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Placentino su San Pio: Frati nel giusto qualsiasi sia decisione


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(Ph: hotelcolonne@)

Roma – “IN merito al comunicato stampa del 28 maggio u.s., è necessaria qualche precisazione, onde evitare strumentalizzazioni da parte dell’avv. Traversi. In primo luogo, lo scrivente non ha nulla contro la città di Pietrelcina, anzi. Infatti, per ben due volte ho presentato i miei saggi proprio in quel ameno e fortunato paesello del beneventano, che ha dato i natali a San Pio da Pietrelcina. Ma non solo. Lo scrivente ha sempre avuto ottimi rapporti con i pucinari, persone squisite, di cui mi vanto di annoverare tanti amici e conoscenti. Sento il dovere, inoltre, di chiarire con i Frati Minori Cappuccini che il tenore del mio comunicato è stato interpretato in maniera diversa dalle intenzioni”.

Il contenuto del mio intervento era esclusivamente di carattere tecnico-professionale, richiesto da alcuni, in merito all’attuale legislazione nazionale in materia di conservazione dei resti umani, che però non tiene conto della specificità del caso di padre Pio da Pietrelcina (un Santo) e di alcune considerazioni che meritano un approfondimento. Infatti, in piena e libera coscienza, da un’attenta lettura delle norme di diritto canonico e dei rapporti tra Stato e Chiesa, e quindi da un’attenta analisi di carattere giuridico, ho il dovere di “ritirare” (questo mi pare essere il termine giusto) il consiglio dato al Sindaco di San Giovanni Rotondo. In particolare, sia il Concilio Vaticano II, nella Costituzione “Sacrosanctum Concilium” sulla Liturgia (1961) al n. 111 (‘La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i Santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini…’), sia il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), al n. 1674, riconoscono piena autonomia decisionale all’Autorità Ecclesiastica in ordine alla venerazione delle reliquie dei Santi. Anche il Tribunale di Foggia, nella persona del Giudice Salvatore Casiello, più volte chiamato in causa, ha statuito che ‘…gli interessi legati alla figura di padre Pio sono rappresentati dai Frati Cappuccini e dalla Santa Romana Chiesa’. Si tratta di norme consuetudinarie ormai diventate “codificate”, che noi fedeli abbiamo soltanto il compito di rispettare.

Inutile elencare gli esempi di Santi che la Chiesa ha onorato attraverso non solo l’ostensione dei corpi ma anche attraverso la possibilità di conservare delle reliquie per la pubblica fede (si pensi, fra i tanti, al cuore di San Camillo De Lellis, a Don Orione, il cui cuore è custodito a Roma, mentre il corpo è esposto alla venerazione dei fedeli nel santuario della Madonna della Guardia di Tortona).

Quindi, dopo una lunga riflessione ed uno studio accademico, scaturito nel presente ripensamento, ho il dovere deontologico di chiedere scusa per l’errore giuridico contenuto nel precedente comunicato stampa, e di ricordare a me stesso quale ruolo avevano per san Pio da Pietrelcina l’Obbedienza e la Provvidenza, e quindi penso che alla fine, qualunque sia la decisione dei Frati Cappuccini, essa rappresenterà la più giusta possibile per il bene della Comunità Cattolica.

(A cura dell’avv. Giuseppe Placentino – Presidente dell’Associazione Difesa Salute)

Placentino su San Pio: Frati nel giusto qualsiasi sia decisione ultima modifica: 2013-06-13T16:33:07+00:00 da Redazione



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Commenti


  • giovanni Augello

    Avvocato, ma ti rendi conto dell’autogol che hai fatto? I frati ti hanno dato la possibilità di avere visibilità con il tuo programma su telepadrepio e poi gli hai fatto questo torto ( a mio avviso legittimo e giustissimo). Poi appena ti hanno tolto il programma dal palinsesto ti sei messo a piangere —– (moderazione,ndr) Ma che uomo sei? devi combattere per le tue idee fino alla morte come fanno i veri uomini. Ora ti rideranno tutti dietro giustamente.io per primo (diritto di critica,ndr)


  • Franco

    Che gusto del macabro, spartirsi resti umani per presunte finalità religiose…

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