EconomiaStato prima
Record negativo in quello di Catanzaro (144 giorni di ritardo)

“I peggiori pagatori? Sono i Comuni”

Male anche l’Asl del Molise (126 giorni oltre la scadenza) e il Ministero dell’Economia (82 giorni dopo il termine pattuito)


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Roma – Sebbene la legge imponga alla Pubblica amministrazione (Pa) di pagare i propri fornitori con tempi compresi tra i 30 ei 60 giorni, una parte rilevante dei principali Comuni capoluogo di provincia, delle Regioni, dei Ministeri, delle grandi Asl e di alcuni enti pubblici continua a non rispettare questa scadenza.

Dalla fotografia scattata dall’Ufficio studi della CGIA, che ha analizzato i siti web delle Pa sopraindicate che per la prima volta entro lo scorso 30 aprile avevano l’obbligo di pubblicare la tempestività dei propri pagamentiriferiti al primo trimestre di quest’anno, emerge una situazione “a macchia di leopardo”. Mentre i Comuni, le Asl e alcuni Ministeri presentano dei ritardi inaccettabili, le Regioni e alcuni enti pubblici hanno “sforato”in misura abbastanza contenuta o hanno addirittura saldato i propri fornitori in anticipo rispetto ai termini contrattuali.

Ritardi nei pagamenti: i peggiori pagatori (*)
Indicatore di tempestività dei pagamenti – I TRIM 2015
(giorni medi di ritardo o di anticipo nei pagamenti della pubblica amministrazione ponderati per gli importi delle fatture)
I peggiori pagatori (*) I TRIM 2015
(giorni di ritardo)
Comuni
(capoluogo di regione) Comune di Catanzaro +144
ASL
(limitatamente a quelle che insistono sui 20 comuni capoluogo di regione) Azienda sanitaria regionale del Molise +126
Ministeri Ministero dell’Economia e delle Finanze +82
Regioni Piemonte +38
Enti, Autorità
(tra i principali esaminati) CNR +33
Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati siti web Amministrazioni Pubbliche

(*) Questa tabella fa riferimento al peggior pagatore di ciascuna delle cinque tipologie di Amministrazioni pubbliche esaminate. Si fa presente che per le categorie dei Comuni e delle ASL sono state considerate le sole amministrazioni pubbliche del capoluogo di regione o che insistono sul Comune capoluogo di regione (più Bolzano), mentre per gli Enti e le Autorità sono state esaminate solo alcune di queste (15). I giorni di ritardo sono stati approssimati all’unità. Si fa inoltre presente che, come indicato nelle altre tabelle, una porzione di enti non ha nemmeno comunicato sul proprio sito internet il dato relativo all’indice di tempestività dei pagamenti.

“In questa elaborazione abbiamo consultato solo un piccolo campione di soggetti pubblici– fa notare il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – e pur riconoscendo che le difficoltàe i tagli hanno ridotto le possibilità di spesadelle amministrazioni pubbliche,non è giustificabileche una buona parte dei soggetti monitorati, a distanza di quasi 2 mesi e mezzo dalla scadenza prevista per legge, non abbia ancora pubblicato sul proprio sito internet alcun dato. Ancora una volta, quando la Pa è obbligata a rendere conto ai cittadini-contribuentidel proprio operato, la trasparenza,spesso invocata a parole dai politicio dai dirigenti pubblici, stenta ad affermarsi nei fatti”.

Asl
Tra le 21 aziende sanitarie locali prese in esame (una per ogni regione), la peggiore pagatrice è quella del Molise, con oltre 126 giorni di ritardo rispetto ai termini contrattuali. Seguono l’Asl di Bari (66 giorni), quella di Palermo (quasi 43 giorni) e quella di Cagliari (31 giorni). La più virtuosa, invece, risulta essere l’Usl Umbria 1 di Perugia, che paga i propri fornitori quasi 23 giorni prima della scadenza. Nell’ambito sanitario non sono disponibili i dati di 5 Asl (Torino 1, Azienda sanitaria dell’Alto Adige, Roma A, Napoli 1 centro, Catanzaro).

