Interviene nel dibattito sulla crisi politica cittadina Rosa Caso, coordinatrice provinciale di Noi Moderati Donne, che respinge l’ipotesi di una lettura legata a discriminazioni di genere e invita a riportare la discussione sul piano delle responsabilità amministrative e politiche.
“Respingiamo con fermezza il tentativo del sindaco dimissionario di piegare la questione femminile a una narrazione vittimistica utile soltanto a coprire responsabilità politiche e amministrative che hanno ben altra origine”, afferma Caso, intervenendo sulle recenti dichiarazioni della sindaca.
La coordinatrice sottolinea come il tema della parità non possa essere strumentalizzato: “Affermare che le critiche ricevute siano figlie di pregiudizi di genere significa non solo svuotare di significato le battaglie autentiche per la parità, ma anche offendere l’intelligenza e la maturità di un’intera comunità”.
Caso evidenzia inoltre come la presenza femminile nelle istituzioni cittadine sia già un dato consolidato: “I fatti parlano chiaro: questa città ha scelto, sostenuto ed eletto una donna alla guida dell’amministrazione. Non solo. Donna è anche il presidente del Consiglio comunale, così come donna è il vicesindaco”, aggiungendo che ciò dimostrerebbe il superamento di stereotipi e barriere culturali.
La presa di posizione arriva in risposta a un intervento social della sindaca dimissionaria Maria Aida Episcopo, che aveva scritto: “Non capisco perché se sei donna qualcuno pensi che sei più inesperta di un uomo nei ruoli a larga maggioranza maschile…”.
Sul piano politico, Caso collega la crisi amministrativa alle difficoltà di governo della città: “Se oggi la città vive una fase di stallo, con le dimissioni del sindaco Episcopo e il concreto rischio di commissariamento, ciò non dipende dall’essere donna, ma da una manifesta incapacità politica e amministrativa di governare, costruire consenso e garantire stabilità”.
La coordinatrice conclude richiamando la necessità di una valutazione basata sulle competenze: “Le donne meritano di più: meritano di essere giudicate, nel bene e nel male, per ciò che fanno, non di essere trasformate in uno scudo per sottrarsi alle proprie responsabilità”.
Lo riporta foggiatoday.it.



