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Vendola: “La Puglia vende l’energia al Nord e il Governo ci impone il nucleare”

AUTORE:
Agostino del Vecchio
PUBBLICATO IL:
13 Settembre 2010
Regione-Territorio //

Smaltimento scorie nucleari (fonte image: ecoo.it)
Bari – “PENSO che Bossi dovrebbe ringraziare la Puglia. Consumiamo il 13% dell’energia che produciamo e dunque gli regaliamo l’87% della produzione energetica pugliese.” Lo ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, sul palco di Atreju 2010 a Roma, in un dibattito insieme con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sul ritorno al nucleare in Italia. “A causa della militarizzazione del territorio le centrali nucleari sono spontaneamente contro la democrazia. Io sono molto incazzato perché il mio territorio è in pole position per ospitare una centrale, e io sono ridotto a una buca delle lettere non potendomi opporre”.

LA REGIONE IMPUGNA LA SENTENZA CONTRO IL NUCLEARE – Oggi, lunedì 13 settembre, la Regione Puglia ha avviato la procedura per impugnare la legge n. 129 del 13 agosto 2010 nella parte in cui prevede un meccanismo di intesa con le Regioni interessate dagli insediamenti nucleari che appare eludere non solo il diritto degli enti territoriali all’autodeterminazione nelle scelte strategiche per il proprio territorio ma anche il giudicato della Corte Costituzionale che, in una recente sentenza, ha ribadito “la necessità di una piena condivisione con i territori interessati all’individuazione di eventuali siti”. Le Regioni chiedevano un”intesa forte” mentre il Governo, con un colpo di spugna, ha previsto un meccanismo per arrogarsi da solo la decisione di installare nuove centrali nucleari, anche nel territorio pugliese.

OTTO CENTRALI NUCLEARI PER IL 2019 – Benchè il Ministro Prestigiacomo abbia ribadito che “non lo potremo mai fare senza il consenso del territorio” sono previste nei piani del Governo italiano la costruzione di ben otto centrali nucleari entro il 2019. A renderlo noto è stata la stessa Prestigiacomo, in collaborazione con il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia, in occasione dell’incontro di 24 ministri dell’ambiente negli Stati Uniti, a Washington, con il segretario americano dell’Energia, Steven Chu, nell’ambito del forum sull’Energia Pulita.

INCENTIVI PRO CONSENSO – L’aspetto interessante della vicenda è che, ufficialmente, non si sappia ancora di quali Regioni si stia parlando, dato che oltre la metà ha già presentato ricorso contro questa presa di posizione del Governo mentre, l’altra metà, sostiene di non avere le caratteristiche adeguate per la costruzione di impianto nucleare, né, tanto meno, per lo smaltimento delle scorie. Tuttavia accordi in tal senso sono già stati avviati dal Governo tra Enel e la francese EDF per centrali Epr da 1.600 megawatt, la cui costruzione dovrebbe partire già tra 2 anni. Il consenso da parte del territorio pugliese potrebbe arrivare soprattutto grazie agli incentivi per i Comuni ospitanti, sconti sulla bolletta (30% di meno), uniti alla promessa di posti di lavoro in aree fortemente in crisi come quelle del Mezzogiorno.

EOLICO +35% – L’energia prodotta in Italia nel 2009 da fonte eolica è pari a 6.543 GWh, in crescita del 35% rispetto all’anno precedente. In Puglia e in Sicilia si concentra buona parte della potenza installata (circa il 47% del totale). Alla fine dello stesso anno risultano installati 4.898 MW per un totale di 294 impianti. I dati sono contenuti nel volume L’Eolico – Rapporto statistico 2009 pubblicato dal Gestore dei Servizi Energetici – GSE e disponibile sul sito internet www.gse.it. Energie che dovrebbero, tecnicamente, contribuire a ridurre la nostra dipendenza dal petrolio e allontanare lo spettro del nucleare.

