Editoriali

Concessione AIA all’Ilva. Io non capisco


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Ilva Taranto (fonte image: peacelink.it)

Taranto – NON capisco se la concessione dell’AIA all’ILVA sia già operativa o si debba prima verificare che l’ILVA attui ciò che l’AIA medesima presuppone in tema di emissioni tossiche e in generale di inquinamento; in definitiva se siano stati attivati quei paletti per cui le istituzioni hanno gioito. Non capisco se qualcuno in questi giorni controlli le emissioni considerato che da tempo, ogni mattina Taranto è cristallizzata in una spessa nuvola marrone, ben visibile ad occhio nudo per il sereno circostante, che si dipana da Crispiano-Statte, per tutta estensione cittadina, fino ai paesi verso sud-est. Io sostengo che quella nube inquietante è piena di polveri sottili, benzopirene e quant’altro e che contenga un massiccio numero di inquinanti, sostanze tossiche, come non vi sono dubbi che esca dall’ILVA, dal famigerato E312, perché li sotto è più densa, fin quasi a nascondere parte dell’ILVA medesima.

Non comprendo se il semplice fatto di aver concesso, a parole l’AIA sia il motivo per cui la nuvola faccia parte di un contesto ormai quotidiano e se con le sue fumate consistenti l’ILVA sottolinei che: ‘l’ha avuta vinta!’… e se ne frega della nostra disapprovazione, del nostro parlare. La nuvola è lì tutte le mattine per noi che non gioiamo, come fanno molti, che ci accusano di “non comprendere quanto sia più importante il profitto degli altri a scapito della nostra salute”. Fatto sta che un plauso all’aia è giunto in questi giorni dal sindacalista Angeletti in visita presso gli stabilimenti ILVA, che ha detto che l’ILVA è la più grande acciaieria di Europa e tale deve restare, incrementando la produzione, perché ciò fa tanto bene all’Italia in termini di PIL e all’occupazione, ovviamente. Bene le opinioni di Angeletti in termini di lavoro ma il suo silenzio su malattie passate, presenti e future lascia basiti! Non una parola sul tipo di economia ed occupazione che avrebbe avuto Taranto e provincia senza l’ILVA, del resto Angeletti presiede il sindacato dei lavoratori e non di chi il lavoro non ce l’ha, o di chi non potrà insediare territorio ionico attività che poco si conciliano con l’inquinamento determinato dal polo industriale, eppure tali diverse attività produttive sono innumerevoli!

Io non capisco come si possa dire che l’incremento di produzione dell’acciaio o il raddoppio di produzione delle energie da petrolio o similari siano il toccasana economico per Taranto quando di contro abbiamo: turismo pressoché assente, economia del mare ridotta al lumicino, economia agricola e zootecnica senza possibilità di sviluppo etc. Nell’insieme ciò che è più grave è l’assenza di cultura creativa, propositiva, innovativa rispetto alla monotematica cultura industriale, tanto elogiata durante la visita sindacale.

Non comprendo come chi ha responsabilità gestionali amministrative nei confronti di una popolazione martoriata dal punto di vista sanitario che vive in un ambiente che oggi viene riconosciuto come: ‘ufficialmente inquinato’, non si ponga minimamente il quesito: ‘se sia possibile creare alternative di lavoro a chi il lavoro ce l’ha nel contesto industriale’ e contemporaneamente: ‘se sia possibile pensare che l’economia inquinante possa terminare definitivamente con la creazione di alternative economiche e di lavoro’.

Capisco che le alternative economiche e produttive rispetto ad un sistema lavorativo consolidato sono difficili, faticose, da concepire. Capisco che risulta complesso attuare progetti di una certa portata ma fattibili da parte di chi amministra: e allora perché non provarci? Facendo tutti quadrato attorno all’idea dell’alternativa? Reputo doveroso farlo! Capisco che attorno ad un’ economia stabilizzata si creano attività e interessi che impediscono, ostacolano i cambiamenti, ragione per cui risulta più semplice sfruttare quel canale economico consolidato esistente; come le stesse dichiarazioni sindacali sembrano avvalorare. Ciò che capisco più di ogni cosa è che quest’ area geografica in cui Taranto è capoluogo ha necessità di un riscatto che potrà scaturire solo dalla volontà del popolo e dalle scelte che esprimerà nel prossimo futuro.

I cittadini dell’area ionica faranno bene a promuove, per ottenere il predetto ‘affrancamento’, come rappresentanti politico-amministrativi coloro che metteranno al primo punto del programma di governo: la totale chiusura del polo industriale immediatamente dopo aver creato le alternative economiche, perché altrimenti non vi potrà mai essere sviluppo economico per tutti coloro che avranno l’ardire di resistere sul territorio tarantino e della sua provincia; ma su questo ci sarà molto da discutere”. comunicato

* Patrizio Mazza è consigliere regionale dell’Italia dei Valori

Concessione AIA all’Ilva. Io non capisco ultima modifica: 2011-07-13T11:05:23+00:00 da Redazione



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