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BARI CLAN Bari, videogiochi e scommesse per riciclare denaro dei clan: sequestri per oltre 60 milioni di euro

Gli indagati avrebbero dato vita a una vera e propria “impresa mafiosa”, utilizzando società attive nel comparto del gioco

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
13 Luglio 2026
Bari // Cronaca //

Un presunto sistema di riciclaggio di denaro attraverso il settore dei videogiochi, delle videolottery e delle scommesse è stato scoperto dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari. I militari hanno eseguito 23 misure cautelari personali nei confronti di altrettante persone residenti nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Roma, disponendo inoltre sequestri di beni per un valore complessivo superiore ai 60 milioni di euro.

Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero dato vita a una vera e propria “impresa mafiosa”, utilizzando società attive nel comparto del gioco e dell’intrattenimento come strumento per ripulire i proventi delle attività illecite dei clan.

L’indagine, coordinata dal procuratore di Bari Roberto Rossi e dal pubblico ministero Lanfranco Marazia, coinvolge oltre 100 persone indagate e avrebbe fatto emergere un presunto meccanismo in cui il settore delle scommesse e delle sale giochi rappresentava una copertura per il reinvestimento di capitali di provenienza criminale.

I provvedimenti di sequestro hanno interessato diverse società operanti nel settore, tra cui Millionaire srl, che gestisce sale giochi a Bari, Barletta, Casamassima, Trani e Monopoli, oltre a Snooker Bowling, Income Management e Target Work, società collegate alla gestione di sale Vlt e altri punti di intrattenimento tra Bari, Gioia del Colle e Casamassima.

Nelle quasi 2.000 pagine dell’ordinanza cautelare viene ricostruito il presunto sistema attraverso cui le videolottery e le scommesse sarebbero state utilizzate per trasformare denaro illecito in somme apparentemente legittime. Secondo gli investigatori, i ticket vincenti delle videolottery, anche per importi di migliaia di euro, sarebbero stati intestati a persone considerate vicine ai gruppi criminali, così da poterli utilizzare come giustificazione formale di patrimoni di origine illecita.

L’inchiesta ipotizza il coinvolgimento dei clan baresi Parisi e Strisciuglio, oltre al gruppo Velluto, con l’accusa di riciclaggio aggravato dall’agevolazione di organizzazioni mafiose. Il denaro da ripulire, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe derivato principalmente dai proventi dello spaccio di sostanze stupefacenti.

I fatti contestati riguardano un periodo compreso tra dicembre 2012 e novembre 2019. Già nel luglio 2020 la Direzione distrettuale antimafia aveva disposto perquisizioni nelle sedi delle società coinvolte nell’indagine.

Tra le persone interessate dal procedimento figurano anche Alessandro, Massimiliano e Antonio Snidar, appartenenti a una famiglia già emersa in passato nelle indagini sul gioco clandestino nel territorio barese.

Lo riporta antennasud.com.

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