MANFREDONIA – A pochi giorni dalla tragedia che ha sconvolto la città, continuano ad arrivare messaggi di affetto e vicinanza in memoria di Antonio, il ragazzo di 14 anni deceduto in seguito a un tragico incidente stradale. Tra le testimonianze più toccanti c’è quella pubblicata sui social da Alessandro Manzella, che ha voluto ricordare il giovane con parole cariche di amore e nostalgia.
«Oggi non ci sono parole da festeggiare, ma solo lacrime che parlano d’amore», scrive Manzella in un messaggio che ha suscitato profonda commozione tra amici, parenti e cittadini.
Nel lungo post emerge il dolore per una perdita che ha lasciato un segno profondo nella comunità. «Il tuo nome torna a bussare ai nostri cuori e ci ricorda che da quando te ne sei andato nulla è rimasto uguale. Pensavamo di sapere quanto fossi importante per noi, ma è stata la tua assenza a mostrarci l’immensità della tua presenza».
Parole che descrivono Antonio come un ragazzo capace di trasmettere gioia e serenità a chiunque lo incontrasse. «Eri sorriso, eri allegria, eri vita. Eri quella luce capace di illuminare ogni giorno e di rendere speciale ogni momento», prosegue il messaggio.
Il ricordo si sofferma anche sul vuoto lasciato dalla sua scomparsa e sull’eredità affettiva che continua a vivere nelle persone che gli hanno voluto bene. «Da quando sei volato via, anche il silenzio è cambiato. Ci hai insegnato, in un tempo troppo breve, quanto possa essere immenso l’amore».
Particolarmente intensa la conclusione della dedica: «Antonio, piccoletto nostro, continuerai a vivere nei nostri occhi quando una lacrima scenderà silenziosa, nei nostri sorrisi quando un ricordo tornerà a farci compagnia, e nei nostri cuori, dove il tuo posto resterà per sempre».
Il messaggio di Alessandro Manzella si aggiunge ai numerosi attestati di vicinanza ricevuti dalle famiglie Manzella e Senisi, che nei giorni scorsi hanno pubblicamente ringraziato quanti hanno manifestato affetto e sostegno dopo la scomparsa del giovane Antonio. Un dolore condiviso dall’intera comunità di Manfredonia, che continua a stringersi attorno ai familiari nel ricordo di una vita spezzata troppo presto.




(Non pubblicabile, questioni private, comprendeteci. In segno di rispetto per il ragazzo, ndr)
Domenica scorsa ero al lavoro nel mio piccolo orto in prossimità del cavalcavia, ho trascorso li quasi l’intera mattinata e più passava il tempo più mi rendevo conto dell’innaturale silenzio che mi circondava, abituato com’ero ad ascoltare, durante la permanenza in quella zona, suoni di motori che scorrazzavano sul cavalcavia e, quando mi capitava di alzare lo sguardo, di vedere che spesso i comportamenti di chi li guidava non erano molto rassicuranti, spesso erano giovani…giovanissimi.
Qualche domanda me la faccio, ve la faccio, dove eravamo noi adulti? Stiamo riflettendo in modo profondo sulle nostre responsablitità? Era proprio impossibile prevedere che prima o poi una tragedia del genere sarebbe potuta capitare?
Forse non li conosco i due ragazzi, forse li conosco, ma non ha importanza, la tragedia ha investito l’intera comunità, mi unisco al dolore che ha colpito le due famiglie e avrei piacere, se fosse possibile, a continuare a sentire il rumore dei motori pur di sapere che Antonio è ancora tra noi.