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PAPA LEONE Il Papa e l’Africa. Le rotte dei migranti. La pace e le guerre (mai giuste). Processo per Lumumba

Dall’Africa diminuiscono gli sbarchi, ma aumentano i minori non accompagnati. E sono le famiglie a spingerli a partire

AUTORE:
Paolo Cascavilla
PUBBLICATO IL:
13 Giugno 2026
Attualità // Cultura //
II papa ha appena lasciato Santa Cruz de Tenerife. E’ la rotta atlantica delle migrazioni africane. Solo nel 2024 sono arrivate alle Canarie 24.000 migranti. Mentre dal 2020 in poi oltre 19.000 persone hanno perso la vita.
La rotta atlantica è la più pericolosa al mondo. L’arcipelago nell’Oceano Atlantico dista 100 Km dalla costa africana. Si impiegano 2 giorni dal Marocco, 4 dal Sahara occidentale, 8 dalla Mauritania, 10 dal Senegal. Provengono dal Mali e da altre aree interne. Una persona su sette non ce la fa ad arrivare a Santa Cruz.

Papa Leone ha già visitato dal 13 al 23 aprile 4 Paesi del continente africano (Algeria, Camerun, Angola, Guinea equatoriale). Come per papa Francesco, anche per lui è importante vedere il mondo dalle periferie. Da quei luoghi parla all’Africa, all’Occidente… La libertà di emigrare, il diritto a non essere respinti, ma anche il diritto a restare in Africa, a non essere costretti a partire. Dall’Africa diminuiscono gli sbarchi, ma aumentano i minori non accompagnati. E sono le famiglie a spingerli a partire.

I viaggi africani di papa Francesco e papa Leone sono l’occasione per parlare dell’Africa, della sua storia, della geografia, e per ascoltare parole sulla pace e sulla guerra. “La teoria della guerra giusta viene da secoli passati, quando non si immaginavano le armi e le capacità di distruzione che l’uomo ha oggi“. Parole di richiamo all’Europa, assuefatta a un Mediterraneo e Atlantico pieno di “cimiteri senza lapidi”. E’ interessante e importante per noi vedere le folle immense, centinaia di migliaia di persone, la partecipazione festosa e ordinata, i giovani, le donne, i canti, le danze…

Il professor Francesco Vietti (Università di Torino) ha scritto che i suoi studenti non sanno indicare due o tre nomi di leader africani. Mi sono interrogato anch’io e ho dovuto fare per me la medesima constatazione. Ho fatto un rapido sondaggio tra amici, conoscenti… C’è il nome di Al Sisi (conosciuto per la vicenda tragica di Regeni) e niente altro. Di quei paesi non conosciamo nulla. Eppure la Nigeria si estende per 1 milione di Kmq ed ha oltre 200 milioni di abitanti, nel Rwanda c’è stato un genocidio e a Kigali (la capitale) lo scorso anno si sono tenuti i campionati mondiali di ciclismo. Il presidente dell’Uganda è anche a capo nel triennio  2024 – 2027 del movimento dei paesi  non allineati, che raccoglie 120 stati. Samia Soluhu Hassan è la presidente della Tanzania… Ci sono capi di Stati donne, ministre…

Due leader africani del passato sono ben conosciuti dai giovani immigrati e in parte anche da noi. Sankara e Lumumba. Due leader molto amati, uccisi a meno di 40 anni. Due morti che hanno segnato la vita africana. Thomas Sankara (il Che Guevara africano) è stato presidente del Burkina Faso (1983 – 87). Antimperialista, astro nascente del panafricanismo. Integerrimo, rinunciò a ogni privilegio, alla sua morte lasciò solo una chitarra e la casa dove era nato e viveva. Finalmente nel 2022 il processo agli esecutori e ufficiali golpisti. Tra i mandanti, Francia, Usa e poi i paesi confinanti (Costa d’Avorio, Liberia, Libia, Togo. La sua azione risultava contagiosa nei paesi limitrofi. Compreso il rifiuto di pagare il debito estero dell’epoca coloniale e la critica al sistema economico internazionale. A San Severo, in Capitanata, c’è “casa Sankara“, un luogo di accoglienza degli immigrati e ad essa sono collegate varie iniziative, come Ghetto Out, un’organizzazione per dare una alternativa allo sfruttamento.

La morte di Patrice Lumumba racconta il dramma della decolonizzazione e degli ostacoli posti allo sviluppo africano. Fu ucciso il 17 gennaio 1961 nel Katanga, la regione mineraria ancor oggi ambita e saccheggiata da gruppi stranieri. Il Belgio ritirò i suoi funzionari, diecimila persone che erano indispensabili per governare e amministrare. Il Belgio lo sapeva e lo sapeva Lumumba. Nel Congo c’erano poche decine di laureati. Chiese aiuti, non li ottenne. Nella sua morte sono coinvolti tutti: Casa Bianca, Onu, Cia, Belgio, i separatisti del Katanga. La sua uccisione diede vita a una feroce guerra civile nel Congo (che continua) e bloccò la speranza di una via africana all’autonomia. Ora il tribunale di Bruxelles incrimina Etienne Davignon di 93 anni, negli anni ’60 giovane agente belga, e successivamente alto esponente della UE e commissario straordinario. Il processo è iniziato a marzo di questo anno. Sono passati 65 anni! L’Europa fatica a fare i conti con il proprio passato.

Sankara e Lumumba, due figure ammirate e studiate dai giovani africani. Noi non sappiamo nulla degli immigrati. Non conosciamo le loro idee, i loro studi, le loro aspirazioni. Essi però conoscono la loro storia e un po’ anche la nostra. Una decina di anni fa un nutrito gruppo di Eritrei marciarono da Borgo Mezzanone verso Foggia (Prefettura), chiedevano aiuto e sostegno, un risarcimento perché erano stati colonizzati dagli italiani.

A cura di Paolo Cascavilla su futuriparalleli.it.

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