principio quello sancito nella sentenza che rappresenterà sicuramente un caso giuridico che cambierà l’orientamento di diversi tribunali nella trattazione dei casi di semplici assuntori delle cosiddette droghe leggere.
    Foggia, 13 giugno 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This