Edizione n° 6122

BALLON D'ESSAI

CIRCONCISO BIMBO // Neonato circonciso sul tavolo della cucina: lesioni durante l’intervento, denunciato un cardiologo
10 Luglio 2026 - ore  10:10

CALEMBOUR

ALESSANDRO LONGO // Bari, muore a 19 anni dopo lo schianto in moto: tragedia in via Camillo Rosalba
10 Luglio 2026 - ore  09:03

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

DROGA GARGANO Traffico di droga nel Gargano, Cassazione annulla la prescrizione per quattro imputati: nuovo esame a Bari

Il procedimento trae origine da un’indagine dei Carabinieri di Vico del Gargano che aveva portato alla luce, tra dicembre 2006 e maggio 2007, una vasta attività organizzata di spaccio di sostanze stupefacenti

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
13 Giugno 2026
Cronaca // Manfredonia //

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro la sentenza con cui la Corte d’Appello di Bari aveva dichiarato prescritto il reato associativo contestato a Luca Gesualdo, nato a Foggia il 24 ottobre 1980, Antonietta Pedicillo, nata a San Severo il 13 marzo 1963, Vito Michele Disciglio, nato a San Giovanni Rotondo il 15 maggio 1982, e Antonio Zanzarelli, nato a San Giovanni Rotondo il 24 settembre 1982.

Il procedimento trae origine da un’indagine dei Carabinieri di Vico del Gargano che aveva portato alla luce, tra dicembre 2006 e maggio 2007, una vasta attività organizzata di spaccio di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina, guidata da Santo Giovanni Paduanello e Matteo Paduanello, con ramificazioni in diverse località del Gargano.

Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale di Foggia nella sentenza del 10 luglio 2017, Antonietta Pedicillo svolgeva il ruolo di cassiera dell’organizzazione, Antonio Zanzarelli e Vito Michele Disciglio quello di acquirenti e spacciatori al dettaglio nei rispettivi comuni di residenza, mentre Luca Gesualdo era ritenuto un abituale fornitore dei vertici del sodalizio.

La Corte d’Appello di Bari aveva successivamente riqualificato il fatto come associazione finalizzata alla commissione di fatti di lieve entità ai sensi dell’articolo 74, comma 6, del Testo unico sugli stupefacenti, dichiarando quindi il reato estinto per prescrizione. I giudici avevano ritenuto che le indagini non avessero consentito di ricostruire con precisione né i quantitativi né, in alcuni casi, la qualità delle sostanze trattate.

Contro tale decisione ha presentato ricorso il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Bari, sostenendo che il giudice di secondo grado aveva trascurato elementi decisivi già valorizzati dal Tribunale: l’ampiezza territoriale dell’organizzazione, la presenza di due basi logistiche, il numero consistente degli associati, la differente tipologia delle sostanze trattate e l’esistenza di una cassa comune. Inoltre, uno dei sequestri eseguiti aveva riguardato un chilogrammo di hashish.

La Quarta Sezione Penale della Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. I giudici hanno ricordato che, quando una sentenza di condanna viene riformata in senso favorevole all’imputato, il giudice d’appello deve fornire una motivazione particolarmente rigorosa e confrontarsi in maniera puntuale con le argomentazioni della decisione di primo grado.

Secondo la Suprema Corte, il Tribunale aveva escluso in modo specifico che il sodalizio potesse essere qualificato come associazione destinata a commettere esclusivamente fatti di lieve entità, evidenziando l’estensione dell’attività tra Cagnano Varano, Foce Varano e le aree limitrofe, la struttura organizzata del gruppo, la presenza di più basi operative e la gestione di diverse sostanze stupefacenti, tra cui eroina, cocaina e hashish.

La Cassazione ha inoltre richiamato il consolidato orientamento secondo cui l’associazione prevista dall’articolo 74, comma 6, del Dpr 309/1990 è configurabile soltanto quando i partecipanti abbiano programmato esclusivamente fatti di lieve entità e abbiano operato con modalità incompatibili con traffici di maggiore gravità.

Per queste ragioni la Suprema Corte ha annullato la decisione impugnata, disponendo un nuovo esame davanti alla Corte d’Appello di Bari.

Lascia un commento

"Non importa quanto vai piano, l'importante è non fermarsi." — Confucio

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO