È il giorno dell’interrogatorio di garanzia per Sami Khemaies, il 39enne di origine tunisina accusato di aver ucciso a coltellate la moglie Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola, nella loro abitazione di via Bramante a Loreto.
Questa mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari Carlo Cimini, l’uomo potrà fornire la propria versione dei fatti e spiegare cosa sia accaduto nell’abitazione dopo la discussione avuta con la moglie. L’udienza di convalida è fissata alle 9.15 e si svolgerà con il 39enne collegato in videoconferenza dal carcere di Montacuto, dove si trova da quattro giorni in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dall’uso di un’arma.
Difeso dall’avvocato Simone Matraxia, Khemaies avrebbe già manifestato la volontà di collaborare con gli investigatori per chiarire la dinamica dell’omicidio e il contesto nel quale è maturata la tragedia. Per questo motivo non dovrebbe scegliere la strada del silenzio.
Uno degli aspetti centrali dell’interrogatorio sarà legato al numero dei fendenti inferti alla moglie con un coltello da cucina, un elemento che potrebbe incidere sulla valutazione della gravità del fatto. Secondo la versione fornita dal 39enne, sarebbe stata Luigia a impugnare per prima il coltello durante la discussione.
Il litigio, secondo quanto ricostruito finora, sarebbe nato dopo un episodio avvenuto al centro estivo frequentato dal figlio della coppia. L’uomo avrebbe avuto una reazione nei confronti degli educatori dopo che il bambino sarebbe stato insultato da alcuni compagni. La coppia, inoltre, avrebbe già avuto tensioni nei giorni precedenti.
La Procura, al momento, non contesta l’ipotesi di femminicidio, ma gli elementi raccolti, compresa la modalità dell’aggressione, saranno valutati nel corso delle indagini.
Domani è previsto l’esame autoptico sulla salma della 33enne, affidato al medico legale Angelo Montana. Al momento non risultano nominati consulenti di parte né dalla difesa dell’indagato né dai familiari della vittima.
Dopo il completamento degli accertamenti e la restituzione della salma ai parenti sarà possibile fissare i funerali. Successivamente dovrebbe essere organizzata una fiaccolata in memoria di Luigia Fortunato, con partenza dall’abitazione di via Bramante e arrivo in basilica.
L’appartamento dove è avvenuto il delitto resta sotto sequestro, così come il coltello utilizzato per l’aggressione. L’arma è stata lasciata nell’abitazione dal 39enne prima di allontanarsi e recarsi alla stazione dei carabinieri di Loreto, dove si è costituito confessando l’omicidio.
Durante il tragitto, Khemaies avrebbe anche risposto al messaggio della madre della moglie, che chiedeva notizie della figlia dopo non essere riuscita a contattarla. La risposta ricevuta è stata una sola frase: «L’ho uccisa».
Lo riporta corriereadriatico.it.



