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TURISMO GARGANO Antonella Silvestri: turismo a doppia velocità, da Bari a Lecce si investe, “ma il Gargano è isolato”

Molti campeggi e hotel che hanno avviato l’atti­vità negli anni Ottanta e che passando di generazione an­drebbero rimodernati

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
13 Agosto 2026
Cronaca // Gargano //

Un turismo a due veloci­tà. Non tanto per l’impatto numerico, che aumenta e di­minuisce a seconda delle sta­gioni, ma per le prospettive. Ecco che da un lato la Puglia dell’alta qualità (o comunque degli standard più elevati) schiera l’appeal del tratto di costa tra Polignano a Mare e Ostuni (con tappe obbligate a Monopoli e Savelletri), della Valle d’ltria e del Salento. Dal­l’altro la bellezza del Gargano che, tuttavia, ha caratteristi­che da inquadrare: uno scena­rio paesaggistico da favola che purtroppo deve fare i con­ti con la palla al piede della mobilità. Fattori che ne limi­tano la crescita e la presenza dei grandi investitori di setto­re. «Va fatta una distinzione tra Vieste e le altre località – afferma Antonella Silvestri di Confindustria turismo – per­ché i numeri registrati da tale località balneare sono impor­tanti: nel 2025 parliamo di ol­tre 2,1 milioni di presenze. Ma dal punto di vista delle pro­spettive il fattore mobilità si fa sentire».

I primi dati del Dms Puglia, il sistema di rilevamento dei flussi, indicano che nei primi sei mesi del 2026 arrivi e pre­senze sono in diminuzione (-7,5% nelle località costiere secondo Assoturismo Capita­nata). «Certamente la capaci­tà ridotta della spesa delle fa­miglie italiane – prosegue Sil­vestri – crea un rallentamento del giro d’affari. Tuttavia il da­to va analizzato e per le strut­ture che spingono su un turi­smo esperienziale la tendenza va in direzione opposta. Là palla al piede? È inutile girare intorno alla questione. Il Gar­gano è meraviglioso, ma sen­za un sistema di mobilità effi­ciente l’unica risorsa per rag­giungere la costa è l’automobile. Significa non sfruttare la leva dei collegamenti pubblici perché dall’aeroporto o dalla stazione ferroviaria di Foggia ci vogliono due ore e mezza per arrivare a Vieste. Per non parlare dei collegamenti con Manfredonia o con le località del Subappennino Dauno».

Qui non si parla delle cate­ne del lusso (come Four seasons, Mandarin o Marriott), ma di un’offerta che si ricali­bra in B&B, affittacamere e ca­se vacanza. Molti campeggi e hotel che hanno avviato l’atti­vità negli anni Ottanta e che passando di generazione an­drebbero rimodernati su standard da 4 a 5 stelle con servizi. «Molti non lo fanno – conclude Silvestri – proprio per la difficoltà di attrarre vi­sitatori l’elite. D’altronde la Valle d’ltria può contare su due aeroporti, Bari e Brindisi, con centinaia di rotte verso l’este­ro. Sa come ci si attrezza? L’opzione è acquistare un van e offrire il servizio navetta, spesso gratuito, con gli scali pugliesi. Perché dall’aeroporto di Foggia arriva ben poco».

Differente è il quadro del­l’area barese. L’attenzione ver­so una ricettività di qualità e di alta gamma rappresenta un’evoluzione coerente con le scelte effettuate negli scorsi anni. «I riscontri delle nostre imprese associate sono inco­raggianti – commenta Massi­mo Salomone, presidente della sezione Turismo di Con­findustria Bari-Bat – soprat­tutto sul mercato internazio­nale. Bari sta consolidando il proprio molo di destinazione urbana, sostenuta da aeropor­to, porto, eventi e dalla cresci­ta del comparto del congres­suale. Monopoli esprime una vocazione complementare, nella quale ricettività di quali­tà, costa, masserie, enogastronomia, wedding ed espe­rienze compongono un’offer­ta fortemente identitaria. Nel­la Bat, invece, alla ricettività qualificata si affiancano be­nessere e turismo termale».

C’è la corsa ad aprire nuove strutture ricettive lavorando sui permessi già esistenti ma da attualizzare (come il caso di Four Seasons a Ostuni) o sfruttando la velocizzazione dell’opzione Zes. «Sui numeri dell’alta gamma – termina Sa­lomone – ritengo corretto at­tendere il consolidamento dei dati 2026. È però evidente una domanda che non ricerca semplicemente il lusso, ma servizi di livello, autenticità e qualità complessiva dell’espe­rienza».

In Salento la partita turisti­ca è legata all’aumento dell’of­ferta d’accoglienza. Un para­metro su tutti. Il registro delle strutture gestito dalla Regio­ne spiega che quasi la metà degli operatori è in provincia di Lecce: 29.235 realtà su 66.898 censite. Un numero pari alla sommatoria delle strutture delle province di Ba­ri (14.897), Brindisi (8.616) e Taranto (6.328). Nelle retrovie ci sono la provincia di Foggia (4.917) e la Bat (2.905).

Lo riporta corrieredelmezzogiono

1 commento su "Antonella Silvestri: turismo a doppia velocità, da Bari a Lecce si investe, “ma il Gargano è isolato”"

  1. Il turismo lo fanno le navi e gli aeroporti. Se la provincia di Foggia ha un porto di merda p bbell vdì…) ed un aeroporto di uguale merda (aeroporto sulla carta…), la colpa non è dei baresi o dei salentini ma di chi amministra i territori, parlamentari inclusi.

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