MANFREDONIA – C’è un’immagine che più di ogni altra racconta il legame tra Lucio Dalla e Manfredonia. È l’estate del 1977, all’Hotel Gargano, sul viale Miramare. Nel pomeriggio inoltrato, Lucio Dalla e Francesco De Gregori chiacchierano davanti al mare, immersi nella tranquillità della città che il cantautore bolognese aveva imparato ad amare.
Ma tra i ricordi più vivi di quei giorni non ci sono soltanto la musica, le passeggiate e le amicizie. Ce n’è uno semplice e autentico: una pagnotta di pane appena sfornata, acquistata nel cuore della notte.
Era quasi un rito. Verso le tre del mattino, Dalla attendeva con impazienza l’uscita del pane dal forno. Ne amava il profumo intenso, il calore, la crosta fragrante e la mollica morbida. Per lui quel gesto rappresentava molto più di un semplice acquisto: era un ritorno all’infanzia, ai ricordi della sua permanenza in via Gaetano Palatella, quando da ragazzo aveva vissuto per un periodo a Manfredonia.
Guardava affascinato il forno acceso, il legno che ardeva, la cenere e il fumo che accompagnavano la cottura. Osservava con attenzione il momento in cui la pagnotta veniva estratta, ancora fumante, e tagliata a metà. In quel profumo ritrovava emozioni profonde e un senso di familiarità che lo riportava ai ricordi più cari della sua vita.
Sebbene fosse nato e cresciuto a Bologna, Manfredonia occupava un posto speciale nel suo cuore. Non a caso la città gli ha conferito la cittadinanza onoraria, riconoscendo il forte legame costruito negli anni con il territorio e con la sua gente.
In quegli stessi anni Dalla frequentava anche lo scrittore veneto Ferruccio Gemmellaro, che viveva a Manfredonia proprio in via Gaetano Palatella, una delle strade più antiche della città, dedicata a un noto sindaco sipontino.
Sono piccoli frammenti di memoria che restituiscono il volto più umano di Lucio Dalla: quello di un artista capace di emozionarsi davanti alle cose semplici, come il profumo del pane appena sfornato o una serata trascorsa con gli amici sul mare di Manfredonia. Ricordi che, a quasi cinquant’anni di distanza, continuano a raccontare il profondo affetto che il grande cantautore nutriva per questa città.




Ma quale pane e pane… Il grande cuoco, Fanill, lo deliziava a bbott d pisc..
Amava passeggiare di pomeriggio per il corso. Spesso lo vedevo al rientro dal mare. Si fermava a mangiare dallo Scellerato in via Palatella. Io sono nata e cresciuta in quella strada, poco più avanti al ristorante. Veniva anche al negozio di mio padre che stava al corso. Lucio era uno di noi 💟
Adesso al posto dell’albergo, c’è un bel ecomostro bloccato vista mare!
Complimenti vivissimi a tutti!!
RISTORANTE DA PASTORE
*Stefano Ciuffreda, in arte “Fanill”, primo chef Hotel Gargano*