Ritardi nei pagamenti di alcune ASL (*)
Indicatore di tempestività dei pagamenti – I TRIM 2015
(giorni medi di ritardo o di anticipo nei pagamenti della pubblica amministrazione ponderati per gli importi delle fatture)
Denominazione ASL I TRIM 2015
se + (giorni di ritardo)
se – (giorni di anticipo)
Azienda sanitaria regionale del Molise +126,31
ASL Bari +66
ASP Palermo +42,95
ASL Cagliari +31
Azienda sanitaria di Firenze +20,68
ASUR Marche +12,80
ASL 3 Genovese +11,38
AUSL Bologna +8,76
Azienda ULSS 12 Veneziana +6,91
Azienda sanitaria locale di Potenza -2,40
Azienda USL Valle d’Aosta -3,3
ASL Milano -4,63
ASL 1 Avezzano, Sulmona, l’Aquila -9,72
Azienda provinciale per i servizi sanitari Trento -10,36
USL Umbria 1 Perugia -22,83
ASL Torino 1 nd
Azienda sanitaria dell’Alto Adige nd
Azienda per l’assistenza sanitaria 1 Triestina (**) nd
ASL Roma A nd
ASL Napoli 1 Centro nd
ASP Catanzaro nd

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati siti web ASL
(*) Sono state considerate 21 ASL, una per regione facendo riferimento all’ASL che insiste sul capoluogo di regione. In presenza di più ASL come nei casi di Roma e Torino si è scelta l’ASL più centrale. Per il Trentino Alto Adige i dati sono distinti per Trento e Bolzano.

(**) Nel sito viene riportato un valore di 39,89 giorni ma non è chiaro se questo rappresenti l’indice di tempestività dei pagamenti (che esprime il ritardo o l’anticipo) oppure, più probabilmente, il tempo medio di pagamento come risulta infatti maggiormente in linea rispetto ai tempi medi indicati negli anni precedenti.

Nd: l’ente non ha ancora provveduto a pubblicare l’indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti relativo al I trim 2015 (doveva essere pubblicato entro il 30/04/2015).

• Comuni capoluogo di regione
Con oltre 144 giorni di ritardo, Catanzaro è maglia nera in Italia tra i Comuni capoluogo di regione. Seguono Perugia, con quasi 90 giorni di ritardo,Roma capitale, con quasi 83 giorni, e Venezia, con quasi 65 giorni. Trento, invece, salda i pagamenti ai propri fornitori con quasi 23 giorni di anticipo rispetto alla scadenza. I Comuni che non hanno ancora aggiornato il sito sono 5: Aosta, Campobasso, Potenza, Palermo e Cagliari.

Ritardi nei pagamenti dei Comuni capoluogo di regione
Indicatore di tempestività dei pagamenti – I TRIM 2015
(giorni medi di ritardo o di anticipo nei pagamenti della pubblica amministrazione ponderati per gli importi delle fatture)
Comuni capoluogo di Regione (*) I TRIM 2015
se + (giorni di ritardo)
se – (giorni di anticipo)
Catanzaro +144,3
Perugia +89,73
Roma +82,76
Venezia +64,80
Ancona +51
L’Aquila +42,14
Bari +35,25
Torino +34
Firenze +24,70
Napoli +21,41
Bolzano +18,60
Milano +13,83
Genova +1,89
Bologna -3
Trieste -9,27
Trento -22,47
Aosta nd
Campobasso nd
Potenza nd
Palermo nd
Cagliari nd
Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati siti web Comuni

(*) Per il Trentino Alto Adige oltre al Comune di Trento è stato preso in considerazione anche quello di Bolzano.
Nd: l’ente non ha ancora provveduto a pubblicare l’indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti relativo al I trim 2015 (doveva essere pubblicato entro il 30/04/2015).

Enti pubblici e Autorità
In questo comparto, il Cnr presenta un ritardo record di 33 giorni. Seguono l’Ice (Istituto per il commercio estero), con 29,5 giorni, l’Inps, con 24,5 giorni e l’Autorità garante della Concorrenza, con quasi 24,5 giorni.

