Un vecchio rullino fotografico ritrovato tra le rocce della Gola di Frasassi, nelle Marche, ha permesso di riportare alla luce una storia rimasta nascosta per quasi quarant’anni. Le immagini recuperate dalla pellicola hanno infatti consentito a una donna di riconoscere il marito scomparso nel 1999.
A trovare il rullino è stato il geologo e climber Lorenzo Rossetti, che si è imbattuto nella pellicola durante un’uscita in montagna. Il regista fabrianese Paolo Bacchi, incuriosito dal ritrovamento e legato alla zona per un precedente documentario realizzato negli stessi luoghi, ha deciso di recuperare il materiale e affidarlo a un laboratorio specializzato nello sviluppo di vecchie diapositive.
Nonostante il lungo periodo trascorso e i danni provocati dagli agenti atmosferici, dalla pellicola sono emerse numerose fotografie: immagini di arrampicate, esercitazioni del Soccorso Alpino con l’elicottero e momenti di vita vissuti da gruppi di amici e compagni di cordata.
Per riuscire a identificare le persone ritratte negli scatti, Bacchi ha pubblicato un video sui social network, utilizzando anche strumenti di intelligenza artificiale per ricostruire e valorizzare i volti presenti nelle fotografie. L’appello ha avuto una diffusione straordinaria, raggiungendo oltre 3,5 milioni di visualizzazioni e coinvolgendo migliaia di utenti.
La svolta è arrivata quando Renata Nardinocchi ha riconosciuto una delle persone fotografate: era suo marito Tiziano Cantalamessa, morto 27 anni fa.
«Quello era mio marito», ha scritto la donna nel messaggio inviato al regista, spiegando di aver riconosciuto anche altri alpinisti presenti nelle immagini, tra cui Franchino Franceschi e Franco Farina. Nardinocchi ha inoltre espresso gratitudine per aver riportato alla memoria quei momenti e quei volti rimasti dimenticati nel tempo.
Le fotografie risalgono al 1986 e appartenevano proprio a Tiziano Cantalamessa, guida alpina, ex presidente del Soccorso Alpino e figura di riferimento per l’alpinismo dell’Italia centrale. Considerato da molti una personalità di grande rilievo nel mondo della montagna, era stato soprannominato il “Bonatti del Centro-Sud” per le sue imprese e il suo impegno.
Scomparso nel 1999, Cantalamessa è ancora oggi ricordato dalla comunità degli alpinisti per il suo contributo alla cultura della montagna.
Il ritrovamento del rullino e la successiva mobilitazione sui social hanno così restituito alla famiglia e agli appassionati di alpinismo un prezioso frammento di memoria collettiva, riportando alla luce immagini e storie rimaste custodite per decenni.
Lo riporta leggo.it.



