Foggia

Regione, sciolte Comunità Montane. Province: le ipotesi


Di:

L'assessore pugliese Marida Dentamaro (STATO)

Bari – SI’ all’unanimità ma con una riserva, alle norme per il conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi al sistema delle autonomie locali, per dirla fuori dal burocratese la settima Commissione condivide la scelta del Governo di sciogliere le Comunità montane e distribuire il personale fra Comuni e Regione, più specificatamente all’Arif per quanto riguarda la Regione, ma deve attendere la formalizzazione del parere della ragioneria (già però incartato nei fatti dall’assessore Marida Dentamaro).

La Commissione ha sottolineato la necessità di vigilare perché siano tutelate le specifiche professionalità del personale in trasferimento all’Arif (Anna Nuzziello PpV), ma anche alla necessità che non vi sia personale “inutilmente trasferito” senza, di fatto, compiti specifici (Rocco Palese Pdl).

Per il consigliere del Pd Mario Loizzo, l’esperienza del lavoro dell’assessore Dentamaro è “unica” se paragonata ai dodici anni di sua esperienza regionale. “È la prima volta – ha detto – che viene presentato un provvedimento con tali esperienze cognitive, da tutti i punti di vista: dei numeri, dei costi e delle professionalità. L’Arif farà tesoro di queste nuove energie lavorative utilizzandole al meglio, riqualificandole, immaginando di poter intervenire preventivamente in tutti i settori di sua competenza, uno a caso la salvaguardia boschiva”.

La proposta di legge in tema di incompatibilità e conflitto di interessi proposta dal capogruppo del Pd Antonio Decaro e dal consigliere Sergio Blasi ha spaccato la Commissione in due: da una parte quelli che chiedono di procedere speditamente (Pd e Sel) e dall’altra coloro che chiedono un momento di riflessione, avanzando la necessità di ascoltare gli ordini professionali, procedere insomma come sempre alle audizioni di tutto il “mondo interessato”. In realtà per i consiglieri Antonio Decaro e Michele Losappio nel caso specifico, sarebbe bastato che gli ordini professionali avessero risposto alle sollecitazioni già fatte dalla Commissione. Non essendo arrivati i contributi di alcuno, si poteva tranquillamente procedere, anche perché è stato richiesto il consulto dell’assessore Dentamaro, che ha delle competenze specifiche su queste materie (bicamerale di “Dalemiana” memoria ndr).

“Lo stop concesso – hanno sottolineato Decaro e Losappio – sarà breve, per il tempo delle audizioni nella prossima seduta, dopo di che sarà improrogabile la discussione su questa proposta di legge che riteniamo fondamentale per la vita democratica della Regione, altrimenti, che si vada direttamente in aula”.


RIORDINO PROVINCE PUGLIESI.
L’assessore Marida Dentamaro ha informato la Commissione sullo stato dell’arte relativamente all’ipotesi di riordino delle province pugliesi in attuazione delle disposizioni previste dal governo centrale. “Alla luce delle disposizioni del governo Monti – ha detto l’assessore Dentamaro – il processo di riordino delle province pugliesi, inserito nel più generale contesto della razionalizzazione delle strutture della P.A. teso al risparmio della spesa pubblica, porta a definire una duplice ipotesi di assetto istituzionale”.

In particolare l’assessore ha sottolineato che ai sensi della normativa in vigore sono soppresse le province di Barletta-Andria-Trani, Brindisi e Taranto per mancanza dei requisiti minimi relativi alla dimensione territoriale e alla popolazione residente prescritti dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012. “La provincia di Bari sarà soppressa e sostituita dalla Città metropolitana, comprendente tutti i Comuni della stessa, a decorrere dall’1.1.2014 o dallo scioglimento degli organi, se precedente” – ha continuato Dentamaro.

Le ipotesi formulate dalla giunta regionale sono le seguenti :
1 ipotesi – I territori della provincia di Barletta-Andria-Trani vengono accorpati alla limitrofa provincia di Foggia, in quanto l’accorpamento all’altra provincia confinante, destinata a diventare Città metropolitana, viene escluso dalla citata deliberazione. I territori delle province di Brindisi e Taranto vengono accorpati nella provincia TA/BR.

2 ipotesi – I territori della provincia di Barletta-Andria-Trani vengono accorpati alla limitrofa provincia di Foggia, in quanto l’accorpamento all’altra provincia confinante, destinata a diventare Città metropolitana, viene escluso dalla citata deliberazione. I territori delle soppresse province di Taranto e Brindisi vengono accorpati alla provincia di Lecce.

Secondo l’assessore è importane assumere una decisione o come Cabina di regia (con Upi e Anci) o come Consiglio regionale, “perché in questo modo si evita la possibilità che il governo romano, dopo la scadenza del 24 ottobre, decida per suo conto e quindi di fatto imponga conclusioni calate dall’alto che possono non coincidere con i desideri e le aspirazioni del territorio”.

