Si avvia alla conclusione definitiva la lunga vicenda giudiziaria di Nicole Minetti. Davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano, in un’udienza durata appena pochi minuti e svolta a porte chiuse, Procura e difesa hanno concordato su un punto: non resta più nulla da decidere, il procedimento può considerarsi chiuso. I giudici formalizzeranno la decisione nei prossimi giorni, ma si tratta di un passaggio considerato esclusivamente burocratico.
L’udienza avrebbe dovuto affrontare il tema dell’eventuale affidamento ai servizi sociali per scontare la condanna, ma nel frattempo è intervenuto un elemento decisivo: la grazia concessa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha di fatto azzerato la pena per ragioni personali e familiari.
Per effetto dell’atto di clemenza, l’ex consigliera regionale lombarda non sconterà la condanna di quasi quattro anni, legata alle vicende delle cene di Arcore e ai rimborsi spese contestati in Regione Lombardia. Il Tribunale, a questo punto, dovrà soltanto prendere atto del provvedimento già disposto dal Quirinale.
Negli ultimi giorni, però, il caso aveva registrato nuovi sviluppi dopo un’inchiesta pubblicata da Il Fatto Quotidiano, che aveva sollevato dubbi sulla correttezza della procedura di concessione della grazia. La Procura Generale di Milano ha effettuato ulteriori verifiche, confermando la piena regolarità dell’iter, mentre anche il Quirinale ha ribadito la legittimità della decisione.
Resta tuttavia una condizione da rispettare: nei prossimi cinque anni Nicole Minetti non dovrà commettere alcun reato. Solo al termine di questo periodo, in assenza di nuovi problemi giudiziari, la condanna potrà essere definitivamente eliminata dagli archivi giudiziari, chiudendo in modo definitivo ogni conseguenza penale della vicenda.
Lo riporta leggo.it.