Ritardi nei pagamenti di alcuni Enti pubblici e Autorità
Indicatore di tempestività dei pagamenti – I TRIM 2015
(giorni medi di ritardo o di anticipo nei pagamenti della pubblica amministrazione ponderati per gli importi delle fatture)
Enti I TRIM 2015
se + (giorni di ritardo)
se – (giorni di anticipo)
CNR +33
ICE – Istituto per il Commercio Estero +29,48
INPS +24,5
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato +24,44
IPZS – Istituto Poligrafico Zecca dello Stato +17,85
Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni +16,12
ENEA +8,99
Consip +1,03
Istituto Superiore di Sanità -7,81
Agenzia per l’Italia Digitale -15,56
Commissione di garanzia dell´attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali nd
Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico nd
Garante per la protezione dei dati personali nd
CNEL nd
INAIL nd
Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati siti enti pubblici, autorità

Nd: l’ente non ha ancora provveduto a pubblicare l’indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti relativo al I trim 2015 (doveva essere pubblicato entro il 30/04/2015).

Ministeri
E’ molto singolare che afar registrare il ritardo maggiore nei tempi di pagamentosia quello dell’Economia e delle Finanze: il dicastero guidato dal prof. Pier Carlo Padoan, infatti, salda i fornitori con ben 82 giorni di ritardo. Segue lo Sviluppo Economico, con uno “sforamento” di quasi 38 giorni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con quasi 29,5 giorni di ritardo. Di rilievo, invece, la performance del Ministero delle Infrastrutture: rispetto alla scadenza contrattuale, i pagamenti vengono effettuati quasi 23,5 giorni prima della scadenza. Sono ben 6 i ministeri che, purtroppo, non hanno ancora messo on line i propri dati (Interno, Giustizia, Ambiente, Lavoro, Istruzione e Beni Culturali).

Ritardi nei pagamenti dei Ministeri
Indicatore di tempestività dei pagamenti – I TRIM 2015
(giorni medi di ritardo o di anticipo nei pagamenti della pubblica amministrazione ponderati per gli importi delle fatture)

Ministeri I TRIM 2015
se + (giorni di ritardo)
se – (giorni di anticipo)
Ministero dell’Economia e delle Finanze (1) +82,08
Ministero dello Sviluppo Economico +37,75
Presidenza del Consiglio dei Ministri +29,43
Ministero della Difesa (2) +24,39
Ministero della Salute +1,60
Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali +0,28
Ministero degli Affari Esteri -14,04
Ministero delle Infrastrutture e Trasporti -23,47
Ministero dell’Interno nd
Ministero della Giustizia nd
Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare nd
Ministero del Lavoro e Politiche Sociali nd
Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca nd
Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo nd
Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati siti web Ministeri

‘(1) Il dato si riferisce ad una prima rilevazione. Sono in corso analisi ulteriori e il dato potrebbe essere soggetto a variazioni.
‘(2) Il Ministero della Difesa indica che i dati oggetto di pubblicazione sono stati rilevati dagli applicativi al momento resi disponibili (aggiornamento del 30/04/2015).

Nd: l’ente non ha ancora provveduto a pubblicare l’indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti relativo al I trim 2015 (doveva essere pubblicato entro il 30/04/2015).

Regioni
Il Piemonte è l’ente territoriale che presenta i ritardi di pagamento più rilevanti: rispetto ai termini contrattuali, salda le fatture ricevute dai fornitori dopo 38 giorni. La Regione Lazio, invece, ritarda di oltre 19 giorni, mentre il Veneto di quasi 18,5 giorni. Di rilievo lo “score” del Friuli Venezia Giulia: chi lavora per questa Regione è pagato in anticipo sulla scadenza di 11 giorni. Non male anche le performance di Emilia Romagna e Lombardia: in queste due realtà le fatture vengono saldate con 5 giorni di anticipo sulla scadenza. Purtroppo sono ben 9 le Regioni che non hanno rispettato la scadenza o hanno inserito nel proprio sito dei dati parziali: Valle d’Aosta, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e la Provincia autonoma di Trento.

Ritardi nei pagamenti delle regioni
Indicatore di tempestività dei pagamenti – I TRIM 2015
(giorni medi di ritardo o di anticipo nei pagamenti della pubblica amministrazione ponderati per gli importi delle fatture)
Regioni (1) I TRIM 2015
se + (giorni di ritardo)
se – (giorni di anticipo)
Piemonte +38,04
Lazio +19,35
Veneto +18,43
Sardegna +5,83
Liguria (**) +1,36
Marche +0,39
Prov. Autonoma di Bolzano 0,00
Toscana -1,79
Umbria -4,46
Lombardia -5,04
Emilia Romagna -5,28
Friuli Venezia Giulia -11,00
Valle d’Aosta (*) nd
Abruzzo nd
Molise nd
Campania (***) nd
Puglia nd
Basilicata nd
Calabria nd
Sicilia nd
Prov. Autonoma di Trento nd
Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati siti web Regioni

(*) Per la Valle d’Aosta non è presente un dato relativo all’intero bilancio ma la regione specifica la gestione sanitaria con un indicatore pari a -3,3.