Il presidente della settima Commissione Giannicola De Leonardis ha comunicato ai consiglieri che nella prossima seduta vi saranno le audizioni sulla legge di incompatibilità, il parere che completa l’iter della legge di soppressione delle Comunità Montane oltre ad eventuali altri argomenti da definire.


Redazione Stato

Regione, sciolte Comunità Montane. Province: le ipotesi ultima modifica: 2012-09-13T15:08:21+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • Redazione

    “ACCORPATI A FOGGIA? QUELLO CHE NON VOLEVAMO”

    RACCATTARE NUOVI COMUNI DA PORTARE NELLA MORENTE BAT? L’ASSESSORE REGIONALE DENTAMARO SMENTISCE QUESTA POSSIBILITA’ E CI STA DANDO RAGIONE. CHI STA BARANDO? PERCHE’ NON SI DICE LA VERITA’ AL POPOLO?

    Mentre si susseguono riunioni e convention per raccattare altri comuni ai quali prospettare nuove, eventuali, ipotetiche ed illusionistiche opportunità di sviluppo in una realtà che, lo ribadiamo, esiste il più alto tasso di disoccupazione giovanile e dove le famiglie fanno la coda alla mensa dei poveri, c’è chi cerca di superare anche questa volta l’unico vero parere che conta che è quello dei Cittadini che sono tutti contrari a questa Provincia delle tasse sulle tasse e delle invenzioni burocratiche.

    Quanto sta accadendo per le caldaie sta dimostrando chi c’è dietro all’ingegnoso sistema escogitato per far soldi a palate e qualcuno dovrebbe decidersi ad approfondire la questione e sicuramente non saremo noi anche se prendiamo atto delle scuse dell’Assessore ma vogliamo chiarimenti non ancora arrivati.

    La riunione tenutasi a Bari e voluta dall’Assessore regionale On. Marida Dentamaro mette le cose in chiaro e smentisce la possibilità tanto ventilata anche nella famosa Agorà cioè quella di convincere con tutti i mezzi qualche comune vicino o lontano di partecipare al funerale prestabilito che sarà il prossimo 3 ottobre e al quale il popolo parteciperà in massa senza spendere un solo euro visto che sono già stati tutti distrutti, consumati, sciupati e bruciati per la liquidazione del mostro a tre teste.

    Proprio l’Assessore Dentamaro, infatti, ha chiaramente sconfessato questa “trovata politica” per raggirare l’ostacolo e bene ha fatto l’Assessore Regionale a ribadire una cosa semplicissima e palese perché altrimenti tutte le agognanti province avrebbero chiesto ad altri piccoli comuni di entrarvi a far parte e la spending review sarebbe stata una farsa ma Monti sarà pure uno che sta tartassando i cittadini italiani ma sicuramente non è né stolto né sprovveduto, come qualcuno illusionisticamente crede.

    La Regione Puglia, quindi, ci da ragione ritenendo che il decreto sia già pienamente vigente sin dalla data della sua approvazione e non sia suscettibile di modifiche in corso d’opera, quindi l’unica cosa che i comuni possono fare è quella di decidere da che parte andare e
    la Bat dovrà andare con Foggia.

    Andare con Foggia? Quello che non volevamo e che grazie proprio a questi nostri politici ci troveremo a fare, annessi come fossimo gli ultimi arrivati o ospiti in casa propria. Bella figura del cavolo.

    A questo punto diciamo basta con le illusioni, con i giochetti e con il disperato tentativo di restare a galleggiare. Si decida da che parte stare e noi siamo convinti di voler restare con Bari, anche se il bubbone dell’Area Metropolitana è un’altra storia che andrebbe tutta analizzata perché figlia di quel sistema consociativo tanto caldeggiato dalle stesse classi politiche e dirigenti che hanno creato il danno Bat e che ancora oggi continuano ad arrogarsi il diritto di decidere per tutti senza tenere in considerazione la sacrosanta volontà popolare e accumulando danni su danni che loro non pagheranno mai direttamente.

    Ringraziamo l’Assessore Dentamaro alla quale proprio il giorno prima della riunione politica con i Sindaci abbiamo fatto pervenire una lunga lettera che, evidentemente, è stata presa nella giusta considerazione ed ha avuto seguito. Quando si dice la capacità delle donne di ascoltare e la cocciutaggine e la presunzione di alcuni uomini che non cambieranno mai.
    Viva le donne!

    Andria, 13 settembre 2012
    Il Presidente (Libera associazione civica Andria): Vincenzo Santovito


  • Ricardo Klement

    La spending review deve riorganizzare l’economia e l’organizzazione, non la geografia. Le province di recente istituzione come BAT potrebbero far proporre dai loro politici un nuovo modello di provincia come ente di solo snodo a basso costo, aggiornando le ottocentesche Deputazioni provinciali. Un consiglio composto da Prefetto, rappresentante della Regione e tutti i Sindaci risulterebbe snellissimo ed eletto quasi interamente dai cittadini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This