“LE RINNOVABILI COSTANO TROPPO” – Di parere totalmente differente il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo. “Tutti i maggiori Paesi europei – sostiene- hanno rinnovato l’investimento sul nucleare: un’energia sicura, pulita e di cui l’Italia non può fare a meno. Anche perché le fonti alternative non sono ancora davvero alternative: costano troppo e senza il contributo pubblico nessuno vi investirebbe. Pertanto è necessario un mix energetico che preveda quote di produzione da fonti diverse, una delle quali il nucleare.”

500 MLN PER LE IMPRESE DEL SUD – Altri 500 milioni di euro da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sono stati stanziati lo scorso 11 settembre a favore delle imprese del Mezzogiorno che effettueranno investimenti produttivi innovativi, per la ricerca e le energie rinnovabili. Il Ministro dello Sviluppo Economico ha, infatti, firmato tre nuovi specifici decreti destinati alle aziende di Sicilia, Campania, Puglia e Calabria, nel quadro dell’intesa programmatica siglata con queste ultime, in attuazione della programmazione europea. Silvio Berlusconi, ha sottoscritto i tre nuovi bandi a favore di imprese piccole, medie e grandi che investiranno nella green economy.

114 MLN PER I COMUNI “VERDI” – Nuovi fondi arrivano, inoltre, dall’Unione europea e sono riservati a tutte quelle autorità municipali, provinciali o regionali e strutture private impegnate sul fronte ambientale. A deciderlo la Commissione per l’industria, ricerca ed energia (Itre). Le risorse sono ricavate dai fondi non spesi nel programma energetico europeo per la ripresa del 2009, ammontano a circa 114 milioni di euro. Saranno destinati a progetti ecosostenibili che creeranno a loro volta posti di lavori: trasporto pubblico più ecologico, progetti urbani a basso impatto ambientale, illuminazione stradale alimentata da fonti di energia rinnovabili, contatori intelligenti e così via. Finanziare l’efficienza energetica e progetti di energia rinnovabile contribuisce a conseguire gli obiettivi dell’Unione europea di produrre il 20% dell’energia da fonti rinnovabili e la riduzione del consumo totale di energia del 20% entro il 2020.

CONCLUSIONI – L’enorme mole di energia derivante dalle rinnovabili del territorio pugliese, prodotta spesso attraverso società del Nord Italia, finisce per 87% nello stesso Nord industrializzato che ha maggiori necessità energetiche e, di conseguenza, maggiore bisogno di centrali atomiche, rispetto alla Puglia che basa una fetta consistente del propria economia sul turismo e per la quale il nucleare sarebbe un vero e proprio disastro. “Oggi il ministro Tremonti, e anche il ministro Fitto in tono minore – ha sottolineato oggi Vendola alla Fiera del Levante di Bari- ci rappresentano la necessità di ricolonizzare il Mezzogiorno di Italia attraverso una centralizzazione della spesa per il Sud. Per cui c’è un federalismo a metà”. Secondo Vendola, ”mentre al Nord si invoca il trasferimento dei ministeri nelle aree della cosiddetta Padania, il Sud diventa sostanzialmente commissariato. E questo è il segno di un odio antimeridionale che si traduce nella sottrazione costante delle risorse”.

2 commenti su "Vendola: “La Puglia vende l’energia al Nord e il Governo ci impone il nucleare”"

  1. In Francia funzionano oltre 50 centrali nucleari. Ve ne sono diverse anche in Svizzera, in Germania ecc.
    Solo i paraocchi comunisti di un Vendola, rifiutano il nucleare, che ,invece del fotovoltaico, occupa poco spazio e costa molto, molto, molto meno.L’odio antimeridionale di cui parla Vendola è frutto solo della sua mente bacata di sinistro fallito.

  2. ti consiglio di leggere e non guardare solo la televisione. se vuoi avere un interlocutore decente, parla con i tecnici del tema e non con i politici. qui i comunisti non c’entrano, ma perché c’è sempre la tendenza a metterli in mezzo?

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