(**) Dato che fa riferimento alla Giunta Regionale.

(***) Per la Campania non è presente un dato relativo all’intero bilancio ma la regione specifica la gestione non sanitaria (+38,47 nel I trim 2015) e quella sanitaria (+11).

(1) I dati fanno riferimento, salvo diverse indicazioni all’intero bilancio, inclusa la gestione sanitaria.

Nd: l’ente non ha ancora provveduto a pubblicare l’indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti relativo al I trim 2015 (doveva essere pubblicato entro il 30/04/2015).

Da un punto di vista metodologico, l’Ufficio studi della CGIA tiene a sottolineare che i dati sono stati estrapolati dai siti web delle singole Amministrazioni Pubbliche tra il 10 e l’11 giugno del 2015. Si è fatto riferimento alla sezione “Amministrazione Trasparente” nella quale devono essere obbligatoriamente indicate le informazioni relative all’indice di tempestività dei pagamenti.

La prima scadenza relativa alla pubblicazione dell’indicatore trimestrale era il 30 aprile 2015. L’indicatore di tempestività dei pagamenti è stato calcolato dalle Amministrazioni pubbliche sulla base delle disposizioni previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 settembre 2014. In particolare, questo va definito attraverso una formula che contiene, al numeratore, la sommatoria dell’importo di ciascuna fattura pagata nel periodo considerato moltiplicata per i giorni effettivi che intercorrono tra la data di scadenza della fattura e quella di pagamento mentre, al denominatore, si imputa la somma degli importi pagati nello stesso periodo.

L’unità di misura del risultato è in giorni e l’indicatore misura quindi, se positivo, il ritardo medio ponderato nei pagamenti di ciascuna amministrazione verso i fornitori. Devono essere prese in considerazione tutte le fatture pagate nel periodo, comprese quelle saldate prima della scadenza. L’indicatore può quindi assumere anche un valore negativo; questo accade quando, in media ponderata, l’Amministrazione salda i fornitori in anticipo rispetto alla scadenza pattuita.

La Pa deve ancora alle imprese 60 miliardi di euro
Secondo le stime presentate dalla Banca d’Italia nella “Relazione Annuale 2014”, al 31 dicembre scorso il debito commerciale della nostra Pubblica amministrazione (Pa) nei confronti dei fornitori privati ammonterebbe a 70 miliardi di euro. Depurando da questo importo i 10 miliardi circa che i creditori hanno ceduto pro soluto alle banche, si evince che la nostra Pa deve ancora saldare 60 miliardi di euro ai propri fornitori.
“Lo stock di debito – conclude Bortolussi – rimane ancora molto elevato, poiché la nostra Pa continua a pagare con forte ritardo rispetto a quanto previsto dalla Direttiva europea introdotta nel 2013.Infatti – conclude Bortolussi -sebbene i tempi di pagamento nell’ultimo anno siano scesi mediamente di 21 giorni, secondo IntrumJustitia nel 2015 la nostra Pa si conferma la peggiore pagatrice d’Europa, visto che salda mediamente i propri fornitori dopo 144 giorni, contro i 34 giorni medi che si registrano in Ue”.

I tempi di pagamento nei principali paesi Ue
(dati in giorni)
PAESI Pubblica Amministrazione
a imprese Differenza rispetto a media europea
(Anno 2015, in gg)
2014 2015 Var. gg.
2015-2014
ITALIA 165 144 -21 +110
SPAGNA 154 103 -51 +69
FRANCIA 59 62 +3 +28
OLANDA 44 32 -12 -2
REGNO UNITO 40 24 -16 -10
GERMANIA 35 19 -16 -15
MEDIA EUROPEA 58 34 -24

(Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati IntrumJustitia – Mestre 13 giugno 2015)

Redazione Stato

“I peggiori pagatori? Sono i Comuni” ultima modifica: 2015-06-13T12:30:53+00:00 da Redazione



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